Spiagge libere (anche dai cestini) a Palermo: un piano straordinario per la costa
Da quest'anno, lungo tutta la costa nord del capoluogo non ci sono più i cassonetti stradali: l'intervista al consigliere comunale pentastellato Antonino Randazzo
Vergine Maria (foto di Balarm di agosto 2025)
«Il palermitano che poi va a Capaci, non a Rimini, all'improvviso diventa civile. E allora c'è qualcosa che non va». Lo dice Antonino Randazzo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, e la battuta fotografa bene il punto: il problema di abbandonare rifiuti in spiaggia non è solo culturale, è anche strutturale.
Da quest'anno, lungo tutta la costa nord di Palermo (da Sferracavallo a Mondello, passando per Addaura, Arenella e Vergine Maria) non ci sono più i cassonetti stradali. È partita la raccolta differenziata domiciliare. Un passo avanti, ma sulle spiagge libere, per ora, non è stato predisposto nulla in sostituzione.
Il contratto di servizi tra il Comune e Reset prevede già qualcosa: nella "Scheda n. 4", dedicata al servizio spiagge, si legge che nel periodo estivo - da maggio a ottobre - Reset si occupa di garantire la raccolta manuale giornaliera dei rifiuti abbandonati sugli arenili, ma anche la fornitura, la messa in opera e il ritiro giornaliero di portasacchi lungo le spiagge.
Il servizio copre una superficie complessiva di 75.000 mq, per un totale di 27 interventi nel semestre estivo, con cadenza settimanale dal lunedì alla domenica. Le spiagge incluse sono Arenella, Vergine Maria, Addaura Roosevelt-Mondello, Sferracavallo con gli scivoli e la scogliera, Barcarello, Foro Italico-Foro Umberto I e il tratto Sant'Erasmo-Acqua dei Corsari.
«L'anno scorso, però, i portasacchi non sono stati installati, se non in modo parziale in alcune zone - afferma Antonino Randazzo -. La motivazione addotta dalla stessa Reset: ogni volta che venivano messi, generavano più disordine che altro. I rifiuti si accumulavano intorno ai contenitori, la situazione peggiorava. Reset lo aveva già segnalato in commissione e la questione era rimasta lì».
Il ragionamento aveva una sua logica, finché sulla costa c'erano i cassonetti stradali. Chi andava al mare e voleva smaltire i rifiuti poteva comunque appoggiarsi a quelli. Ma adesso i cassonetti non ci sono più: «Chi va al mare e non ha più i cassonetti stradali, dove butta quel piccolo sacchettino con una bottiglietta?», chiede Randazzo. Senza contenitori, anche chi vuole smaltire i rifiuti correttamente non ha dove farlo.
Il rischio concreto è che i bagnanti prendano d'assalto i cestini stradali presenti sul lungomare, come quelli installati a Barcarello, che però sono pensati per tutt'altro tipo di utilizzo e non reggono il carico di una giornata di spiaggia affollata. E chi non trova nemmeno quelli, lascia i rifiuti direttamente sull'arenile.
È in questo contesto che si inserisce la nota inviata l'8 marzo scorso al sindaco Roberto Lagalla, all'assessore all'Ambiente Pietro Alongi e alla società Reset, firmata da Randazzo insieme ai consiglieri di circoscrizione Giovanni Galioto, Simone Aiello, Pasquale Tusa ed Emanuela Lo Nardo.
Il documento chiede che a partire da metà maggio vengano installati temporaneamente portasacchi e cestini per la raccolta differenziata su tutte le spiagge e le scogliere (come peraltro già previsto dal contratto con Reset) che i contenitori vengano svuotati con frequenza nei momenti di maggiore afflusso e che Reset e Rap coordinino i rispettivi servizi.
Le misure devono riguardare non solo la costa nord ma anche quella sud, da Sant'Erasmo fino ad Acqua dei Corsari. Non è un'idea nuova. In molti comuni costieri siciliani - Capo d'Orlando, Santa Teresa Riva, Castellammare del Golfo, Isola delle Femmine - i contenitori sugli arenili vengono installati ogni estate.
