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Tornano le piste ciclabili a Palermo: dove sono, dove portano e come funzionano

Le decisioni a singhiozzo: oggi si, domani no, dopodomani forse. Il Comune di Palermo ripristina (alcune) piste ciclabili: vediamo quali sono, come ci si arriva e le direzioni

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 2 marzo 2018

È di questi giorni la pubblicazione dell’ordinanza da parte del Comune di Palermo, che istituisce, o meglio ripristina, la corsia ciclabile davanti lo Stadio Renzo Barbera e che va a riconnettersi con i due segmenti già preesistenti.

Nello specifico, il nuovo tratto sarà monodirezionale (si percorre in direzione di Mondello) ed è compreso tra via del Carabiniere (pressappoco davanti l’ingresso della Piscina Comunale) e piazzetta Salerno, nei pressi dello stadio delle Palme.

Un brevissimo passo indietro nella storia per capire meglio: ad Aprile 2017 il Comune di Palermo istituisce la ciclabile da piazza Leoni sino a viale Rocca, per annetterla al Parco della Favorita.

Per delimitarla utilizza un cordolo ben visibile e rinforzato da cubetti di cemento colorati che la Prefettura però fa rimuovere pochi mesi dopo per motivi di ordine pubblico, specialmente in concomitanza con le partite di calcio del Palermo.

La struttura del cordolo e i piccoli blocchi cementizi infatti potrebbero ostacolare il deflusso degli spettatori in caso di emergenza oltre a divenire potenziali oggetti contundenti in caso di scontri tra tifosi.

Il risultato di questa disposizione è la totale rimozione dei cordoli proprio nel segmento interessato dal provvedimento. Tornando a oggi, qual è il percorso che i ciclisti potranno percorrere?

Pedalando da piazza Leoni in direzione Mondello, le bici potranno transitare su una corsia ciclabile monodirezionale delimitata da cordolo fino alla Piscina Comunale (segmento A), per poi continuare su una monodirezionale delimitata da segnaletica orizzontale e isola spartitraffico (segmento B), sino a raggiungere il tratto finale davanti l’area verde di Case Rocca, bidirezionale (segmento C).

Il tracciato mantiene una continuità in tale direzione. Ma cosa succede in quella opposta? Un ciclista che proviene dalla Favorita o dalla Palazzina Cinese, stante la disposizione attuale avrebbe a disposizione poche centinaia di metri di corsia riservata (segmento C) che si interrompe nei pressi dello Stadio Comunale.

Poi dovrebbe immettersi nella carreggiata promiscua con le auto, dall’altro lato della strada. Perchè la bidirezionalità non è stata istituita sull’intero asse?

Probabilmente il motivo è legato allo spazio occupato dalla doppia corsia, che andrebbe a incidere eccessivamente sulla carreggiata di viale Del Fante, soprattutto nel tratto a più alta densità abitativa.

Tra l’altro, volendosi spostare sul fianco opposto della strada, lungo il muro di cinta del complesso di Villa Sofia, va segnalato il capolinea di diverse linee AMAT e più avanti il Comando dei Carabinieri Crispi, che a oggi impedirebbero la creazione di una corsia ciclabile in quel tratto.

Occorrerà attendere future ordinanze per scoprire il disegno complessivo della rete ciclabile in questa zona, che potrebbe deviare anche in altre vie limitrofe.

A ogni modo la storia di questi provvedimenti ci racconta ancora una volta un processo decisionale singhiozzante, che si districa tra un problema e l’altro, va avanti e poi torna sui suoi passi ma soprattutto non lascia mai intravedere una visione d’insieme (se c’è) della progettazione urbana.

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