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Niscemi "spezzata" da una frana, 1000 evacuati e strade chiuse: che succede

Un intero quartiere isolato, due provinciali chiuse. Ancora smottamenti nella cittadina nissena. Il sindaco: "La situazione è drammatica. Alcune case irrecuperabili"

Balarm
La redazione
  • 26 gennaio 2026

«La frana non si ferma». Quello che sta accadendo in queste ore a Niscemi ha davvero dell'incredibile. Un paese che rischia di "scivolare", letteralmente. «La situazione è drammatica» ripete il sindaco Massimiliano Conti nell'ultima diretta Facebook in cui fa il punto della situazione.

Una prima frana si è registrata ieri (domenica 25 gennaio), intorno alle ore 13.00. Nella notte, poi, la situazione è peggiorata per via di ulteriori smottamenti. A essere colpita è la zona est della città, sotto il Belvedere nell'area del torrente Bonifazio, in prossimità del quartiere Sante Croci. Al momento si contano 1.060 persone evacuate, praticamente tutti i residenti del quartiere, alcuni dei quali hanno trovato ospitalità in casa di parenti e amici, mentre altri vengono ospitati nel Palazzetto dello Sport "Pio La Torre", dove sono state portate centinaia di brandine da Palermo a cura della Protezione civile regionale, coordinata dal direttore generale Salvo Cocina, che è presente sul posto ed è in stretto raccordo col presidente della Regione Schifani. Al lavoro le squadre dei vigili del fuoco, 70 volontari della protezione civile, polizia e carabinieri.

Le scuole questa mattina sono rimaste chiuse, così come disposto da un'ordinanza del sindaco, ed è stata interdetta al traffico anche la Sp10, nel tratto di collegamento con il centro abitato coinvolto nell'episodio franoso. Resta così una sola strada aperta a collegare l’abitato con la statale Gela-Catania, considerato che nei giorni scorsi era stata disposta anche la chiusura della Sp12, sempre per via di una frana causata dalle forti piogge. «Stiamo cercando di creare due vie alternative», spiega Cocina.

Tutte le operazioni sono supportate da un team del Dipartimento della Protezione Civile che ha raggiunto il comune siciliano nella giornata di ieri. In particolare, questa mattina, spiega una nota, il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano presiederà dalla sala unità di crisi del Dipartimento un punto di situazione, con il Centro Operativo Comunale di Niscemi e la Prefettura di Caltanissetta. In mattinata programmato anche un sorvolo tecnico per valutare evoluzione.

«La Regione è pronta a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini, dare assistenza agli sfollati, molti a titolo precauzionale, e ripristinare al più presto i collegamenti viari», dice il presidente Renato Schifani.

«La frana che in queste ore sta devastando Niscemi è l’ennesima drammatica conseguenza del ciclone Harry che ha già inferto colpi durissimi all’intera Sicilia orientale - sostiene Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia - Le forti raffiche e le piogge torrenziali hanno anche allagato campi, distrutto serre, capannoni e colture in piena produzione provocando danni per svariati milioni di euro agli agricoltori già in ginocchio e aggravando il dissesto idrogeologico. Ma non sono state risparmiate neanche le imprese e i pescatori ancora oggi fermi per porticcioli insabbiati, imbarcazioni danneggiate, attrezzature ittiche compromesse e stabilimenti balneari devastati.

Questo sindacato - precisa la Lionti - chiede interventi immediati al governo nazionale come il riconoscimento dello stato di calamità, un tavolo regionale per quantificare i danni, l'accelerazione per la ricostruzione ma anche investimenti contro il dissesto idrogeologico, che non può più essere affrontato con toppe emergenziali. Siamo e saremo sempre vicini alle comunità colpite vigilando perché nessuno resti indietro in questa fase».

Maltempo, cabina di regia a Palazzo d'Orléans
Insediata questa mattina a Palazzo d'Orléans la cabina di regia operativa della Presidenza della Regione per l'emergenza maltempo che ha investito la Sicilia. «Stiamo intervenendo in maniera più che tempestiva anche perché - ha detto il presidente della Regione Renato Schifani - nel giro che ho svolto lo scorso fine settimana nei luoghi colpiti dal ciclone Harry ho potuto toccare con mano la disperazione della gente. I siciliani si aspettano che le istituzioni siano al loro fianco. E noi lo faremo, con grande senso di responsabilità. Mi aspetto la massima collaborazione tra tutti gli uffici della Regione. Ho chiesto che non si lavori per compartimenti stagni».

«La priorità - ha aggiunto Schifani - è una: semplificazione globale delle procedure per la presentazione delle domande e le relative erogazioni dei contributi. Abbiamo già stabilito che la Commissione tecnica specialistica istituisca una sub-commissione ad hoc per evadere con celerità le autorizzazioni ambientali necessarie in questa fase. Abbiamo stanziato i primi fondi, presto ne arriveranno altri e dobbiamo usarli con la massima efficienza».

La cabina di regia sarà guidata direttamente dal presidente Schifani, mentre coordinamento e impulso sono stati affidati a Simona Vicari, già sottosegretario alle Infrastrutture e alle attività produttive ed esperta del presidente per tali materie. Ne fanno parte gli assessori al Territorio e all'ambiente Giusi Savarino, alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò e alle Attività produttive Edy Tamajo, oltre al capo di gabinetto della Presidenza Salvatore Sammartano, al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, al direttore generale dell'Irfis Giulio Guagliano, al vice commissario della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico Sergio Tumminello, al presidente della Commissione tecnica specialistica Gaetano Armao e a tutti i dirigenti generali interessati dalle attività che saranno necessarie per affrontare l’emergenza e la ricostruzione.

«Sono due aspetti che devono necessariamente procedere di pari passo - ha concluso Schifani - e in questo lavoro che ci attende dobbiamo tenere in considerazione il cambiamento climatico: è un dovere morale quello di ricostruire provando a impedire che eventi del genere abbiano effetti immani come è successo questa volta. Grazie alla tempestività degli interventi siamo riusciti a tutelare le persone, adesso lavoriamo affinché sia tutelato in futuro anche il territorio».

Il presidente Schifani, prima di partire per Roma, dove è atteso per partecipare al Consiglio dei Ministri che delibererà lo stato di emergenza nazionale per la Sicilia, ha riconvocato la cabina di regia per questo mercoledì e ha stabilito che ci siano riunioni settimanali ogni lunedì mattina.

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