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Stregate da Palermo decidono di restare: "Vi spieghiamo perché ci siamo trasferite"

Un'appassionante storia di migrazione al contrario, quella di Marta e Giulia, le ragazze che raccontano le vibrazioni travolgenti di Palermo attraverso i loro canali social

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 20 marzo 2021

Le "Malìa Vibes" sono Marta Bison e Giulia Proietti Timperi

Un'appassionante storia di migrazione al contrario, quella di Marta e Giulia, le ragazze che raccontano le vibrazioni travolgenti di Palermo su Instagram, Telegram e altri canali social.

Una storia che fa sperare in un rinnovamento della Sicilia, in un finale diverso, di rinascita, che passa attraverso i punti forti della nostra terra: la cultura, la storia, i paesaggi e, ultimo ma non meno importante, il cibo.

''Malìa Vibes'' è il risultato dell'unione dei nomi di Marta e Giulia, e il termine ''malìa'' richiama incantesimi e seduzione.

A proposito di magia, le due giovani si sono trasferite a Palermo, perché ''stregate'' dalla città, e hanno deciso di raccontarne la bellezza: «È stato amore a prima vista. Dopo trentacinque giorni d'estate trascorsi qui, abbiamo deciso di rimanere», raccontano.

A volte ci si trova nel posto giusto al momento giusto e le due giovani, qualche giorno prima di ripartire, hanno incontrato una ragazza che cercava due coinquiline.



«In quel momento ci siamo guardate e abbiamo pensato la stessa cosa: rimaniamo!», raccontano sorridendo. Andiamo per ordine. Marta Bison, 25 anni, è piemontese e l'ultima città in cui ha vissuto è Milano, Giulia Proietti Timperi, 28 anni, viene da Roma: due città in cui senza dubbio non mancano arte, storia, energia culturale e buon cibo.

Allora perché hanno scelto Palermo?

«Una delle differenze principali», racconta Marta «è l'atmosfera della città, le vibes, Palermo ha una dimensione molto umana a differenza di Milano, dove è difficile fare amicizia. Nonostante il lockdown, la scorsa estate le persone erano predisposte alla socialità, e poi si può uscire a piedi, il mare è vicino».

Giulia aggiunge: «Roma è una città molto dispersiva, dove non si riesce facilmente a creare rapporti duraturi, a Palermo ho trovato la mia dimensione».

Questo è il caso in cui la storia non finisce con i protagonisti che lasciano la Sicilia, per andare a studiare o a lavorare altrove, ma anzi, provenendo da altre località, decidono di trasferirsi in Sicilia, perché si innamorano della bellezza che l'isola offre e, attraverso il digitale, fanno innamorare anche tanti altri utenti che, incuriositi, diventano sempre più numerosi e appassionati.

Le Malìa contano su Instagram una community di quasi dodicimila follower e da qualche mese collaborano con Le Vie dei Tesori, manifestazione che da anni promuove le meraviglie siciliane.

La collaborazione è nata quasi per caso con il vicepresidente dell'associazione Amici delle Vie dei Tesori, Marco Coico, attraverso un contatto su Instagram: «abbiamo deciso di fare qualcosa insieme, aprire luoghi culturali tramite delle dirette», raccontano.

Nonostante la zona arancione con musei e simili chiusi, sono riuscite a mostrare l'arte attraverso visite speciali online: «è stato bello portare un po' di arte tramite i social. Uno dei momenti più belli è stato visitare le grotte dell'Addaura, riaprirle in via straordinaria dopo molti anni, in compagnia di un'archeologa».

Oltre alle grotte dell'Addaura, chiuse da ventiquattro anni, hanno mostrato tramite diretta Instagram anche il Museo archeologico regionale ''Antonio Salinas''. Le Malìa, promuovendo ogni giorno la città, tramite foto ispirate e didascalie sognanti, ci insegnano che non bisogna dare per scontato il luogo in cui si vive.

Avranno anche loro dei posti preferiti? La risposta è ''sì'', ci rivelano che amano il Molo Sant'Erasmo, la Cala, piazza Pretoria e i tetti di Santa Caterina: «guardando le cupole sullo sfondo dai tetti di santa Caterina, si capisce subito quanto sia ricca a livello artistico e culturale Palermo», raccontano entusiaste.

Ovviamente anche le preferenze sul cibo non possono mancare, Marta predilige il ''pani câ meusa'', per i non siciliani ''pane con la milza'', rigorosamente street food e Giulia, se proprio deve proclamare un vincitore, nomina gli ''anelletti al forno'': «ma non ho ancora assaggiato quelli di una vera nonna palermitana», aggiunge sorridendo.

Se per ora è impossibile organizzare un pranzo da una nonna palermitana, magari tra qualche mese si potrà fare e Giulia potrà assaggiare gli ''anelletti al forno'' doc, dopo aver ''portato'' la nonna dentro una chiesa, attraverso una visita virtuale, in una splendida coincidenza tra passato e presente, tra storia e innovazione, che tanto caratterizza la formula magica delle due creative appassionate di cultura.

Le Malìa hanno tanti progetti per il futuro, che rimangono segreti, in perfetto stile ammaliante e misterioso, ma rivelano che la sinergia con Le Vie dei Tesori è ormai consolidata e quindi senza dubbio dobbiamo aspettarci che ''apriranno tante altre grotte'' chiuse da anni e le mostreranno con entusiasmo.
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