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Prendiamo il cellulare 10mila volte al giorno: l'Asp di Palermo e il progetto per smettere

Il cellulare diminuisce e a volte annulla la distanza tra sfera pubblica e privata, crea dipendenza, restringe il pensiero riflessivo e provoca comportamenti compulsivi

Balarm
La redazione
  • 7 luglio 2019

Il cellulare, croce e delizia di adulti e non, può diventare anche un problema serio: da un punto di vista psicologico il cellulare non favorisce, anzi ostacola, il tempo dell’elaborazione e della ponderazione costruendo un esercito di persone non razionali, che parlano "di pancia". "Il cellulare diminuisce e a volte annulla la distanza tra sfera pubblica e privata creando una dipendenza che si traduce in spazi ristretti per il pensiero riflessivo e in un comportamento compulsivo di spessore clinico: come entrare in contatto con il cellulare fino a 10mila volte al giorno".

Lo ha spiegato Daniele La Barbera, direttore dell’unità operativa di Psichiatrica del Policlinico Giaccone di Palermo e l'occasione era la presentazione del progetto Stop-phone: due anni di attività e 50mila ore di intervento nelle scuole di nove Comuni vicini a Palermo (oltre a Palermo stessa) tra cui Monreale, Altofonte, Villabate, Belmonte Mezzagno, Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela e Ustica.

Il progetto Stop-phone è un’iniziativa promossa prima di tutto dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo che coinvolge diverse realtà istituzionali e anche studenti, professori, famiglie, pediatri e operatori della Sanità.

L'obiettivo dell’iniziativa, peraltro progetto pilota, è quello di promuovere un corretto e consapevole uso dei telefoni cellulari tenendo le persone informate sui rischi di un utilizzo di questi dispositivi soprattutto in età pediatrica ma non solo.

«Si tratta di un intervento che intercetta nuovi bisogni di salute, puntando sulla prevenzione attraverso un approccio multidisciplinare – ha spiegato il direttore generale dell’Asp Daniela Faraoni - sono molti i partner e gli attori istituzionali coinvolti nel progetto».

«Ci auguriamo che continuino a crescere ed a favorire le necessarie sinergie, a iniziare dagli Istituti scolastici che, già per l’anno appena conclusosi, hanno dato un grande contributo. Stiamo riscontrando attenzione e interesse per un problema sempre più sentito che la nostra azienda ha messo nel mirino, allargando il campo degli interventi al contesto di vita dei bambini e interessando genitori, docenti e operatori sanitari».

«Modificare i comportamenti tecnologici è difficile - ha spiegato ancora La Barbera - e c'è un forte legame psicologico che si viene a creare con questi dispositivi. Una persona che usa moderatamente il suo cellulare tocca il display circa 2700 volte al giorno. Gli utilizzatori compulsivi invece lo fanno almeno 10mila volte al giorno».

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