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Protegge più di mille ettari di bosco a Salina: Elio, il custode della riserva sospesa tra terra e mare

Se volete inerpicarvi tra i monti della riserva naturale di Monte Fossa delle Felci ma siete alle prime armi non dovete scoraggiarvi, c'è chi vi aiuterà a rendere questa esperienza, meravigliosa

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 22 giugno 2021

Elio Benenati

"Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento", questo lo scrive Franco Arminio nel suo libro "Cedi la strada agli alberi", e in effetti quando ci si imbatte in Elio Benenati a Salina, una delle sette isole delle Eolie, si ha l'impressione di essere stati fortunati e di avere ricevuto una sorta di benedizione perché porta alla scoperta, e si prende cura, di un tesoro inestimabile, e lo fa, praticamente da solo.

È un volto molto espressivo quello di Elio che ricorda quello dell'attore Harvey Keitel, ma ha anche una nobile anima perché protegge i 1521 ettari di riserva naturale di Monte Fossa delle Felci e dei Porri di Salina e soprattutto di tutti coloro che decidono di percorrere i sentieri della riserva. È una sorta di angelo custode dei viaggiatori, turisti e camminatori che intraprendono cammini di trekking su questi monti dalla bellezza naturalistica e paesaggistica esplosiva e di una ricchezza per gli occhi che sembra di rigenerarsi ad ogni sguardo e che lo spirito si ritempri ad ogni sospiro.



Sicuramente c'è qualcosa di spirituale tra i boschi ricchi di specie di piante e di animali; in cima al Monte Fossa delle Felci guardando il resto delle Eolie che sbucano dall'immenso blu del mare si respira a pieni polmoni aria pulita e profumata dai fiori e dalle piante sperando di portarsi dietro il ricordo di tutta questa bellezza che la natura regala e il silenzio rotto solo dal cinguettio degli uccelli. È facile immaginare che il paradiso assomigli a questo luogo. In totale i sentieri sono tredici, di diverse lunghezze e gradi di difficoltà e con tanti punti panoramici dove lasciare che lo sguardo si perda cullato in mezzo al mare.

Se volete inerpicarvi tra i monti della verde e rigogliosissima Salina ma siete alle prime armi non dovete scoraggiarvi, i sentieri sono tutti ben segnati e potete anche trovarli grazie alla nuovissima app fortemente voluta dall'associazione di albergatori "Salina isola verde" che a breve sarà scaricabile sul sito e, mal che vada, disseminato per tutta la riserva c'è il numero di telefono di Elio, il nostro guardiano che protegge un po' tutti su quei monti.

Elio a 17 anni ha cominciato la sua carriera nella guardia forestale, prima come operaio, «Allora era praticamente l'unico modo per avere dei contributi versati lavorando a Salina - racconta Elio - è stato molto duro all'inizio per me, dovevo alzarmi alle 4 salire sui monti a piedi per sentieri pesanti, non ero abituato. Cominciai a lavorare nella riserva quando si stava riforestando dopo l'incendio devastante degli anni '50, in quel tempo piantavamo alberi».

Da allora ne ha fatta di strada Elio e anche grazie ad alcuni concorsi interni è diventato Caposervizio delle guardie, che dovrebbero essere quattro a coprire le riserve di Salina e altre in provincia di Messina come Ganzirri e Barcellona Pozzo di Gotto, ma praticamente Elio a Salina è solo, perché lui vive sull'isola, gli altri colleghi no, e quindi lui che si prende cura da solo di tutta la riserva, tranne se non ci siano problemi più gravi che necessitano la presenza di rinforzi.

«Lavoro 24 ore su 24 ma per me non è un peso - racconta Elio - quella mia per questa montagna è una grande passione, la sento mia come io sento di appartenerle, conosco tutti i sentieri a menadito, quando c'è qualcuno in difficoltà e mi manda una foto del posto in cui si trova e io lo riconosco subito e vado ad aiutarlo. Prima avevamo un numero di telefono di servizio messo a disposizione di chi ne avesse bisogno, qualche anno fa ce lo hanno tolto e così adesso per tutta la riserva ho messo il mio numero di telefono personale ad ogni bivio, nei rifugi, per soccorrere chi è in pericolo».

E di soccorsi ne ha fatti ben 83 nella sua carriera, di cui diversi con l'intervento dei vigili del fuoco o dell'elicottero, una passione, cura e attenzione, che non è passata inosservata, infatti si è guadagno diversi encomi ed elogi dai sindaci dei tre comuni di Salina e dal presidente della provincia di Messina.

Salina grazie alla terra vulcanica e all'acqua dolce di cui è ricca è super rigogliosa e fertile, in molti sull'isola dicono: «qui se butti un seme cresce un albero», e infatti crescono vigorosi ulivi e vigneti, le piante del sottobosco, grazie ad un censimento, sono 535, per non contare quelle forestali. «Ho anche aperto una pagina Facebook per promuovere la riserva che gestisco personalmente dove ogni giorno metto foto - aggiunge -, la riserva è un luogo che va rispettato ma io ho notato che chiunque decide di conoscere la riserva di Salina è molto attento a non sporcare e rispettoso del luogo, in giro non trovo mai una cartaccia. Nel 2010 ho fatto un censimento e sono stati diecimila i turisti che hanno visitato la riserva, adesso dal comune di Santa Marina dicono che negli ultimi anni sono in aumento, circa 12/13 mila all'anno».

Insomma se decidete di andare a visitare Salina concedetevi una passeggiata in montagna perché ne vale davvero la pena, vi troverete a camminare sospesi tra il verde rigoglioso e il blu splendente del mare che avvolge tutto, e poi ci sarà il rivoluzionario Elio a prendersi cura di voi perché come dice Arminio: "Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza".
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