Sotto scorre un fiume, è nel cuore di Catania: perché si chiama "Villa degli sbadigli"
Per anni questo piccolo giardino è stato considerato un luogo di ritrovo soprattutto per gli anziani del quartiere, che qui passeggiavano e si fermavano a chiacchierare
Il "giardino degli sbadigli" di Catania (foto generata con AI)
Nel cuore di Catania, a pochi passi dalla Pescheria e dal caos vivace del centro storico, c’è un luogo che spesso passa inosservato ai turisti, ma che custodisce una delle curiosità più affascinanti della città ovvero, Villa Pacini. A prima vista può sembrare semplicemente un giardino cittadino, uno spazio verde dove sedersi qualche minuto per prendere fiato. E invece no.
Villa Pacini è uno di quei posti che, appena li guardi meglio, iniziano a raccontarti una storia fatta di acqua, memoria popolare e piccoli dettagli che oggi in pochi conoscono. Villa Pacini sorge infatti in una zona legata a uno dei simboli più misteriosi della città: il fiume Amenano. Oggi molti lo conoscono soprattutto per il tratto visibile vicino alla Fontana dell’Amenano, dove l’acqua scende con quell’effetto quasi scenografico che i catanesi chiamano “acqua a linzolu”.
Ma non tutti sanno che questo fiume, in gran parte, continua il suo percorso sottoterra e attraversa proprio l’area sottostante a Villa Pacini.
Ma la vera chicca, quella che rende Villa Pacini davvero unica e anche un po’ tenera, è il suo vecchio soprannome popolare: “Villa ‘e varagghi”, cioè “la villa degli sbadigli”. Per anni, infatti, questo piccolo giardino è stato considerato un luogo di ritrovo soprattutto per gli anziani del quartiere, che vi si recavano per passeggiare, riposarsi, chiacchierare o semplicemente stare un po’ all’aria aperta. Da qui nacque questo nome ironico e affettuoso, che i catanesi più anziani ricordano ancora oggi.
Ed è forse proprio questo dettaglio a renderla speciale. Villa Pacini non è famosa per essere monumentale o appariscente, ma perché ha avuto un’anima profondamente popolare. Non era il luogo della cartolina perfetta. Era il luogo delle persone vere. Delle pause, delle abitudini quotidiane, delle chiacchiere lente, di quella città vissuta senza fretta che oggi sembra quasi sparita.
Se pensiamo ai luoghi simbolo di Catania, vengono subito in mente Piazza Duomo, via Etnea, il Teatro Bellini, il Castello Ursino. Villa Pacini, invece, resta quasi sempre un po’ ai margini. Eppure ha qualcosa che altri posti non hanno poiché racconta la città più intima. A volte, i posti più interessanti non sono quelli più famosi bensì quelli che sembrano silenziosi, ma che in realtà hanno ancora tante cose da dire.
Villa Pacini è uno di quei posti che, appena li guardi meglio, iniziano a raccontarti una storia fatta di acqua, memoria popolare e piccoli dettagli che oggi in pochi conoscono. Villa Pacini sorge infatti in una zona legata a uno dei simboli più misteriosi della città: il fiume Amenano. Oggi molti lo conoscono soprattutto per il tratto visibile vicino alla Fontana dell’Amenano, dove l’acqua scende con quell’effetto quasi scenografico che i catanesi chiamano “acqua a linzolu”.
Ma non tutti sanno che questo fiume, in gran parte, continua il suo percorso sottoterra e attraversa proprio l’area sottostante a Villa Pacini.
Ma la vera chicca, quella che rende Villa Pacini davvero unica e anche un po’ tenera, è il suo vecchio soprannome popolare: “Villa ‘e varagghi”, cioè “la villa degli sbadigli”. Per anni, infatti, questo piccolo giardino è stato considerato un luogo di ritrovo soprattutto per gli anziani del quartiere, che vi si recavano per passeggiare, riposarsi, chiacchierare o semplicemente stare un po’ all’aria aperta. Da qui nacque questo nome ironico e affettuoso, che i catanesi più anziani ricordano ancora oggi.
Ed è forse proprio questo dettaglio a renderla speciale. Villa Pacini non è famosa per essere monumentale o appariscente, ma perché ha avuto un’anima profondamente popolare. Non era il luogo della cartolina perfetta. Era il luogo delle persone vere. Delle pause, delle abitudini quotidiane, delle chiacchiere lente, di quella città vissuta senza fretta che oggi sembra quasi sparita.
Se pensiamo ai luoghi simbolo di Catania, vengono subito in mente Piazza Duomo, via Etnea, il Teatro Bellini, il Castello Ursino. Villa Pacini, invece, resta quasi sempre un po’ ai margini. Eppure ha qualcosa che altri posti non hanno poiché racconta la città più intima. A volte, i posti più interessanti non sono quelli più famosi bensì quelli che sembrano silenziosi, ma che in realtà hanno ancora tante cose da dire.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|
GLI ARTICOLI PIÚ LETTI
-
SOCIAL E CURIOSITÀ
Gabriel Garko ha sposato un palermitano: ha 40 anni e origini nobili, ecco chi è
di Redazione










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




