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Nasconde una delle grotte più antiche di Catania: è il mercato storico "A fera 'o luni"

Insieme alla Piscaria, è il mercato più antico della città. Ma non tutti sanno che in quella piazza esiste anche un altro mondo, fatto di grotte dove venivano seppelliti i martiri

Salvina Elisa Cutuli
Giornalista, guida museale, insegnante di danza
  • 14 novembre 2021

Il mercato "A fera 'o luni" di Catania (foto di Mirko Chessari)

Assieme alla Piscaria, l’altro grande mercato storico di Catania che si svolge tutte le mattine, tra Piazza Carlo Alberto, Piazza Stesicoro e le vie adiacenti, a Catania c'è anche il mercato A fera ‘o luni.

Sebbene il nome faccia pensare che la fiera si svolga solo il primo giorno della settimana, il mercato è aperto dal lunedì al sabato.

Dietro questa sua denominazione ci sono varie ipotesi, sconosciute ai più. Per tanti catanesi si chiama a fera ‘o luni perché in principio si svolgeva solo di lunedì. Secondo un’altra teoria il nome proviene dalla presenza, nelle vicinanze, di un tempio dedicato o al dio assiro-babilonese Luni o a Diana, dea Luna.

Che esistesse un mercato a Catania lo si può dedurre dalla presenza di un presunto foro nell'area dell’attuale cortile San Pantaleone.

A partire dal Medioevo "il mercato del lune" si svolgeva nella piazza antistante la facciata della cappella di Santa Maria dell'Elemosina - così sembra in base anche alle planimetrie dei progetti delle fortificazioni spagnole volute dall’imperatore Carlo V in cui veniva identificato il piano della Fiera del lunedì o Fieravecchia proprio vicino la chiesa.
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La cappella fu in seguito ricostruita dopo il terremoto del 1693 ed è oggi è meglio conosciuta come Basilica della Collegiata. La piazza di fronte alla chiesa, spesso allagata per la presenza del fiume Amenano, era chiamata Platea lo Foro o Foro Lunaris.

Dopo il terremoto il mercato fu spostato poco più sotto, in piazza Università.

Per distinguerla dallo spazio precedente, la nuova zona venne identificata come Fiera Nuova. Lo spostamento definitivo in piazza Carlo Alberto è avvenuto, invece, alla fine del XIX secolo.

Una bellissima piazza in stile barocco, fiancheggiata dalla splendida chiesa della Madonna del Carmine e dalla chiesa di San Gaetano alle Grotte, fa da scenografia alle tante bancarelle che ogni giorno si accalcano e colorano l’atmosfera.

Una vera opera d’arte. Inebriati dagli odori e dai colori dei vestiti ammucchiati nei banchi, accanto al vocio di chi cerca di richiamare l’attenzione dei passanti, in pochi si soffermano davanti alla chiesa di San Gaetano alle Grotte, per molti, tra l’altro, pure di intralcio per la posizione che occupa.

Sotto le bancarelle di frutta e verdura, sotto il vastissimo assortimento di prodotti che va dalla gastronomia all’abbigliamento, dai casalinghi ai prodotti etnici - sono numerosi i commercianti africani e cinesi - esiste un altro mondo, un mondo sotterraneo, fatto di grotte dove venivano seppelliti i martiri, tra i quali anche Sant'Agata.

La chiesa di San Gaetano alle Grotte nasconde, infatti, una stratigrafia notevole dal punto di vista storico e geologico. Presenta una grotta lavica preistorica alla quale si può accedere attraverso una scalinata ripida presente nel mezzo dell’unica navata della chiesa.

La grotta è stata indicata come uno dei luoghi in cui fu deposto il corpo di Sant’Agata e per questo è divenuto oggetto di venerazione. Forse, in un primo momento, fu utilizzata come cisterna, in età paleocristiana come sepolcro e poi, in seguito, abbellita e trasformata in cappella.

Visitando la grotta si può notare un pozzo utilizzato anche come fonte battesimale, una colonna con capitello intagliata nella roccia e un arcosolio che sembra ricordare le architetture delle catacombe. Anche se molto danneggiati, sulle pareti si notano anche i resti di affreschi, alcuni databili al XVI secolo.

Ed ecco che andare a fera ‘o luni, per fare acquisti o una passeggiata può essere un’occasione per fare un giro di altro tipo, un viaggio nel tempo, alle origini della storia di Catania. E non solo di lunedì.
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