«Con questa mentalità non ci riusciremo mai - dice Randazzo -. Non è che ci possiamo arrendere all'idea che ormai la situazione è questa e questa rimane». Dotare le spiagge di contenitori non garantisce che vengano usati correttamente, ma non farlo genera l'effetto opposto. Una situazione che causa disagi e malcontento per cui la città attende una risoluzione.
Da quest'anno, lungo tutta la costa nord di Palermo (da Sferracavallo a Mondello, passando per Addaura, Arenella e Vergine Maria) non ci sono più i cassonetti stradali. È partita la raccolta differenziata domiciliare. Un passo avanti, ma sulle spiagge libere, per ora, non è stato predisposto nulla in sostituzione.
Il contratto di servizi tra il Comune e Reset prevede già qualcosa: nella "Scheda n. 4", dedicata al servizio spiagge, si legge che nel periodo estivo - da maggio a ottobre - Reset si occupa di garantire la raccolta manuale giornaliera dei rifiuti abbandonati sugli arenili, ma anche la fornitura, la messa in opera e il ritiro giornaliero di portasacchi lungo le spiagge.
Il servizio copre una superficie complessiva di 75.000 mq, per un totale di 27 interventi nel semestre estivo, con cadenza settimanale dal lunedì alla domenica. Le spiagge incluse sono Arenella, Vergine Maria, Addaura Roosevelt-Mondello, Sferracavallo con gli scivoli e la scogliera, Barcarello, Foro Italico-Foro Umberto I e il tratto Sant'Erasmo-Acqua dei Corsari.
«L'anno scorso, però, i portasacchi non sono stati installati, se non in modo parziale in alcune zone - afferma Antonino Randazzo -. La motivazione addotta dalla stessa Reset: ogni volta che venivano messi, generavano più disordine che altro. I rifiuti si accumulavano intorno ai contenitori, la situazione peggiorava. Reset lo aveva già segnalato in commissione e la questione era rimasta lì».
Il ragionamento aveva una sua logica, finché sulla costa c'erano i cassonetti stradali. Chi andava al mare e voleva smaltire i rifiuti poteva comunque appoggiarsi a quelli. Ma adesso i cassonetti non ci sono più: «Chi va al mare e non ha più i cassonetti stradali, dove butta quel piccolo sacchettino con una bottiglietta?», chiede Randazzo. Senza contenitori, anche chi vuole smaltire i rifiuti correttamente non ha dove farlo.
Il rischio concreto è che i bagnanti prendano d'assalto i cestini stradali presenti sul lungomare, come quelli installati a Barcarello, che però sono pensati per tutt'altro tipo di utilizzo e non reggono il carico di una giornata di spiaggia affollata. E chi non trova nemmeno quelli, lascia i rifiuti direttamente sull'arenile.
È in questo contesto che si inserisce la nota inviata l'8 marzo scorso al sindaco Roberto Lagalla, all'assessore all'Ambiente Pietro Alongi e alla società Reset, firmata da Randazzo insieme ai consiglieri di circoscrizione Giovanni Galioto, Simone Aiello, Pasquale Tusa ed Emanuela Lo Nardo.
Il documento chiede che a partire da metà maggio vengano installati temporaneamente portasacchi e cestini per la raccolta differenziata su tutte le spiagge e le scogliere (come peraltro già previsto dal contratto con Reset) che i contenitori vengano svuotati con frequenza nei momenti di maggiore afflusso e che Reset e Rap coordinino i rispettivi servizi.
Le misure devono riguardare non solo la costa nord ma anche quella sud, da Sant'Erasmo fino ad Acqua dei Corsari. Non è un'idea nuova. In molti comuni costieri siciliani - Capo d'Orlando, Santa Teresa Riva, Castellammare del Golfo, Isola delle Femmine - i contenitori sugli arenili vengono installati ogni estate.
«Con questa mentalità non ci riusciremo mai - dice Randazzo -. Non è che ci possiamo arrendere all'idea che ormai la situazione è questa e questa rimane». Dotare le spiagge di contenitori non garantisce che vengano usati correttamente, ma non farlo genera l'effetto opposto. Una situazione che causa disagi e malcontento per cui la città attende una risoluzione.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




