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Tra feste, cinema e incendi: le mille vite (che non sai) del Teatro Biondo di Palermo

È stato inaugurato nel 1903 con "Papà Lebonnard" di Aicard della Compagnia Drammatica Italiana di Ermete Novelli: divenne il migliore teatro di prosa della città

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 12 marzo 2019

Il Teatro Biondo in via Roma prima della costruzione del palazzo comunale con scala di accesso alla Vucciria

Ci fu un'epoca in cui Palermo splendeva e i suoi bagliori attraevano la più influente e potente aristocrazia europea.

Era il tempo in cui la città cominciò ad espandersi a livello urbano, con il fenomenale apporto di figure sapienti come i Florio o Ernesto Basile. In questo clima di rinascita culturale gli imprenditori fratelli Biondo, su iniziativa in particolare di Andrea Biondo, nel 1903 diedero vita ad un teatro in via Roma che porterà il loro nome: il teatro Biondo.

L'idea era quella di creare un luogo di rappresentazioni che potesse offrire forme innovative di comunicazione teatrale, frapponendosi a quelle tipicamente liriche del teatro Massimo ed a quelle più variegate del teatro Politeama.

L'altra eccezionale idea, per la costruzione del teatro, fu quella di avvalersi, quasi esclusivamente, della collaborazione di imprese e di professionisti locali.

E così il progetto fu affidato all'ingegner Nicolò Mineo, coadiuvato dai colleghi Antonio Lo Bianco e Giacomo Nicolai. I lavori murari furono eseguiti dalla ditta del cavalier F. Baronia, mentre gli ornamenti degli interni, oltre alle stuccature esterne, all'impresa Li Vigni.

Gli strumenti di illuminazione furono forniti dalla ditta Carraffa e la fonderia Oretea (non più esistente) produsse le strutture fondamentali del teatro ed anche i termosifoni. Strutture che hanno permesso al teatro di resistere ai diversi incendi che lo hanno colpito.

L'artigiano Agozzino, che si era già occupato del teatro Massimo, creò il palcoscenico mentre le decorazioni furono opera di Gregorietti e di altri collaboratori come il pittore Francesco Padovani.

I marmi adoperati erano di grande pregio: giallo di Segesta e rosso di Castellammare. L'inaugurazione avvenne il 15 ottobre del 1903 con "Papà Lebonnard" di Jean Aicard messa in scena dalla Compagnia Drammatica Italiana di Ermete Novelli, alla quale ne succedettero altre e subito il teatro divenne il migliore teatro di prosa di Palermo.

Negli anni Venti, per via di un momento di crisi, il teatro ospitò anche delle rappresentazioni cinematografiche.

Tuttavia la funzione di teatro riprese in seguito con grande partecipazione di pubblico. Nel teatro sono presenti due sale: la sala grande, disposta a "ferro di cavallo" con un vasto anfiteatro e due file di palchi per un totale complessivo di 935 posti e la "sala Strehler", a 108 posti, inizialmente concepita come salone delle feste e che attualmente ospita altro tipo di rappresentazioni.

Nel 1968 nacque la Fondazione Andrea Biondo e si cominciò a dare vita a stagioni teatrali sempre di alto livello intellettuale, con il prezioso contributo dei grandi nomi che hanno curato con passione il teatro e le sue vicissitudini.

Finchè, nel 2015, il teatro Biondo venne riconosciuto "Teatro di rilevante interesse culturale".

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