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"Spillover" come "1984": col Coronavirus un libro diventato cult aveva previsto tutto

Oggi che è un virus a farci passare notti insonni, un libro torna alla ribalta per il tema trattato e per la vicinanza con gli argomenti che in questi giorni sono sulla bocca di tutti

Dario La Rosa
Giornalista
  • 19 marzo 2020

La copertina del libro Spillover

Nel tempo del Coronavirus si cercano appigli, risposte. C'è chi si affida al proprio credo, chi pensa a tesi complottiste e chi avanza in nome della scienza.

In questi giorni così confusi ci torna alla mente il magico libro di Orwell, "1984", che fu premonitore della vita alla Grande fratello, con telecamere e mezzi di comunicazione che possono seguirci in ogni dove.

Oggi che è un virus a farci passare notti insonni, un libro torna alla ribalta per il tema trattato e per la vicinanza con gli argomenti che in questi giorni sono sulla bocca di tutti.

Il libro in questione si intitola "Spillover" ed è stato edito qualche anno fa dalla casa editriche Adephi ed il suo atote si chiama David Quammen.

«Ogni lettore reagirà in modo diverso alle scene che David Quammen racconta seguendo da vicino i cacciatori di virus cui questo libro è dedicato, quindi entrerà con uno spirito diverso nelle grotte della Malesia sulle cui pareti vivono migliaia di pipistrelli, o nel folto della foresta pluviale del Congo, alla ricerca di rarissimi, e apparentemente inoffensivi, gorilla.



Ma - si legge nella nota dell'editore - quando scoprirà che ciascuno di quegli animali, come i maiali, le zanzare o gli scimpanzé che si incontrano in altre pagine, può essere il vettore della prossima pandemia – di Nipah, Ebola, SARS, o di virus dormienti e ancora solo in parte conosciuti, che un piccolo spillover può trasmettere all'uomo –, ogni lettore risponderà allo stesso modo: non riuscirà più a dormire, o almeno non prima di avere letto il racconto di Quammen fino all'ultima riga.

E a quel punto, forse, deciderà di ricominciarlo daccapo, sperando di capire se a provocare il prossimo Big One – la prossima grande epidemia – sarà davvero Ebola, o un’al­tra entità ancora innominata».
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