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Roy Paci torna sul palco di Sanremo: «Quest'anno sarà un po' come stare in famiglia»

L'artista siciliano ha raccontato a Balarm anche del suo concerto in streaming dai Candelai di Palermo e dell'iniziativa portata avanti con altri 130 live club in tutta Italia

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 24 febbraio 2021

Il cantante e musicista Roy Paci (foto da Fb page))

Chissà come sta vivendo questo "strano" periodo uno degli artisti siciliani più apprezzati nel panorama musicale internazionale, Roy Paci, ci siamo chiesti; e così lo abbiamo contattato per farci raccontare qualcosa.

Una lunga chiacchierata sulla musica (chiaramente!), ma più in generale sull'attenzione che il mondo della musica, a 360 gradi, merita, oggi più che mai.

Roy Paci, quest'anno torna a Sanremo sul palco dell’Ariston, invitato dal cantante Fulminacci, con Valerio Lundini. «Sarà un bel momento - dice - canteremo "Io penso positivo" di Jovanotti non posso svelare altro, ma sono di ritorno dalle prove e sono molto soddisfatto del lavoro fatto».

Andare a Sanremo quest’anno avrà per il cantante un sapore diverso: «sarà un po' come stare in famiglia. Ci sono tanti artisti siciliani in gara e non con i quali ho lavorato e continuo a farlo. Da Colapesce a Di Martino passando ai Rappresentanti di Lista e Davide Shorty, con cui stiamo lavorando anche ad altri progetti.



Tra artisti già affermati ed emergenti sono molto felice che la Sicilia sia così presente a questa edizione del Festival. Abbiamo il dovere di far crescere i giovani talenti che adesso si affacciano al mondo della musica, è un lavoro che ho sempre portato avanti e che continuerò a fare. In quest’ottica - continua il musicista - sono orgoglioso della presenza, al dopo Festival, di De Almeida, il giovane artista che ha preso parte, facendosi notare, all’ultima edizione del Premio Musica contro le mafie. La musica, più che mai in questo momento, unisce e crea sodalizi umani che sono il futuro di tutti noi».

Roy Paci, oltre ad essere apprezzato e stimato come artista, è anche tra i più “generosi” nel condividere il suo talento in progetti dei colleghi che ritieni validi. Tra gli ultimi, omaggio alla città in cui ha deciso di vivere stabilmente, il singolo di Samuel, presente nel suo ultimo album “Brigatabianca”, che si intitola proprio “Palermo”.

«Con Samuel siamo amici da decenni e sono stato molto felice di curare i fiati di questo brano che è un omaggio sentito alla città reso con uno dei più significativi rapper del momento, che è pure palermitano, Johnny Marsiglia. Sono sicuro che il suo modo di fare rap rimarrà nella storia».

E proprio per questa sua generosità ha deciso di partecipare a #ultimoconcerto l’iniziativa (in streaming sul sito www.ultimoconcerto.it) che coinvolge oltre 130 live club nell’intero Stivale, uniti e determinati a dar, di nuovo, voce alla musica.

Un lunga lista, in continuo aggiornamento, di locali storici che da Nord a Sud - con luoghi individuati non a caso da punti interrogativi, che bene descrivono la precarietà in cui si trova l’intero comparto da oltre un anno - riaprirà di nuovo alla musica dal vivo quelli che sono sempre stati focolai creativi, fucine dove si sono formati i cantanti che oggi segnano il panorama nazionale e internazionale.

Realtà che oggi rischiano seriamente di chiudere i battenti per sempre, facendo perdere alla collettività un grande patrimonio.

Tra gli artisti che hanno sposato questa iniziativa il siciliano Roy Paci, trombettista, cantante, compositore e produttore discografico, che si esibirà dallo storico locale de I Candelai.

«Ci siamo proposti reciprocamente per partecipare a questa iniziativa che da voce, come un coro, all’intero comparto, messo in ginocchio dalla pandemia e dalla mancata volontà di trovare soluzioni per mettere al riparo le attività, non solo dei musicisti ma di tutte le figure professionali che lavorano affinché la musica arrivi al pubblico.

Io sono nato professionalmente ai Candelai e ho provato sulla mia pelle l’importanza dell’esistenza dei live club. Da oltre un anno lavoriamo tutti uniti affinché la musica non soccomba alle difficoltà causate dalla pandemia e alle mancate proposte che chi di dovere avrebbe dovuto programmare.

Da mesi lavoro e mi confronto, anche in tavoli istituzionali, per trovare soluzioni che non hanno ancora, però, trovato la luce e che quindi non fanno ben sperare. È arrivato il momento di far sentire, più che nei mesi scorsi, la nostra voce e, se è il caso, battere anche i pugni sul tavolo perché non ci possiamo permettere che la storia e la tradizione della musica vadano perse.

Ho anche proposto di copiare da chi è stato in grado di trovare soluzioni, mi sto riferendo ad altri paesi europei, come la Francia o la Germania, che da tempo riconoscono l’importanza e il valore della musica live.

Oggi siamo ancora una volta tutti uniti, artisti, associazioni, enti che fanno parte del nostro mondo e operatori tecnici per ricevere l’attenzione che tutto il mondo della musica merita».

Che le realtà culturali, nelle varie declinazioni - in primis quelle relativi alle performance dal vivo, dalla musica al teatro - siano state finora maltrattate da una gestione per nulla propositiva delle istituzioni è sotto gli occhi di tutti da mesi.

Dall’assenza storica di normative che tutelino le categorie professionali, al mancato provvedimento dettato dall’emergenza attuale, nulla è stato realmente fatto per evitare il collasso, inevitabile, di un sistema che vive dei live.

«Io e il mio gruppo di lavoro abbiamo continuato a lavorare in questi mesi con dirette streaming durate anche dodici ore e non solo; abbiamo decine di progetti in cantiere e soprattuto siamo pronti a mangiarci il mondo. Presto annunceremo delle belle novità».

C’è un bel fermento a Palermo ed è per questo che tre anni fa l'artista ha deciso di ritornare a vivere stabilmente nella mia terra, muovendosi da qui per i progetti da sviluppare. «Palermo è sinonimo di tutta la Sicilia, da qui si può fare tutto ed è qui che voglio lavorare alla scoperta di nuovi talenti».
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