Restaurato e gestito da un privato: il Teatro Garibaldi "restituito a Palermo"
Arriva il sì del Consiglio comunale. La Fondazione Rizoma si farà carico della ristrutturazione degli spazi oltre all'apertura di un bookshop con caffetteria
Il Teatro Garibaldi alla Kalsa
«L'approvazione del partenariato - hanno commentato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l'assessore alla Cultura, Giampiero Cannella - oltre ad essere una scelta importante e lungimirante consentirà di restituire alla città un luogo simbolico della sua storia culturale e di avviare un progetto di grande valore per il quartiere della Kalsa e per l’intero centro storico.
Questo a conferma di una visione condivisa di sviluppo culturale e rigenerazione urbana, fondata sulla collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti qualificati del mondo culturale. Il Teatro Garibaldi potrà così tornare a essere uno spazio vivo, aperto, inclusivo, capace di dialogare con le realtà associative e creative del territorio e di promuovere partecipazione, produzione culturale e crescita sociale».
L'accordo avrà una durata di otto anni con la Fondazione che si farà carico dei lavori di ristrutturazione dell’immobile, del giardino interno, degli spazi esterni, oltre all'apertura di un bookshop con caffetteria. La stessa - in partnership con l’Amministrazione comunale - garantirà anche la gestione culturale del teatro.
L'opposizione in consiglio comunale, pur riconoscendo «gli elementi positivi della proposta, che consentirà interventi di riqualificazione e la riapertura di uno spazio culturale importante del centro storico» non vede di buon occhio il fatto che ancora una volta «l’Amministrazione ha scelto di non investire nella gestione diretta di un bene di proprietà pubblica, demandando all’esterno funzioni che dovrebbero restare centrali nell’azione pubblica.
Una scelta che appare ancora più significativa se si considera che la stessa Amministrazione era pronta a investire oltre 3 milioni di euro per l’acquisto, la ristrutturazione e la gestione dell’ex Cinema Astoria». Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Amella, Giuseppe Miceli, Randazzo, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso, Argiroffi e Forello, del Gruppo Misto, Carmelo Miceli e Giaconia, e Franco Miceli.
Un secondo elemento di riflessione per l'opposizione riguarda la linea culturale. «La presenza di grandi finanziatori privati - prosegue la nota - garantisce sostenibilità economica, ma può incidere sull’indirizzo complessivo del progetto. Sorveglieremo perché il tavolo tecnico di partenariato non releghi il ruolo pubblico a una funzione di indirizzo solo indiretto. Per queste ragioni, come forze di opposizione abbiamo espresso una valutazione critica, pur riconoscendo gli aspetti positivi della delibera».
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