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Non lo diresti ma la Sicilia è la regina dei divorzi: uno su dieci in Italia qui non ce la fa

Ma l’attenzione digitale più bassa la colloca dietro a Veneto e Lombardia. Lo studio incrocia i dati ISTAT con le ricerche su Google degli ultimi due anni. I dati

Balarm
La redazione
  • Pubblicato il
    26 agosto 2025

Per chi la pensava che la Sicilia fosse ancora una terra baluardo della famiglia tradizionale forse dovrà ricredersi. Pare che invece sia la regina dei divorzi: quasi il 10% del totale nazionale Con 7.538 divorzi nel 2023, la Sicilia è la regione che divorzia di più in termini assoluti.

Ma l’attenzione digitale più bassa la colloca dietro a Veneto e Lombardia nell’Indice di Fragilità Coniugale.

Quota 1.64 La Sicilia guida la classifica dei divorzi "reali": nel 2023 sono stati 7.538, pari a 1,6 ogni mille abitanti, il tasso più alto del Paese insieme a Sardegna e Liguria. In termini assoluti, significa quasi un divorzio su dieci in Italia.

Eppure, secondo il nuovo Indice di Fragilità Coniugale (IFC) elaborato da Casinos.com, la regione non è prima ma terza. Lo studio incrocia i dati ISTAT con le ricerche su Google degli ultimi due anni ("avvocato divorzista" e "divorzio"), trasformandoli in quote da bookmaker.

I numeri
Tanti divorzi veri, cioè nella vita reale e poche ricerche online saull'argomento. La Sicilia registra un IFC di 86,4/100 e una quota di 1.64, dietro a Veneto (1.50) e Lombardia (1.57).

Il motivo? L’interesse digitale è molto più contenuto: solo 27 punti su 100 per "avvocato divorzista" e 82 su 100 per "divorzio", contro i picchi record delle regioni del Nord.

«La Sicilia ci dice che qui non c’è bisogno di informarsi troppo: il divorzio si fa, più che se ne parla - spiegano gli analisti di Casinos.com -. Per questo resta altissima nella classifica ISTAT, ma l’IFC la posiziona appena dietro al Nord digitale».

Una regione simbolo con quasi il 10% del totale nazionale, la Sicilia resta comunque una capitale del divorzio. Le grandi città come Palermo e Catania spingono le statistiche in alto, raccontando un territorio dove il “per sempre” ha una scadenza.
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