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Sul set in Sicilia non ha mai pianto: Gabriele Pellegrino (a 1 anno) è già su Fox

L'intervista ai genitori del piccolo marsalese non immaginavano che l'iscrizione a un casting lo avrebbe portato a conquistare tutti e aggiudicarsi un ruolo in "The Saints 2"

Jana Cardinale
Giornalista
  • 31 gennaio 2026

Da sinistra Giulia Alloro, mamma di Gabriele Pellegrino (al centro) e il papà Roberto

Ha solo un anno, eppure davanti alla macchina da presa non ha mai pianto. Tutt’altro. Ha conquistato un cast nutrito di attori “navigati”, e ha guardato il mondo con i suoi occhi grandi, curiosi, come se tutto fosse ancora una scoperta: le luci, le voci, le mani che lo sistemavano, il silenzio improvviso prima dell’“azione”.

I suoi genitori, che lo hanno candidato a un casting importante, non immaginavano probabilmente che quel bambino, con il suo sorriso innocente e le guance ancora profumate di latte, avrebbe conquistato tutti senza dire una parola. Mamma e papà durante questa bellissima esperienza, lo hanno osservato da lontano, con un misto di orgoglio e incertezza.

Orgoglio per quel figlio che, senza saperlo, stava già raccontando una storia al mondo. Gabriele, non ricorderà forse mai quel suo primo film. Non ricorderà le luci, i ciak, gli applausi. Ma porterà dentro di sé, per sempre, l’impronta di quel tempo: quando, ancora prima di parlare, aveva già imparato a emozionare.

Gabriele Pellegrino, marsalese, che ha compiuto un anno nel mese di ottobre scorso, è stato “segnalato” da mamma Giulia e papà Roberto, come possibile controfigura in alcune pagine social in cui si pubblicizzava la ricerca di neonati per la docu-serie americana curata da Martin Scorsese “The Saints 2", un lavoro che esplora la vita dei santi e che ha un chiaro intento pedagogico.

«In verità cercavano bambini anche più piccoli – dice la mamma di Gabriele, Giulia Alloro - ma poi lo hanno visto in foto e lo hanno addirittura scelto per interpretare Gesù Bambino per la puntata sulla natività. Le scene sono state girate nel trapanese la scorsa estate, quando Gabriele aveva otto mesi, e non possiamo dire di più al momento perché il film deve essere distribuito prima sulla piattaforma americana Fox Nation Tv e poi arriverà in Italia. Fino a quel momento non lo vedremo neppure noi e non possiamo per questo dare dettagli. Vi dico che ha girato per tre giorni, per un massimo di quattro ore al giorno, così come è concesso ai minori e che per tutto il tempo è stato tranquillo, socievole e con un atteggiamento pacato al punto da sbalordire anche noi. Era a suo agio con tutti, non ha mai pianto ed è stato molto coccolato da tutti».

Sia Giulia che Roberto, il papà, entrambi trentenni, hanno conosciuto il regista sul set, Matthew Leisman, grazie al contatto con l’agenzia che si è occupata di segnalare le foto per la ricerca delle controfigure. «Siamo assolutamente orientati a fargli fare ancora altro e a fargli rivivere, se sarà possibile, un’esperienza del genere. Lui ha girato sia la mattina che la notte, ma hanno sempre tenuto conto delle sue esigenze e l’intero cast si adeguava a lui e ai suoi bisogni. Per noi è stato davvero straordinario assistere a tutto questo e assaporare la magia del cinema: non si può immaginare cosa c’è dietro alla costruzione di un film, viverlo è davvero un’altra cosa rispetto a vederlo già confezionato. Tutto viene trasformato con maestria e anche le scene più impegnative vengono realizzate cambiando il giorno in notte e viceversa. Siamo stati felici di far vivere a Gabriele tutto questo.

Siamo tra quei genitori che non hanno mai avuto problemi a pubblicare le sue foto nei social e a mostrare la sua bellezza e i suoi occhi blu così intensi. Il regista ci aveva richiamato, e voleva il bambino per girare altre scene a Roma e in un’altra località, che ricordo essere la Puglia, ma non essendo giorni consecutivi e avendo noi impegni di lavoro non abbiamo potuto accettare. Speriamo in altre occasioni».

Giulia Alloro è dipendente di un privato, uno studio di consulenza fiscale, mentre il papà Roberto è parrucchiere e barbiere. «Io dico sempre, scherzando – aggiunge la mamma – che potrebbero anche rubarmelo, perché Gabriele è tranquillo e sorride a tutti. Noi genitori gli auguriamo che abbia una vita felice, serena e in salute; quello che vorrà fare farà e noi saremo sempre pronti a sostenerlo». Gabriele, che va al nido da quando aveva tre mesi, oggi ha superato la sua classe e adesso sta con i bimbi più grandi: cammina, gioca, mangia di tutto.

Il suo impegno cinematografico è ben custodito dai genitori che attendono con ansia di vedere il prodotto finito appena uscirà in Italia, e che sulla parte economica dicono: «Abbiamo conservato i suoi risparmi per il suo futuro: ha avuto un regolare contratto e buste paga, e quando sarà grande saprà che quello è il frutto del suo lavoro». L’avventura è stata entusiasmante per tutta la famiglia, che è stata sul set in orari diversi: sia a pausa pranzo, che la mattina che a mezzanotte. Tutti cambiavano la scena a seconda dei bisogni di Gabriele, erano molto comprensivi e seguivano le sue esigenze. Insomma il set si fermava per lui. È stato trattato come un dipendente a tutti gli effetti, e seguito sempre dalle due ragazze siciliane dell’agenzia che sceglie le controfigure.

Adesso le sue foto sono inserite in un database e i genitori confermano che se ci saranno altre opportunità di certo ripeteranno l’esperienza, ma al momento è presto per dirlo. Felici anche i nonni: «Mio padre - dice Giulia Alloro - un giorno è riuscito a essere sul set con me, perché Roberto lavorava, e anche lui è rimasto estasiato nel vedere Gabriele completamente a suo agio con persone che non conosceva; sono tutti contenti, i nonni, i parenti: è un orgoglio di famiglia». Gabriele è figlio unico, e sembra che al momento per la famiglia vada bene così. I giovani genitori dicono di volersi godere tutte le sue prime volte, e di pensare al suo e al loro futuro con calma e tranquillità.

La famiglia Pellegrino è stata anche ricevuta al Palazzo Municipale di Marsala nei giorni scorsi perché il sindaco Massimo Grillo ha voluto conoscere il piccolo. Un libro con dedica e una foto ricordo hanno concluso quell’incontro al Comune.
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