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Quando il cambiamento è linfa vitale: così un palermitano in Sudafrica coltiva carciofi

Giuseppe La Gattuta è un imprenditore palermitano che ha trovato a 140 km da Città del Capo le condizioni climatiche e fiscali ideali per la coltivazione dei carciofi

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 26 giugno 2019

Giuseppe La Gattuta in mezzo al suo campo di carciofi in Sudafrica

Ha 47 anni ed è un affascinante ed irrequieto palermitano sempre a caccia di avventure per tenere alta l’adrenalina. Giuseppe La Gattuta è uno spirito libero abituato a viaggiare e a scoprire il mondo da quando aveva 16 anni, e la smania di conoscere e di andare sempre oltre è da sempre la sua linfa vitale. La stessa che lo ha portato nel 2011 a trasferirsi in Sudafrica e a reinventarsi con un'idea insolita, ma di certo vincente, coltivare carciofi.

«Tra il 2006 e il 2007 - racconta Giuseppe a Balarm - ho preso un biglietto aereo che allora si chiamava "around the word", che permetteva nell'arco di un anno di girare il mondo. Sono stato dieci mesi in giro tra la Malesia, Costa Rica, Singapore, Sudafrica, Indonesia Messico, Australia, Nuova Zelanda, California. È stato il viaggio che più di tutti gli altri mi ha cambiato la vita e mi ha messo addosso la voglia di cambiare tutto quello che stavo facendo allora».

Nel 2007 Giuseppe aveva delle sue attività imprenditoriali nel capoluogo siculo, che decide di lasciare e di partire per cominciare una nuova vita in Sudafrica, senza sapere bene cosa andare a fare. «Al ritorno dal mio viaggio intorno al mondo nel 2007 - continua Giuseppe - le dinamiche quotidiane della mia vita a Palermo mi stavano strette, ho ripreso a lavorare ma pensavo a Cape Town, una città molto bella e contraddittoria, molto simile a Palermo. Così nel 2011 ho deciso di trasferirmi in Sud Africa, i primi anni sono stati molto complicati, ma non mi sono mai abbattuto».

All'inizio Giuseppe non sa bene cosa fare e che attività intraprendere in questo nuovo continente che per paesaggi e clima ricorda molto la Sicilia. «Ad un certo punto tra le varie similitudini che trovavo con la Sicilia - continua - mi sono accorto anche delle diversità, in Sud Africa non conoscono il carciofo come cibo, ma si trova soltanto dai vivai come pianta ornamentale. Da qui è partita l'idea, piantare carciofi e distribuirli nei ristoranti italiani». A 140 km da Città del Capo le condizioni climatiche e fiscali ideali per la coltivazione dei carciofi.

Un'azienda gli mette a disposizione due ettari di terreno e Giuseppe si da spedire 25mila bulbi di carciofi, violetto siciliano tipico delle zone di Caltanissetta. La produzione va benissimo e il carciofo è sempre più richiesto «La cosa bella qui - conclude - è che non c'è troppa burocrazia e anche le tasse sono più contenute rispetto all'Italia, tutto è stato molto semplice e fluido. Adesso sto lavorando ad una etichetta di vini. La mia linfa vitale è il cambiamento, se mi fermo per troppo tempo entro in crisi, per questo ho sempre bisogno di avere nuovi progetti».

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