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Serena Brancale, Delia e Levante cantano l'anima del Sud: una dedica per i fuorisede

Tre artiste del Sud uniscono le loro storie in un brano che mescola immagini familiari, dialetto e memoria e che si candida come primo tormentone dell’estate

Salvo Caruso
Content creator
  • 10 aprile 2026

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Ci sono immagini, suoni, accenti che accorciano le distanze. Basta poco e torni lì, a casa, anche se sei lontano. Qualcosa di familiare che non solo annulla i chilometri, ma rafforza quel legame che non si spezza mai.È la sensazione che lascia “Al mio paese”, il nuovo brano di Serena Brancale insieme a Levante e Delia. Tre artiste del Sud che uniscono le loro storie in un pezzo destinato a farsi spazio nei prossimi mesi, con tutte le caratteristiche del tormentone estivo 2026. Il ritmo è incalzante e il ritornello resta subito in mente.

“Incominciano le ferie
quando torno al mio paese
le madonne nelle chiese
quando torno al mio paese
con le luci sempre accese
quando torno al mio paese
le signore sulle sedie
quando torno al mio paese”

Il brano parla a chi vive lontano dalla propria terra. Non importa se si tratta di Sicilia o Puglia, perché il punto è un altro. Esiste un filo invisibile che tiene insieme tutto e tutti, anche quando si parte. Ed è proprio lì che il pezzo trova la sua forza, nel raccontare cosa significa essere fuorisede e sentire la mancanza delle proprie radici.

Dentro questo racconto le tre artiste costruiscono un immaginario preciso, fatto di feste di paese, balconi con i panni stesi, sere d’estate, immagini sacre tra i vicoli e quelle scene quotidiane sotto casa che sembrano piccole ma diventano centrali quando non ci sono più. Elementi che possono sembrare stereotipi, ma che in realtà funzionano perché sono riconoscibili e condivisi. Sono parte di una cultura che si regge anche su queste immagini e che difficilmente si vorrebbe vedere sparire.

C’è poi un passaggio che si lega a un fenomeno più ampio. Negli ultimi mesi il dialetto è tornato al centro della musica, soprattutto tra gli emergenti che stanno costruendo il loro percorso proprio sulla lingua del territorio. In questo senso Delia si inserisce perfettamente, portando avanti una scelta già chiara dai tempi di X Factor, senza rinunciare al siciliano neanche qui

“Carusi ca iuacanu n’menzu a na strata
sotto i palazzi del centro
gente che mangia, che beve, che piange
quando risente il suo accento”

Il videoclip accompagna questo racconto ed è girato tra i vicoli di Ortigia, alternando queste immagini ad alcuni momenti della Festa di Sant'Agata, rafforzando ancora di più quell’idea di Sud sospeso tra realtà e memoria.

Nel brano c’è anche una dimensione più personale, soprattutto nella parte di Levante, che inserisce un riferimento diretto alla nonna Rosalia e ai suoi ritorni a Palagonia, città d’origine

“Ciuri ciuri la vita che scorre
tra le luminarie mi accendo
Rosalia mi aspetta al bancone
mi bacia con gli occhi ridenti"

Al mio paese” farà parte del nuovo disco di Serena Brancale, “Sacro”. La scelta di Levante e Delia non è legata solo alla loro provenienza, ma a quello che rappresentano. Da una parte Delia, giovane e radicata, con un forte senso di appartenenza che difende e porta avanti. Dall’altra Levante, che pur avendo lasciato la Sicilia da bambina non ha mai smesso di chiamarla casa.

Alla fine il brano gioca proprio su questo equilibrio. Può sembrare un insieme di immagini già viste, e in parte lo è anche nel video, ma è una scelta voluta. Perché sono proprio quelle immagini, quasi da favola, che chi è andato via continua a cercare e a sperare di ritrovare ogni volta che torna.

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