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"Si nun chiovi pi la Cannilora di l'invernu semu fora": la festa del 2 febbraio in Sicilia

È la luce che torna, per questo venivano benedette le candele che sarebbero poi state accese in una casa perfettamente pulita e purificata. Il rito nella storia e nell'Isola

Susanna La Valle
Storica, insegnante e ghostwriter
  • 2 febbraio 2026

Il giorno della Candelora, non è una festività religiosa particolare, è quel collegamento con un mondo antico e ancestrale, quando il Cristianesimo si sovrappose a credenze, riti e superstizioni pagane, introducendo e modificando le ricorrenze pagane. Eppure nella ritualità della Candelora, che si festeggia il 2 febbraio, sono rimasti quei gesti e significati antichi. È la luce che torna, per questo venivano benedette le candele che sarebbero poi state accese in una casa perfettamente pulita e purificata, pronta a risplendere.

Questo giorno segna i 40 giorni dopo la nascita di Gesù; una volta era intorno alla metà di febbraio, considerando che il Natale cadeva 6 gennaio, fu poi anticipato da Giustiniano al secondo giorno di febbraio, quando la festività della Santa Nascita fu definitivamente portata al 25 dicembre. Ma cosa si ricorda in questo giorno?

È ila Purificazione di Maria dopo il parto e il “Riscatto/ Presentazione” di Gesù al Tempio a Gerusalemme. Per quanto riguarda la purificazione si rifà al passo del Levitico (12, 1-8) dell’Antico Testamento, secondo cui la donna era impura per 40 giorni dopo aver partorito. C’era differenza se il figlio era un maschio e femmina, perché nel secondo caso i giorni della purificazione arrivavano a 46. Questa divergenza era dovuta al fatto che il maschio aveva una “prima iniziazione con la circoncisione una settimana dopo la nascita”.

Sulla purificazione della donna, non sfuggirà che questi giorni sono legati al ciclo mestruale attraverso il quale il corpo si “ripulisce” dai mesi della gravidanza. Questa purificazione al Tempio si effettuava con il dono di un agnello e di una colomba; per la povera gente, come Maria, erano previste due colombe o due tortore. L’offerta del figlio, era invece il versamento di un obolo al Tempio di 5 sheqel.

È chiaro che non sapendo esattamente quando sia nato Gesù e che per convenzione fu scelta una data, questa ricorrenza assunse un significato particolare, in quanto andò a cancellare una festa pagana ancora in voga nonostante il Cristianesimo: i Lupercali che si svolgeva alla metà di febbraio. Una festa pagana romana, che aveva una grande importanza in quanto ristabiliva i profondi legami dei romani con le loro origini e ne attestava la cittadinanza.

Ultima festa abolita a Roma, fu cancellata da Papa Gelasio I nel 492 (in un’altra versione fu il Papa Palermitano Sergio I nel 687). La festa anticamente consisteva in 2 giovani che si si trasformavano con l’uccisione di una capra in Lupi. Questi dopo essersi denudati, imbrattati di sangue si coprivano con un corto gonnellino di pelo e con il resto della pelle creavano delle fruste: la “februa”. Questi poi correvano furiosamente intorno al Colle percuotendo il lato B delle donne, che si offrivano a questa pratica, ritenendo di ricevere in cambio fertilità e aiuto nel parto. Era una festa importante che ricordava la Lupa, Romolo e Remo, la culla della civiltà romana.

L’abolizione della festa coincise con un periodo in cui si andava diffondendo la convinzione che i pagani fossero come dei demoni; inoltre la festa aveva perso il suo aspetto mitico-rituale, diventando una “carnevalata” licenziosa a sfondo erotico-orgiastico. Molto meglio le candele che rappresentavano la Luce di Cristo e la purificazione/pulizia dell’anima "casa di Dio".

A Cannilora in Sicilia ha diverse celebrazioni: a Sciacca si ricorda la Madonna del Soccorso, che salvò i saccensi dalla peste attraverso il miracolo del 1626. Durante i festeggiamenti viene celebrato il rito della "fumata" una nube d’incenso che si propaga nell’aria rievocando il miracolo. Il giorno prima viene compiuto un pellegrinaggio a piedi nudi e si digiuna. C’è da ricordare la Candelora dei calzolai custodita dalla Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera di Acireale, questa viene portata in processione durante la festa della Santa. La Candelora è un elemento devozionale in cui si riconosce la comunità acese da oltre due secoli.

A Catania la candelora coincide come la festa di Sant’Agata, dove i Ceri sono un elemento importante, riccamente scolpiti richiamano un gusto Barocco e Rococò. Ogni Candelora appartiene ad una categoria di maestranze e quartieri; dal peso imponente può essere portato a spalla dai 4 ai 12 uomini. Anticamente si arrivò ad avere 28 Candelore, oggi 11.00, e tutte seguono lo stesso ordine d’uscita, la prima è la Candelora più piccola quella del Monsignor Ventimiglia. Le Candelore percorrono la città per 3 giorni. L’importanza di questi ceri era una volta legata alla funzione di illuminare il cammino dei Devoti, in mancanza della luce elettrica.

Torniamo alla festa così come ci viene vissuta nella cultura di massa, dal punto di vista meteorologico è il preludio della primavera e indicherebbe se l’inverno continuerà ancora o se è finito: “si nun chiovi pi la Cannilora di l’invernu semu fora”, diversamente dovremo attendere altri 40 giorni. È una rinascita che corrisponde alla luce che si allunga durante le giornate, spazzando l’oscurità dell’inverno, ed accompagna il ritorno del ciclo riproduttivo di animali e natura, un detto recita: “pi la cannilora figghia a vecchia e figghia a nova”, è un riferimento alle galline, oppure “tutti li carmuci escono fora” i conigli escono fuori dalla tana.

Alcune curiosità: il giorno dopo, il 3 febbraio è San Biagio di Sebaste, (Compatrono della città di Salemi) in alcune celebrazioni veniva benedetta la gola con le candele del giorno prima. Altra particolarità, se avete smontato Presepe e Albero, siete stati frettolosi, Gesù dopo 40 giorni fa il suo primo viaggio per la Presentazione al Tempio, determinando così la fine del periodo natalizio. Questo una volta era il termine per smontare e rimettere tutto a posto, aspettando il prossimo Natale.
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