ARTE E ARCHITETTURA

HomeNewsCulturaArte e architettura

Non solo arte contemporanea: una mostra ci racconta la Palermo felice del Liberty

Stiamo parlando del pittore Luigi Di Giovanni, artista a cui è dedicata la mostra nella sala delle missioni della Biblioteca Centrale Regionale Alberto Bombace di Palermo

Danilo Maniscalco
Architetto, artista e attivista, storico dell'arte
  • 8 novembre 2019

Uno degli schizzi di Luigi Di Giovanni

Si formò a Napoli sotto la guida di Domenico Morelli e fu uno dei maestri prediletti di Aleardo Terzi, prese parte attivamente ai lavori di decorazione del teatro Massimo di Palermo, città in cui, unitamente a Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Rocco Lentini, Benedetto Civiletti e Mario Rutelli, fu animatore e protagonista del cenacolo artistico sorto attorno la figura fulcro di Ernesto Basile.

Stiamo parlando del pittore Luigi Di Giovanni, artista a cui è dedicata la mostra nella sala delle missioni della Biblioteca Centrale Regionale Alberto Bombace di Palermo.

La mostral "Luigi Di Giovanni / Quaderni di schizzi e di pensieri/ 1876-1893" è a cura di Anna Maria Ruta e Aldo Nuccio (aperta gratuitamente fino al 5 dicembre, dal lunedì al venerdì in orario continuo dalle 8.30 alle 18.30) e dà al fruitore la possibilità di acquistare fino ad esaurimento il prezioso catalogo stampato in appena quaranta copie su pregiata carta di cotone Amatruda, capace di restituire il pathos tipico delle scene disegnate dal Di Giovanni, straordinario pittore attivissimo durante l'intero arco temporale dorato della belle époque e disegnatore prodigioso di chine e matite dai tratti stagliati sulla carta come segni narratori del tempo.
Adv
Tempo assai diverso dal nostro prepotente che si alimenta costantemente di inutile velocità mai sazio: tempo quello del floreale profuso dalle sue mani, che inciso soprattutto nelle opere di proprietà di collezionisti, non manca di ricordare a noi tutti della importanza di saperci fermare per osservare la bellezza di scene di vita quotidiana così come il profilo del sacro Monte Pellegrino, piuttosto che un viso a noi familiare o un monumento indispensabile per la nostra memoria dei luoghi.

Non sfugga nel visitare le teche contenti le decine di studi e schizzi, che quei tratti sicuri e definiti, coinvolgenti e descrittivi, quei segni totali e brevi, tradiscono un fare saldamente legato ad una pratica grafica del disegno come mezzo di analisi per riscoprire il mondo mai scisso da quell’insegnamento della cattedra di Disegno di figura tenuto per circa trenta lunghi anni presso la Regia Accademia di Belle Arti.

Qui, in questo connubbio tra ciò che seppe scoprire tra lo spazio del foglio e l'universo della sua tavolozza e ciò che trasmise con gusto a generazioni di allievi, risiede il messaggio positivista di questo elegante costruttore di bellezza a cui oggi, grazie all'impegno costante e misurato degli eredi e non delle istituzioni, si tributa l'omaggio sentito di una comunità che si raduna ancora una volta per beneficiare del potere terapeutico dell'arte.

"I poeti disegnano con le parole e i pittori, scrivono con i disegni" scrisse Bellori. A Luigi Di Giovanni, che seppe disegnare tassello dopo tassello la narrazione di una Palermo città felice, dobbiamo assicurare quell’attenzione adeguata al racconto dei grandi protagonisti della storia dell'arte.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI