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Non c'è il frutto, ma tanta acqua zuccherina: è il miele di fichi della tradizione carinese

Con i fichi si possono realizzare tante ricette sia dolci che salate. Qui vi raccontiamo come si prepara il miele di fichi di Carini, diverso da quello della tradizione calabrese

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 10 settembre 2021

Miele di Fichi di Giusy Musso

Il consiglio è di leggere questo articolo a stomaco pieno, altrimenti vi verrà molta fame! Ma anche a stomaco pieno, avrete l'acquolina in bocca. Dopo il necessario avvertimento, posso parlarvi del buonissimo frutto che tutti amiamo.

Il fico, infatti, è uno dei frutti più amati dai siciliani, soprattutto in estate si trova su ogni tavola.

Il nome scientifico del fico è Ficus carica, si ritiene sia originario dell’Asia occidentale, da cui venne importato nel Mediterraneo, dove oggi è coltivato in molte varietà che si distinguono per forma, grandezza, colore ed epoca di maturazione dei frutti e assumono denominazioni specifiche.

Il fico, come sappiamo, si mangia fresco o secco; l’essiccamento può avvenire al sole, al forno o in essiccatoi ad aria calda. Considerato una sorta di dessert, per le sue quantità di zucchero, è amato soprattutto dai più golosi e, pur essendo un frutto molto calorico, è ricco di vitamine e sali minerali tra cui fosforo, magnesio e potassio.



Con i fichi si possono realizzare tante ricette, che vanno dal dolce al salato, trattandosi di un alimento molto versatile.

Esiste infatti il pane all'uvetta e fichi per accompagnare gli antipasti, soprattutto i formaggi, o ancora la crostata di fichi e ricotta e la crostata di fichi e sarde.

Per accompagnare la carne si può realizzare anche uno sciroppo di pere e fichi al vino rosso; immancabili poi sono i buccellati siciliani, biscotti di pasta frolla ripieni di fichi secchi, tipici del periodo natalizio.

Il ripieno, preparato con fichi, frutta secca e confettura viene aromatizzato con spezie di vario tipo: cannella, chiodi di garofano, cardamomo e noce moscata.

Esiste inoltre una ricetta per il miele di fichi, di cui ci parla Giusy Musso, che da anni la propone agli ospiti del suo b&b ''La casa di Evita'', a Carini, credendo nell'importanza della valorizzazione delle tradizioni, anche quelle culinarie.

Giusy Musso ha da poco lanciato il progetto ''La Carini che vorrei'', che prevede il recupero delle vecchie tradizioni per far rivivere sul territorio l'identità perduta.

«Amare il passato e condurlo nel presente per conservare memorie e tradizioni per me è un bisogno primordiale e anche lo specchio dell'anima di un territorio», ci racconta.

Vediamo adesso come si prepara il miele di fichi. Si ricava dall'acqua zuccherina dei fichi sbollentati, si filtra e poi si mette sui fornelli fino a quando si addensa.

«Sono anni che delizio gli ospiti del mio b&b servendolo con il pane a lievitazione naturale, i cornetti, nello yogurt bianco o sui fichi d'India», ci racconta.

Tra i vari progetti di Giusy c'è anche quello di commercializzare il miele di fichi: «Penso di farlo diventare un prodotto di nicchia con il marchio De.Co».

Quello che differenzia il miele di fichi da una marmellata è l'assenza del frutto: «Non è una marmellata perché non ci sono i fichi, è l'acqua zuccherina... in Calabria so che il miele di fichi lo fanno con i fichi dentro», ci racconta.

Giusy custodisce una tradizione che era dei suoi nonni: «Porto avanti la tradizione carinese, è diverso dal miele calabrese.

Era una tradizione dei miei nonni che avevano tantissimi alberi, prendevamo i fichi, metà si mettevano a seccare, quelli più grossi, quelli più piccolini si sbollentavano, i passuluna, e si lasciavano scolare, l'acqua zuccherina si filtrava e si metteva dentro la pentola per farlo addensare».

La preparazione è relativamente veloce: «Dal momento che li metto sopra, si sbollentano, li scolo, li stendo, l'acqua zuccherina la filro, la lascio sulla pentola, passano quattro o cinque ore, dipende dalla quantità. Con un pentolone ne fai un barattolo», ci dice Giusy, che proprio in questo periodo si sta adoperando per realizzare il miele.

Infatti il momento migliore è la fine dell'estate: «L'esplosione è ad agosto, mi tocca fare il miele nel giro di due giorni. Il mese dei fichi secchi e del miele è agosto», ci racconta con entusiasmo. Il miele si può utilizzare a colazione, accompagnato ai cornetti o al pane, oppure con formaggio morbido e fichi tagliati e sbucciati.

«Voglio portare avanti il ricordo emozionale, far rivivere le tradizioni», ci dice Giusy. Oltre alla bontà indiscussa del miele di fichi, è importante continuare a farlo non solo per deliziare il palato, ma anche per non perdere la tradizione.
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