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Stop alle telefonate: il Taxi si chiama con l'app e si paga con carta (anche a Palermo)

Scaricando l’apposita app chiunque può "chiamare" il proprio taxi senza ricorrere alla classica telefonata: cosa è, come funziona e in cosa consiste il servizio "MyTaxi"

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 6 marzo 2019

Uno dei taxi di "MyTaxi" di fronte il Politeama

Quella rassicurante sensazione che proviamo quando ci rechiamo in una città europea in cui tutto funziona e siamo circondati da tanti servizi che ci rendono il soggiorno più comodo.

È questa la condizione che molti centri urbani ambiscono ad offrire a cittadini e turisti sperimentando e migliorando nuove tecnologie, alimentando competizione tra le aziende che operano nel territorio, proprio perchè è inevitabile che la competizione generi un miglioramento del servizio finale e una riduzione dei costi per l’utente finale.

Per questo a nostro avviso il servizio MyTaxi, da poco presentato a Palermo, stimolerà (speriamo) gli operatori locali ad allinearsi agli standard europei in tema di accessibilità e fruizione del servizio di trasporto.

In cosa consiste? MyTaxi è un circuito presente in centinaia di città europee e mette a disposizione dei tassisti locali una piattaforma a cui affiliarsi, per consentire ai clienti di prenotare la propria corsa tutto direttamente da app, pagamento incluso.

Nulla di trascendentale e innovativo, ma sicuramente affidabile. Un vuoto, quello della prenotazione online, che viene colmato da un operatore europeo.

Da oggi, scaricando l’apposita app, chiunque potrà "chiamare" il proprio taxi senza ricorrere alla classica telefonata, ma gestendo tutto dal proprio smartphone e soprattutto effettuando il pagamento tramite una normalissima carta associata, come avviene ormai in gran parte dei servizi di trasporto.

L’approdo in città di queste piattaforme ha anche un rovescio della medaglia: la scarsa propensione all’investimento dell’imprenditoria locale.

Non serviva di certo MyTaxi per comprendere che le app e il mondo online costituiscono al momento quell’avanguardia che risponde alle esigenze dei consumatori: meno passaggi intermedi, più velocità e immediatezza per ottenere ciò che si cerca.

È un vero peccato che nessun tassista palermitano o relativo rappresentante di settore abbia pensato per tempo di investire in tal senso, scongiurando magari la colonizzazione dei grandi colossi europei.

Ma tant’è.

Di certo non offrire il pagamento tramite carta di credito a bordo, nel 2019, rispecchia appieno la mentalità diffusa di un operatore locale che, per evitare un piccolo investimento, rischia di perdere tanti clienti e rimanere spiazzato dalla concorrenza.

Speriamo che episodi come questo aiutino a riflettere gli imprenditori locali sull’importanza di rimanere aggiornati per non essere sopraffatti dal mercato.

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