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"The Ferragni effect": Palermo e i palermitani sono pronti a raccoglierne i frutti?

Già da qualche anno l'imprenditrice e influencer cremonese ha sposato la causa del turismo italiano organizzando molte delle sue vacanze (ed eventi) nel Bel Paese, e attualmente si trova in Sicilia

Federica Piazza
Content specialist, copywriter, storyteller
  • 11 maggio 2022

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“The Ferragni Effect”. Potremmo definirla così quella magia tutta digitale con cui l’imprenditrice cremonese conquista gli occhi, ma soprattutto i cuori, dei suoi follower. Dalle splendide ville sul lago di Como passando per la Cappella Sistina, fino al Museo degli Uffizi, non esiste luogo al mondo in cui lei vada che non incanti i suoi follower e, in qualche maniera, li persuada a trascorrere lì le prossime vacanze.

Già da qualche anno Chiara Ferragni ha sposato la causa del turismo italiano organizzando molte delle sue vacanze e alcuni dei suoi eventi nel Bel Paese, mostrando - letteralmente - al mondo intero i meravigliosi luoghi e le incredibili bellezze di cui l’Italia, a ragione, si fregia.

Chiara Ferragni ha un legame molto profondo con la Sicilia, terra d’origine dei nonni e della mamma Marina Di Guardo, e non ha mai perso occasione di esaltarne la bellezza e celebrarne le eccellenze quando possibile. Dopo le nozze del 2018 con Fedez celebrate nella splendida cornice di Noto, Ferragni torna nella terra degli agrumi, e in occasione dei suoi trentacinque anni, sceglie proprio Palermo come teatro per i suoi festeggiamenti, partendo alla volta del capoluogo per esplorarne le bellezze e raccontare al mondo le nostre eccellenze insieme alla famiglia e gli amici più cari.



Chiara e la sua crew contano un seguito di più di 50 milioni di utenti sui loro canali social e sono uno dei migliori esempi di “influencer marketing”, una leva in grado di generare risultati impressionanti, soprattutto nel settore turistico.

Lo scorso weekend Chiara, e le persone a lei vicine tra cui la sorella Valentina Ferragni, l’amica Veronica Ferraro e il suo braccio destro e General Manager Fabio Maria Damato, hanno raccontato la bellezza della città e fatto scoprire a utenti di tutto il mondo le meraviglie che si celano dentro i nostri palazzi e tra i vicoli del nostro centro storico, raccontando con meraviglia e stupore una Palermo quasi inedita e, fino allo scorso weekend, sconosciuta ai più.

Il fatto che una personalità come lei abbia scelto proprio Palermo come meta per i suoi festeggiamenti è un evento di una potenza unica e che porterà alla città un ritorno in termini di immagine e turismo come probabilmente non se ne sono mai visti. Il suo soggiorno a Palermo alla scoperta dei nostri luoghi più belli come Palazzo Butera o la Cappella Palatina ha reso Palermo attrattiva e desiderabile per molti potenziali turisti, ed è probabilissimo, se non praticamente certo, che già da quest’estate vedremo i risultati del Ferragni Effect.

Dal 2017 il volto della città ha iniziato, lentamente ma progressivamente, a trasformarsi: molti dei palazzi nobiliari del centro storico sono stati restaurati, ad esempio Palazzo Butera recentemente ristrutturato da Massimo Valsecchi, altri ancora hanno da poco avviato i lavori o sono quasi terminati, come Palazzo Ammirata, convertito in un hotel quattro stelle lusso, e la cui inaugurazione dovrebbe tenersi a breve. La stessa Villa Igiea, ora parte della catena Rocco Forte Hotel, in cui hanno alloggiato i Ferragnez durante il loro soggiorno palermitano, è tornata al suo antico splendore dopo anni passati in condizioni di incuria e pseudo abbandono.

I segnali di ripresa e i presupposti che possono permettere a Palermo di rifiorire e tornare ad essere il fiore più bello del mediterraneo ci sono tutti: anche il porto di Palermo, recentemente ristrutturato, è pronto ad accogliere migliaia di turisti, nel nuovo, e appena inaugurato, Palermo Cruise Terminal, e le stime parlano chiaro: oltre un milione e mezzo di turisti in tutta la stagione crocieristica e oltre 300 attracchi al porto.

La vera domanda, a questo punto, è: i palermitani sono pronti a raccogliere i frutti di questo effetto? La città sarà in grado di offrire servizi all'altezza delle aspettative dei loro ospiti? Saprà farla innamorare di sè e farli tornare?

Riuscirà e riusciranno i palermitani ad avere cura di quello che è stato costruito in questi anni e farlo fruttare per le prossime generazioni?

Ai posteri l’ardua sentenza.
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