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Negli anni Venti eravamo più veloci: la Sicilia in viaggio ai tempi degli idrovolanti

La Società Anonima di Navigazione Aerea di Genova portava la gente a Palermo grazie agli idrovolanti: nel 1917 da Napoli a Palermo un idrovolante impiegava tre ore

Santi Gnoffo
Ricercatore storico e delle Tradizioni popolari siciliane
  • 16 agosto 2019

Il pilota americano Antony Habersack Jannus a bordo dell'idrovolante Benoist

Intorno al 1930 c’erano diversi modi per arrivare a Palermo. Pochi sanno che grazie alla S.A.N.A. (Società Anonima di Navigazione Aerea di Genova) si arrivava in città a bordo di idrovolanti anche se ciò avveniva soltanto durante la stagione estiva.

Ogni tre settimane alcuni idrovolanti provenienti da Genova arrivavano a Palermo dopo avere fatto scalo ad Ostia ed a Napoli. Il primo idrovolante giunto da Napoli a Palermo ammarrò dinnanzi le acque della Marina alle ore 9,30 del 29 giugno 1917.

Fu un evento festeggiato da tutta la città nonostante vi fosse ancora in corso la Prima Guerra Mondiale. Prima di ammarrare, l’idrovolante volteggiò nel cielo tra il tripudio della popolazione accorsa a vedere l’evento. Fu sbarcata la posta nel pontile dello Stabilimento balneare dei fratelli Messina, una costruzione di legno che si trovava nei pressi di Porta Felice. Da allora i voli continuarono saltuariamente.

Dopo il 1926, ripresero con regolarità sino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Il prezzo della traversata Napoli - Palermo era 300 lire.

L’idrovolante partiva da Napoli alle ore 14.30 ed arrivava all’idroscalo di Santa Lucia di Palermo alle ore 17.30. Tre ore! Un vero record! Ammarrava ad una certa distanza dalla riva e poi lentamente si avvicinava al pontile.

Da Palermo, ripartiva alle ore 7 ed arrivava a Genova alle ore 16. La linea aerea era composta da 7 velivoli. Nel 1934, il primo aereo decollò dall’aeroporto di Boccadifalco al fine di pubblicizzare alcune linee aeree di piccolo cabotaggio che avrebbero dovuto collegare la Città a Catania, Messina, Caltanissetta e Trapani. Ma il piano non decollò.

Si continuò a volare con gli idrovolanti sino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, collegando Palermo anche con Catania, Tunisi e Malta.

Per via terra si arrivava a Palermo percorrendo le strade ordinarie oppure con il treno. Nel piazzale interno della Stazione Centrale si poteva ammirare una bellissima copertura in metallo e vetro, demolita purtroppo per recuperare il ferro durante la Seconda Guerra Mondiale. Era un’opera superba!

La ferrovia era limitata nei tragitti, mentre i centri abitati più vicini erano collegati alla Città con lo “scartamento ridotto” Palermo-Corleone. La stazione di questa linea si trovava a Sant’Erasmo.

I piroscafi che provenivano da Napoli o le altre linee postali attraccavano al pontile Santa Lucia (via Francesco Crispi). Mitica fu la nave Città di Catania con i suoi tre antiestetici fumaioli che fecero nascere il detto: "ragiuni a tri tubi comu ‘u vapuri i Napuli" (ragioni a tre tubi come il vapore di Napoli).

È passato quasi un secolo dall’arrivo del primo idrovolante. Dispiace dirlo ma a parte il traffico aereo la condizione dei trasporti in Sicilia non è cambiata: le strade Nazionali, Provinciali, Autostrade, sono dissestate.

Per quanto riguarda la linea ferrata un caso è emblematico: ancora oggi, la tratta Trapani - Siracusa (300 Km circa) impiega 11 ore.

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