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Tre palermitani (forse) agli Oscar 2019: scelti i film di Andò, Termine e Quatriglio

È partita la corsa alla statuetta più ambita del cinema: tra i 21 titoli italiani della pre-selezione anche "Il figlio sospeso", "Sembra mio figlio" e "Una storia senza nome"

Balarm
La redazione
  • 18 settembre 2018

Il regista Roberto Andò

Il verdetto sarà diffuso il 25 settembre quando la commissione sceglierà il film che rappresenterà l’Italia alle candidature agli Oscar 2019.

Per ora la Sicilia, Palermo, può essere contenta: sono ben tre su 21 le firme presenti sulla lista della prestigiosa pre-selezione.

Se uno di questi passa al vaglio potrebbe trovarsi tra i cinque migliori lungometraggi stranieri candidati agli Oscar 2019.

Il primo dei tre è "Il figlio sospeso" di Egidio Termine: interpretato dall'attore palermitano Paolo Briguglia nel doppio ruolo del padre e del figlio, il nodo del film è un evento che sconvolge il normale decorso della sua quotidianità fatta di paure e incertezze, la sete di verità lo spinge sulle strade di un "viaggio" alla ricerca di un fratello ma, ciò che scoprirà lo riguarderà personalmente.

C'è poi "Sembra mio figlio" di Costanza Quatriglio: un figlio si rivolge alla madre creduta morta fino a quel momento, ma lei non lo riconosce. Da quell’istante una forza misteriosa lo porta alla ricerca del modo per ricongiungersi a lei.

Il corpo di Ismail, la mitezza del suo viso, la sua voce sospesa tra gli angoli più angusti dell’Europa, ci conducono in un altrove che ci appartiene molto di più di quanto siamo disposti a immaginare: dall’evocazione di posti lontani nel tempo e nello spazio a una concretezza fatta di carne e sangue, il film viaggia alla ricerca di risposte che non esistono.

E infine "Una storia senza nome" di Roberto Andò: Valeria (Micaela Ramazzotti), giovane segretaria di un produttore cinematografico, vive sullo stesso pianerottolo della madre, Amalia, donna eccentrica e nevrotica (Laura Morante), e scrive in incognito per uno sceneggiatore di successo, Alessandro (Alessandro Gassmann). Un giorno, Valeria riceve in regalo da uno sconosciuto, un poliziotto in pensione (Renato Carpentieri), la trama di un film.

Ma quel plot è pericoloso, "la storia senza nome" racconta infatti il misterioso furto, avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività. Da quel momento, la sceneggiatrice si troverà immersa in un meccanismo implacabile e rocambolesco.

Gli altri titoli in lizza: "A casa tutti bene" di Gabriele Muccino, "Caina" di Stefano Amatucci, "Come un gatto in tangenziale" di Riccardo Milani, "Dogman" di Matteo Garrone, "Dove non ho mai abitato" di Paolo Franchi, "L’esodo" di Ciro Formisano e "L’età imperfetta" di Ulisse Lendaro.

E ancora "Lazzaro felice" di Alice Rohrwacher, "Manuel" di Dario Albertini, "Napoli velata" di Ferzan Ozpetek, "Nome di donna" di Marco Tullio Giordana, "Quanto basta" di Francesco Falaschi, "La ragazza nella nebbia" di Donato Carrisi, "Riccardo va all’inferno" di Roberta Torre, "Sulla mia pelle" di Alessio Cremonini, "La terra dell’abbastanza" di Damiano e Fabio D’Innocenzo, "The Place" di Paolo Genovese
e infine "Tito e gli alieni" di Paola Randi.

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