CURIOSITÀ

HomeNewsFood & WineCuriosità

Quello strano piatto che unisce Francia e Sicilia: chi (e dove) sono i "mangialarunchi"

Nell’isola è comune attribuire soprannomi a partire da una certa abitudine alimentare. Con questo particolare ingrediente ci si preparano anche le arancine

Santi Cautela
Giornalista enogastronomico
  • 28 marzo 2024

Le rane fritte

La rana in gastronomia è legata alla Francia, ad alcune zone del Piemonte e ...alla Sicilia! Esiste infatti un luogo dove mangiare l’arancino - qui al maschile perché in provincia di Catania - al ragù di rana.

Stiamo parlando della Sagra della Rana di Paternò che dal 1999 propone queste antiche ricette legate agli anfibi locali. In particolare, gli stand allestiti per l'occasione propongono diverse specialità realizzate con l'impiego della rana come le rane pastellate e fritte oppure gli arancini realizzati proprio con il ragù di rana ma anche un cous-cous con le rane dal sapore orientale, risotto alla rana e rane in guazzetto.

Questo strano piatto, insolito e curioso, ha portato gli abitanti di Paternò ad avere un caratteristico soprannome: i mangialarunchi. Innanzitutto, infatti, va considerato che nell’isola era comune attribuire dei soprannomi a partire da una certa abitudine alimentare, un po' come succede con i manciafìcu (it. mangia–fichi) di Reitano o di Sant’Agata di Militello, entrambi Comuni della provincia di Messina.
Adv
A Paternò e in tutta la sua provincia le rane sono conosciute con il nome di larunchi e da sempre sono un elemento base della dieta dei paternesi in quanto si potevano trovare in abbondanza in prossimità dei fiumi della zona ma soprattutto erano meno costose della tradizionale carne e avevano lo stesso potere proteico.

Non a caso rappresenta un piatto molto importante della cultura cinese.

La rana ha comunque sempre esercitato un certo fascino, come testimonia il consiglio contenuto in uno degli scritti di Plinio il Vecchio che nel nel 2000 a.C. suggeriva di sputare in bocca ad una rana per guarire dalla tosse. Fra le credenze popolari sicule, poi, c'era quella di riuscire a guarire dalla scabbia spalmando sulle piaghe un intruglio composto con l'olio di frittura delle rane e un goccio di miele.

La manifestazione che si svolge a settembre a Paternò - periodo dove le giovani rane presentano una particolare tenerezza delle carni - vuole anche promuovere il consumo di questo piatto in tutte le sue antiche varianti e desinenze più moderne.

Mentre il mercato mondiale del food cambia e si apre all’Oriente, la Sicilia faceva scuola già al tempo dei Mori con le rane, per non parlare degli insetti.

Mentre la polemica sulla farina di grilli infuria in Sicilia da ben duemila anni si consumano le lumache a tavola (tecnicamente sono gasteropodi). Anche questa è un’altra storia...
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci...
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI