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Nobiliare, enorme (e in vendita): a Ragusa la dimora dove il 7 di ogni mese la storia si ripete

Se siete alla ricerca di un posto da sogno nella parte sud orientale della Sicilia fate in tempo ad accaparrarvi una lussuosa dimora che si trova in vendita a Ragusa

Balarm
La redazione
  • 16 luglio 2021

Torre San Filippo a Ragusa

Se siete alla ricerca di un posto da sogno nella parte sud orientale della Sicilia fate in tempo ad accaparrarvi una lussuosa dimora che si trova in vendita a Ragusa, presso la contrada Santa Rosalia, che prende il nome dalla diga vicina.

Se non è il mare ciò che ricercate ma una dimora immersa nella silenziosa campagna più antica, meno esplorata, ma ancora più potente e suggestiva, ricca di tramonti mozzafiato, ancestrali silenzi e vallate prosperose, questo posto fa proprio al caso vostro.

La zona del ragusano è famosa per le sue tradizionali tracce paesaggistiche, fatte di muri a secco, manti di carrubo e ulivi secolari, ed è in questo contesto che svetta la Torre San Filippo, in vendita al momento.

La dimora nobiliare fortificata ed edificata intorno alla metà dell’800 (probabilmente una delle date di rifacimento della Villa è quella incisa su una delle porte di accesso al cortile interno), sorge su un punto strategico e si mostra come un fortino in piena regola che, un tempo, fungeva da torre di avvistamento per meglio controllare i lavori dei campi e la conduzione delle masserie.



Si trova, perciò, al centro di un feudo sulla vallata Cava Volpe, nei pressi della diga di Santa Rosalia, caratterizzata da torrenti e ricca vegetazione.

Gli spazi di certo non mancano: è composta dal Castello, a pianta labirintica, che era la dimora estiva della famiglia proprietaria, della superficie di circa 750 metri quadri, che si sviluppa su due piani.

Qui si trovano 2 ampi saloni, 2 cucine, 8 camere da letto e 3 bagni.

Ma le peculiarità di questo gioiello non terminano qui. Nel patio si trova la chiesa, dalla facciata curiosamente gotica come il portone d’ingresso.

Nel corpo rurale, invece, denominato “casa mandria” sono presenti edifici di pertinenza quali fienili, magazzini e stalle, aventi una superficie di ulteriori 750 metri quadri, tutti da ristrutturare.

E se ancora non vi basta eccovi, a cornice della proprietà, ulteriori 65 ettari di parco dove la natura - con le caratteristiche cultivar degli Iblei - irrompe impetuosa e silenziosa, regalando meravigliose immagini della natura dall’alba al tramonto, integrandosi perfettamente col paesaggio circostante.

La cifra richiesta (il bene è in vendita a cura di un’agenzia milanese) è pari a 1 milione e mezzo di euro e, stando alle informazioni riportate, la struttura esterna non presenta particolari problemi sulla struttura portante; l’interno invece, necessita di restauro delle superfici lapidee e degli spazi.

L’eccezionalità e la bellezza di tutto il complesso sono fuori discussione, così come il suo fascino, nonostante lo stato di abbandono in cui si trova da qualche tempo.

Per gli amanti, infine, delle storie e leggende anche questa dimora ne custodisce una.

In particolare si dice che, nel torrione smerlato sopra l’alto dirupo, tutte le giornate del 7 di ogni mese si ripete una straordinaria quanto crudele storia che culmina proprio sull’alto torrione, con un esito incredibile.

Si tratterebbe di un amore infelice che vide protagonisti due giovani convolati a nozze che, per un certo tempo, vissero lì felici e spensierati.

Tutto filò liscio fino all’arrivo di un nuovo guardia caccia, dal Nord, bello e affascinante, irresistibile per la giovane.

Approfittando delle assenze per lavoro del marito, la giovane iniziò a meglio conoscere il guardiacaccia e presto se ne innamorò perdutamente, contraccambiata dall’uomo.

I due amanti continuarono ad approfittare del marito ignaro del tradimento, fino a quando lo stalliere non denunciò ciò che accadeva.

Fu così che, il 7 di novembre, l’uomo fece finta di allontanarsi per il consueto controllo dei braccianti nei campi, ma si nascoste in attesa del suo rivale. Quando i due si incontrarono il marito, accecato dall’ira e ferito nell’orgoglio, sguainò il pugnale colpendo a morte il rivale.

La donna fuggì spaventata e, non avendo vie di fuga, salì sul torrione del palazzo; qui, raggiunta dai cani ringhianti sguinzagliati dal marito, si buttò nel vuoto.

Da allora, ogni 7 del mese, si rivede la corsa della donna dai fluenti capelli biondi, inseguita da 7 cani neri di cui si distinguono solo le sagome e si odono le ringhia. Poi si smorzano i guaiti dei cani e tutto torna avvolto dal silenzio e dal buio della notte, fino al mese successivo.
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