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Piccola ma dalle fauci di ferro: quei "super poteri" che non ti aspetti da una patella

Altro che patella, questo piccolo mollusco che vive attaccato agli scogli doveva chiamarsi "denti d'acciaio". Il perché, insieme ad altre curiosità, ve lo sveliamo noi

Gianluca Tantillo
Appassionato di etnografia e storia
  • 27 marzo 2021

La patella

Diciamocela tutta, le spiagge senza la presenza umana sono immensamente più belle. A mare dovremmo essere solo noi e quello che vende il cocco bello.

In tal senso, facendo due calcoli, visto che siamo quasi 8 miliardi sulla terra, ci vorrebbero 4 miliardi di spiagge e tutta l’umanità, al fine di appattare i conti, dovrebbe dividersi in due categorie: quelli sdraiati nella sabbia e quelli che vendono il cocco bello.

In questo modo ognuno di noi avrebbe la propria spiaggia personale e un pezzo di cocco. Detto ciò, siccome si tratta di pura utopia, andiamo alle presentazioni del protagonista del nostro articolo che vi assicuro vi stupirà.

La scena è questa: scendete in spiaggia (quella più nascosta del litorale) alle sette del mattino perché sapete che pochi la conoscono e non ci va quasi nessuno a quell’ora. Birra Forst, olio Johnson perché vi siete messi testa che quest’anno Abdullah in confronto a voi deve sembrare il bambino della kinder, e paninazzo con la frittata radioattiva della sera prima.



Nonostante Paolo Fox vi aveva promesso tranquillità, il vento delle vostre più rosee aspettative si affievolisce non appena arrivate a destinazione.

Avete presente la scena iniziale del capolavoro di Kubrick "2001 Oddissea nello Spazio", in cui sullo sfondo di quella meravigliosa colonna sonora fatta di atmosfere e tamburi ci viene mostrato quel primate antenato dell’uomo che da colpi di osso contro il terreno?

Ecco, la scena è la stessa. Pelosi sono pelosi, hanno le tende, la pasta al forno, vivono in tribù, e tengono tra le mani pietre o utensili di fortuna che usano per sfogare tutta la loro brutalità contro l’unico essere vivente che in centinaia di milioni di anni si sempre fatto gli affaracci suoi: la patella.

Che voi ci crediate o no, quella cosa con il guscio che ha la forma e il colore dei brufoloni pieni di pus che avevate all’età di quindici anni possiede un piede e una bocca. Vi siete mai chiesti come facciano questi molluschi a sopravvivere attaccati agli scogli sotto il pico del sole quando ci sono 50 gradi all’ombra?

Ebbene la ventosa che hanno sotto (chiamato appunto piede) gli serve per spostarsi e per attaccarsi agli scogli, ma soprattutto gli permette di accumulare acqua fresca che riesce a trattenere dentro la conchiglia per rimanere sempre umida anche fuori dall’acqua (in pratica le patelle usavano già le cisterne prima della nascita dell’uomo).

Oltre al piede, la signorina possiede pure una bella bocca che non le serve per baciare e mettersi il rossetto ma bensì per raschiare la alghe di cui si ciba dagli scogli. Più che una bocca vera e propria si parla di una lingua che tecnicamente è chiamata radula.

Adesso viene la cosa più stupefacente che mi ha permesso di capire che se Peter Parker non fosse stato morso da un ragno ma leccato da una patella, non solo non si sarebbe trasformato in Spiderman ma in Limpetman ma sarebbe stato anche immensamente più forte. Perché? Altro che Bruno Vespa, la lingua della patella è veramente fuori concezione!

È infatti fornita di una fila di denti ricurvi che misurano 10 micrometri di lunghezza e 1 di spessore (pensate che un micrometro è cento volte più sottile di un capello) e sono composti da un idrossido di ferro che si chiama goethite che non per niente è il materiale biologico più resistente che si mai stato registrato in natura.

E quando diciamo il più resistente mai registrato significa che è più duro del granito, del ferro e del diamante: menomale che nell’accoppiamento le patelle non praticano sesso orale perché sennò si estinguevano subito subito. Gli scienziati usando strumenti tipo quelli di Guerre Stellari sono riusciti ad estrarli e misurarne la trazione, ovvero la resistenza sotto sforzo.

La cosa incredibile è che il risultato è stato di 4,5 gigapascal (unità di misura) con picchi di 6,5; e siccome a me sti gigapascal mi sono sembrati da subito arabo ho chiesto ad un mio amico studioso di fisica che mi ha spiegato molto più ignorantemente che una cordicella di denti di patella spessa quanto uno spaghetto riuscirebbe a tenere in sospensione una macchina di 3000 kg.

Ovviamente, appresa questa grandiosa notizia, un colpo di “minchia!” al mio amico (inteso come esclamazione) non glielo ha tolto nessuno.

Patella... ma chi caspita l’ha chiamata patella? Dovevano chiamarla denti d’acciaio, bocca tuonante, fauci infernali, invece l’hanno chiamata patella che è come se Schwarznegger invece di chiamarsi Arnold si fosse chiamato Manfredi. Ma se pensavate che i super poteri della patella si esauriscano con i super denti vi sbagliate di grosso.

La patella, e manco questo scommetto avevate pensato, si fa delle belle camminate. Più che un senso dell’orientamento il suo è un vero e proprio sistema GPS permesso da stimoli chimici e recettori che possiedono nel piede e che gli permettono di ritrovare al millimetro il posto che avevano abbandonato prima di partire per il lungo viaggio: questa abilità si chiama “homing”.

E se per qualche strana ragione avevate pensato che la patella fosse la cugina brutta e povera della vongola aspettate di leggere quello ha pubblicato la rivista scientifica “Royal Society Open Science.

«Con il nostro studio abbiamo dimostrato che la strategia di movimento è, sorprendentemente, la stessa adottata dagli squali e da molti altri predatori». Avete letto bene non è il vino che vi è salito in testa, anche se mangia alghe, la patella, è un terribile predatore che utilizza la stessa mappatura del territorio che utilizzano gli squali al fine di massimizzare i profitti in base agli spostamenti.

Per il prossimo futuro mi riprometto di considerare il posto di questo mollusco all’interno della classifica "miei animali preferit". E anche voi, portatele più rispetto: la patella è senza dubbio il John Rambo del Mediterraneo.
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