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Scoperto un nuovo Antonello da Messina: parte la petizione per "riportarlo a casa"

L'opera "Volto di un giovane santo", attribuita al maestro siciliano, va all'asta il 16 giugno a Parigi. E c'è una raccolta firme per destinarla alla Città dello Stretto

Stefania Brusca
Giornalista
  • 8 aprile 2026

Un'immagine dell'opera "Volto di giovane santo" attribuita ad Antonello da Messina

Dalla Sicilia parte un'iniziativa che è al tempo stesso un'occasione per restituire il prestigio dovuto alla città che ha dato i natali ad Antonello da Messina. Il dipinto "Volto di un giovane santo", appena attribuito al maestro, il 16 giugno prossimo viene battuto alla casa d'aste di Parigi Ader all'Hotel Drouot, per una cifra stimata tra 1 e 2 milioni di euro. Lelio Bonaccorso, fumettista e attivista nel campo sociale e culturale di Messina lancia quindi una petizione per chiedere alla Regione Siciliana, e in particolare all’Assessore ai Beni Culturali e l’Identità Siciliana Francesco Scarpinato, di acquistare l’opera e destinarla al “Museo Regionale Accascina” di Messina.

«Un'occasione unica - dice Bonaccorso - per riportare a casa l'opera del maestro e valorizzare ulteriormente il museo, creando un circuito espositivo dedicato interamente all’artista, onorandone così la memoria e allo stesso tempo portare lustro alla città». Il museo è il secondo al Sud, dopo quello di Capodimonte, in termini di numero di opere esposte e dimensioni.

La vendita all'asta arriva dopo una scoperta emozionante: Mauro Lucco, esperto di Antonello da Messina e storico dell'arte ha confermato l'idea di Michel Laclotte, ex direttore del Louvre, che il "Volto di un giovane santo" fosse opera del maestro. L’opera sarebbe stata realizzata proprio in Sicilia, probabilmente tra il 1476 e il 1477 e destinata a una chiesa catanese: potrebbe raffigurare un giovane San Lorenzo, dallo sguardo particolarmente intenso.

La scoperta è avvenuta appena poche settimane dopo l'acquisto da parte dello Stato italiano per 14 milioni di euro di un altro dipinto attribuito al celebre artista siciliano: l'"Ecce Homo". Attualmente è esposto a Roma, nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato a Palazzo della Minerva, e vanta file chilometriche di vistatori in coda. Qui starò fino al 19 aprile per approdare poi al Museo Nazionale d'Abruzzo (Munda) a L'Aquila.

Questa volta però Messina non vuol lasciarsi sfuggire la nuova opera attribuita ad Antonello. «Col terremoto del 1908 - aggiunge Bonaccorso - la città ha subìto gravi danni al suo patrimonio culturale e sarebbe davvero un bel gesto, anche se sappiamo che è difficile, restituire il dipinto ai messinesi e ai siciliani che lo chiedono a gran voce e che, a ritmo sempre crescente, stanno firmando la petizione». Per Bonaccorso «sarebbe una risposta importante da dare, già accolta con favore da parte del mondo politico e da esponenti del panorama culturale locale, anche alla luce del fatto che Messina è la patria di Antonello ma le sue opere più importanti non si trovano qui».

Infatti "L'Annunciata" si può ammirare a Palermo, a Palazzo Abatellis, mentre al "Museo Mandralisca" di Cefalù si trova il "Ritratto d'ignoto marinaio". Al "Museo regionale Accascina" di Messina invece c'è lo splendido (ma in parte da recuperare) Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte della Madonna col bambino.

Un'iniziativa che non riguarda solo i messinesi ma tutti i siciliani che vogliono veder valorizzato il patrimonio artistico dell'Isola. «Se condividete questo sogno, firmate e condividete la petizione - conclude Bonaccorso -. Insieme, possiamo fare la differenza e garantire alle generazioni future un accesso diretto al nostro patrimonio artistico».
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