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The Guardian celebra la Sicilia Occidentale: "Nuovo polo artistico d'Italia"

Viaggio del quotidiano britannico nei luoghi dell'Isola dove l'arte rigenera il tessuto urbano e crea nuova occupazione, attrae turisti e nuovi residenti

Balarm
La redazione
  • 10 febbraio 2026

Residenza artistica a Favara

La Sicilia si reinventa conl'arte e se ne accorgono anche da Oltremanica. Stiamo parlando del noto quotidiano inglese "The Guardian" che torna a lodare l'Isola e in questa occasione la sua capacità di reinventarsi e rinascere dalle proprie ceneri. Una prova tangibile di questo è la cittadina sotto i riflettori in questo momento perché insignita del titolo di "Capitale italiana dell'Aarte Contemporanea". Stiamo parlando ovviamente di Gibellina (Trapani) con la sua stella d'acciaio di Pietro Consagra che accoglie chi arriva.

Ma il racconto del giornale britannico non parte da qui, bensì da Palermo, dai suoi Quattro Canti affollati di turisti e da un portone con una croce annerita di via Maqueda simbolo del Convento dei crociferi "abbandonato per 30 anni", oggetto di un restyling che lo farà diventare "Museo delle Città del mondo". E ancora la chiesa di San Mamiliano che adesso rinasce grazie all'arte contemporanea .

Per poi passare all'evidente rinascita della cittadina di Favara (Agrigento), il paese che rinasce intorno alla cultura per confutare così l'antica teoria che "con la cultura non si mangia". Che qui, in questi luoghi diventa non solo un'opportunità di rigenerazione urbana ma anche di ripopolamento e di attrazione turistica.

Per il quotidiano britannico è anche un ottimo luogo dove mettere il campo base per esplorare la Valle dei Templi di Agrigento e da cui partire alla volta del Trapanese dove , oltre alla splendida e già citata Gibellina si sofferma pure all'ex prigione di San Vito, che ancora prima era un monastero e che adesso è visitabile e fruibile al pubblico.

L'idea di fondo delle fondazioni e dei privati che lavorano in sinergia con il pubblico è "un nobile obiettivo" ovvero rispettare la storia e l'identità dei luoghi, non snaturarla, e al tempo stesso creare spazi nuovi dove passato e presente convivono in armonia. Così rinascono luoghi colpiti dallo spopolamento, sfuggendo al rischio "ghost town".
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