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Non solo i faraglioni: i luoghi dei "Giganti" in Sicilia tra grotte, storia e ritrovamenti

Le grandi ossa di San Ciro: in una grotta del monte Grifone, dei Monti di Palermo, furono trovati degli scheletri giganteschi che diedero vita a numerose leggende e teorie

Santi Gnoffo
Ricercatore storico e delle Tradizioni popolari siciliane
  • 9 settembre 2019

Palermo vista da monte Grifone

Vi immaginate cosa provarono i palermitani quando intorno al 1527 seppero che in alcune grotte del Monte Grifone, in località San Ciro, qualcuno aveva ritrovato centinaia di ossa gigantesche?

Sicuramente pensarono ai racconti leggendari dei loro avi, quando si credeva che in Sicilia, all’alba dei tempi, abitassero giganti, uomini alti più di sei metri. D’altronde se Ulisse aveva visto Polifemo, perché non si potevano trovare anche a Palermo? Quasi tre secoli dopo, esattamente nel 1831, l’abate Domenico Scinà pubblicò un rapporto che fece finalmente luce su questo mistero: le ossa appartenevano sicuramente ad animali, per lo più a cervi, ippopotami ed elefanti ma il mistero non era ancora chiuso.

Poco dopo, iniziò una nuova mitizzazione dei ritrovamenti, alcuni eruditi del tempo favoleggiarono sulla battaglia della Valle dell’Oreto del 250 a.C., quando l’esercito di Asdrubale arrivò cavalcando elefanti e fu sconfitto dalle truppe romane del console Cecilio Metello.

Anche queste ipotesi erano errate perché le ossa appartenevano ad animali che vissero sul luogo durante la preistoria. Quei resti furono scambiati invece per ossa "recenti", attribuite al tempo del dominio cartaginese in Sicilia (II sec, a.C.) ed incautamente vendute a Marsiglia per destinarle alla locale industria del sapone.

Tuttavia quelle grandi ossa, litificate dai processi di fossilizzazione, si rivelarono presto inutilizzabili ed i francesi non la presero bene: credendo di essere stati truffati, gettarono l'intero - e preziosissimo - carico nel porto di Marsiglia.

Poco dopo iniziò la causa legale tra francesi e siciliani, riportata anche dai quotidiani del tempo e contestualmente crebbe la curiosità del pubblico verso la vera origine delle grandi ossa di San Ciro.

Fu il paleontologo francese a risolvere l'enigma, sollecitato a pronunciarsi dall'abate Domenico Scinà e il Couvier infine confermò per lettera la tesi dello Scinà.

Nel 1867, Gaetano Giorgio Gemmellaro pose fine alla questione mettendo insieme le ossa per ricostruire gli antichi animali, tra cui lupi, cervi, iene e anche i famosi elefanti, che furono portatori di così tante leggende. Oggi alcuni meravigliosi esemplari si possono ammirare al museo Gemmellaro.

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