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Qui scopri tre leggende ma il tesoro non si trova: dov'è in Sicilia la grotta di Calafarina

Percorrendo la strada che si trova a pochi km dal borgo marinaro ci si imbatte nel posto che sembra spuntare dal terreno. Un luogo che non puoi perdere

Federica Puglisi
Giornalista
  • 14 gennaio 2024

La Grotta di Calafarina

Una grotta che nasconde non una ma tre leggende e un magico tesoro che però non fu mai trovato. È un luogo magico la grotta di Calafarina a Marzamemi, nella costa della provincia siracusana. Un sito che da anni resta avvolto dal mistero e da quella magia che solo le leggende riescono a tramandare.

Miti e leggende che hanno affascinato anche una delle recenti collezioni di moda di "D&G". Percorrendo una strada che si trova a pochi chilometri dal borgo marinaro ci si imbatte in una grotta che sembra spuntare dal terreno.

È lunga poco più di 100 metri e con un dislivello di circa 20, secondo alcuni studi sarebbe stata abitata sin dal Mesolitico, e poi in epoca Greca, Romana, Bizantina, Araba e Normanna.

Si deve al grande archeologo Paolo Orsi la campagna di scavi che agli inizi del Novecento permise di ritrovare alcune testimonianze che risalgono alla prima età del bronzo. Ma oltre alle scoperte archeologiche questo sito affascina e attira la curiosità dei turisti le leggende che si tramandano. Una riguarda un magico tesoro che sarebbe stato nascosto all’interno della grotta dalla vedova di un emiro.
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Questa leggenda risalirebbe alla dominazione araba in Sicilia. L’emiro arabo di Noto, dopo essere caduto in combattimento contro i Normanni, lasciò la moglie e il figlio.

Questi si spostarono con i loro tesori nel territorio di Marzamemi per poi partire in nave verso l’Egitto. Ma la donna fece nascondere le sue ricchezze per evitare che potessero essere rubate durante il viaggio. La vedova disse ai suoi schiavi di seppellire le ricchezze in una cavità della zona.

Gli uomini vennero uccisi, poi, per evitare che rivelassero dove si trovava il tesoro. La leggenda narra che le loro anime siano rimaste intrappolate nella grotta e che nelle notti di febbraio si odano i loro lamenti.

Ma c’è una seconda leggenda altrettanto affasciante. La storia ambientata sempre nel periodo normanno, racconta che sulla grotta ci fosse un castello moresco, conquistato dal generale bizantino Maniace, che lo donò alla figlia Zoraide.

Ma la nuova moglie di Maniace, Zoe, mise in atto un complotto con il nuovo imperatore Costantino, per uccidere il marito. Prima della sua morte, Maniace rivelò alla figlia come porre sotto incantesimo il tesoro.

Zoraide, poi, prima di morire in battaglia riuscì a gettare un anello incantato in mare, che venne mangiato da un pesce che venne così reso immortale. E chi troverà i rari frutti marini di cui si nutre questo pesce e a catturarlo potrà trovare il tesoro della grotta. Infine il terzo mito che prende il nome dall’avido Cala Farina.

Un uomo che fu inviato in Sicilia in qualità di vicerè dal re Varvalonga. Si arricchì molto e disse alla figlia di proteggere il suo tesoro, anche con la vita in caso di suo mancato ritorno.

L’uomo venne poi ucciso e la figlia si tolse la vita. L’incantesimo del tesoro, narra ancora la leggenda, può essere spezzato solo pronunciando le parole che la ragazza pronunciò prima di morire. Fin qui, dunque, la leggenda.

Oggi cosa resta. La Grotta di Calafarina è passata di recente alla Soprintendenza di Siracusa. La sua storia e le sue leggende sono tanto note da essere scelte nell’estate del 2022 come tema della sfilata di abiti e gioielli di Dolce&Gabbana che si è svolta a Marzamemi.

I due stilisti hanno cercato di catturare nei loro abiti quelle che si immagina fossero i tesori nascosti nella grotta, tra gioielli e pietre preziose. Se vi trovate allora nel borgo marinaro di Marzamemi, chiedete alla gente del luogo della grotta di Calafarina e delle sue leggende. Un luogo tutto da scoprire.
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