Porto, terme e costa le nuove sfide della sindaca: "Termini Imerese cambierà volto"
Riconfermata sindaco col 70% delle preferenze, Maria Terranova spiega a Balarm gli obiettivi del suo secondo mandato e annuncia "grandi trasformazioni urbane"
Maria Terranova, confermata sindaco di Termini Imerese (foto da Facebook)
La vittoria alle ultime Amministrative del 24 e 25 maggio consegna alla prima cittadina di Termini Imerese un secondo mandato che ha il sapore della continuità politica e amministrativa, ma anche della sfida.
La riconferma di Maria Terranova, infatti, arriva al termine di una campagna elettorale che ha assunto anche un forte valore politico regionale. La sindaca uscente, espressione dell’area progressista e vicina al Movimento 5 Stelle, è stata sostenuta da una coalizione ampia costruita attorno al “campo largo”, con il sostegno di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, liste civiche e realtà territoriali che già nel 2020 avevano condiviso il progetto amministrativo termitano.
Un’esperienza che Pd e M5S, in una nota congiunta diffusa durante la campagna elettorale, hanno definito «uno dei primi esempi di coalizione progressista a livello locale», costruita attorno all’idea di un fronte «largo, plurale e partecipato».
Nel corso degli anni Terranova ha più volte rivendicato una visione amministrativa fondata più sul pragmatismo che sulle appartenenze ideologiche, insistendo sul concetto di squadra e sulla necessità di coinvolgere «tutte le energie migliori della città».
La sua esperienza amministrativa è stata segnata anche da momenti difficili, dalle tensioni interne alla maggioranza fino agli attacchi e alle minacce ricevute negli anni per alcune battaglie portate avanti sul fronte della legalità, dell’ambiente e della gestione della città. Vicende che hanno contribuito a consolidare attorno alla sindaca un’immagine politica di amministratrice determinata e molto presente sul territorio.
La larga vittoria elettorale, con oltre il 70% delle preferenze secondo i dati emersi dallo scrutinio, è stata letta dagli alleati come la conferma della solidità del progetto politico progressista costruito a Termini Imerese.
Terranova, volto ormai consolidato della politica termitana, ha impostato la sua ricandidatura sul racconto di una città che, a suo dire, negli ultimi anni ha ricominciato a programmare il futuro dopo una lunga stagione di immobilismo. E nell’intervista rilasciata a Balarm dopo la riconferma, il leitmotiv resta sempre lo stesso: concretezza.
«Il lavoro serio, concreto, determinato. Questi anni abbiamo lavorato veramente senza alzare mai la voce, solo rimboccandoci le maniche», afferma. È da qui che la sindaca riparte per spiegare il consenso ottenuto alle urne. Nella sua lettura, i cittadini avrebbero premiato soprattutto la presenza costante dell’amministrazione comunale e la capacità di affrontare questioni storicamente irrisolte.
Tra queste, il porto di Termini Imerese occupa un posto centrale. Terranova rivendica il lavoro portato avanti con l’Autorità di Sistema Portuale che, nell’arco di quattro anni, ha restituito alla città «un porto commerciale pienamente operativo». Ma soprattutto guarda al futuro, e quel futuro passa dal porto turistico finanziato con 30 milioni di euro del PNRR.
«Il porto turistico vedrà la luce a brevissimo», dice, indicando l’opera come uno dei tasselli fondamentali della nuova identità economica e turistica che immagina per la città.
Accanto alle infrastrutture, la sindaca insiste sul tema dei servizi sociali. Nell’intervista ricorda gli investimenti nei servizi educativi, nei nidi comunali, nei centri pomeridiani e nel doposcuola gratuito. Un modello amministrativo che avrebbe convinto i cittadini della bontà del lavoro svolto. «Hanno visto serietà, concretezza, amore per il territorio. Hanno visto un’amministrazione sempre presente, pronta a farsi carico delle difficoltà e dei problemi, mettendoci sempre la faccia».
Il secondo mandato, però, nelle intenzioni della sindaca, dovrà essere anche quello delle grandi trasformazioni urbane. Tra le priorità immediate c’è il rilancio del Grand Hotel delle Terme, immobile simbolo della città e da anni al centro del dibattito politico locale. Terranova parla del termalismo come di «un settore su cui intendiamo puntare tutto quello che abbiamo», pur ammettendo che la riqualificazione della struttura sarà complessa e richiederà tempo e investimenti.
Un altro nodo strategico riguarda la costa. La sindaca annuncia battaglia per il recupero del litorale termitano, oggi in gran parte inaccessibile a causa della presenza dell’area industriale, del porto e dell’ex stabilimento Olis, definito senza mezzi termini «un ecomostro». «Termini Imerese ha 12 chilometri di costa naturale, ma di questi solo un chilometro è appena fruibile», sottolinea, indicando nella liberazione della costa e nella balneazione una delle sfide simboliche del prossimo quinquennio.
Nel racconto della sindaca emerge con forza il tema della progettazione e dei finanziamenti europei. Terranova cita oltre 55 milioni di euro di opere in fase di progettazione attraverso il SIRU, il Sistema Intercomunale di Rango Urbano costituito insieme ad altri Comuni del comprensorio, ossia Cefalù, Campofelice di Roccella, Cerda, Lascari e Sciara. Tra i progetti inseriti ci sono la ciclopedonale che collegherà il porto a Himera, il parco a mare e nuove aree di parcheggio.
La visione che delinea è quella di una città sempre più orientata verso la rigenerazione urbana e la mobilità sostenibile. «Parcheggi, zone a traffico limitato, pedonalizzazioni. La città dovrà cambiare il suo volto», spiega, parlando della necessità di modificare abitudini ormai radicate nel tessuto urbano termitano.
Sul fronte industriale, invece, il nome che continua a pesare è quello dell’ex Blutec. La sindaca annuncia la volontà di riaprire il confronto con la Regione Siciliana per chiarire il futuro dell’area industriale e comprendere i piani dei nuovi soggetti coinvolti. Eppure, nella sua analisi, Termini Imerese non coincide più soltanto con la crisi Fiat o con il fallimento Blutec. La sindaca rivendica la presenza di un tessuto produttivo che continua a resistere e a investire. «Le aziende presenti nell’agglomerato di Termini Imerese fatturano oltre 370 milioni di euro per circa 2000 dipendenti totali», ricorda, sottolineando come il potenziamento del porto abbia già prodotto un incremento del traffico merci del 56%.
Anche l’interporto torna al centro della programmazione amministrativa. Dopo decenni di annunci, il progetto ha ottenuto un finanziamento da 30 milioni di euro. Per Terranova si tratta di una conseguenza diretta della piena operatività del porto commerciale: «Oggi possiamo parlare di un interporto, cosa che non sarebbe stata possibile dieci anni fa».
Se il primo mandato è stato quello del risanamento, il secondo, nelle intenzioni della sindaca, dovrà essere anche quello della bellezza. Terranova parla per la prima volta del desiderio di lasciare un segno estetico e culturale nella città, coinvolgendo artisti e ripensando il centro storico. «Vorrei dedicarmi a lasciare un segno a questa città anche in termini di bellezza, di visione», racconta. Un progetto ancora in fase embrionale, che lei stessa definisce «un sogno», ma che potrebbe rappresentare una nuova fase politica e amministrativa.
Emerge, infine, il lato più personale della sindaca. Più che le opere pubbliche, Terranova rivendica il valore della squadra che l’ha accompagnata in questi anni. «Da sola non sarei riuscita a fare nulla di tutto questo», dice. E insiste su un concetto che ritorna più volte nelle sue parole, ovvero il superamento delle appartenenze politiche tradizionali in nome di un obiettivo comune.
«La domanda non è “da che parte stai?”. La domanda è “per cosa vuoi lavorare?”». È probabilmente questa la sintesi politica più chiara del secondo mandato di Maria Terranova, l’idea di una amministrazione che punta a presentarsi come pragmatica, inclusiva e orientata ai risultati.
Adesso, però, sarà il tempo delle prove concrete. Perché le grandi opere annunciate, il rilancio del termalismo, il recupero della costa e la trasformazione urbana di Termini Imerese dovranno passare dalla fase della visione a quella della realizzazione.
Per Maria Terranova inizia ora la fase più delicata: trasformare progetti, finanziamenti e visioni in risultati concreti. La riconferma elettorale le consegna una fiducia ampia. Il secondo mandato sarà il banco di prova decisivo per capire se Termini Imerese è davvero riuscita a cambiare volto.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




