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Un antico convento rinasce a suon di musica: il Conservatorio di Palermo si sdoppia

In un enorme complesso monumentale di Palermo riecheggerà il suono degli strumenti a fiato e a corde: il nuovo Conservatorio tra aule, spazi espositivi e punto ristoro

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 28 maggio 2019

L'ex convento di San Francesco d'Assisi a Palermo

Gli studenti del Conservatorio Scarlatti di Palermo presto avranno un'altra sede dove potere suonare e provare in pieno centro storico. Almeno dovrebbe essere così, si aspetta solo un'ultima conferma che è l'esito istruttorio della commissione ministeriale.

In ballo c’è un finanziamento di tre milioni e 64mila euro che lo Stato ha messo a disposizione agli istituti del comparto Afam, Alta formazione artistica musicale e coreutica, ovvero i conservatori, le accademie di belle arti e quelle di arte drammatica e danza.

Il nuovo spazio individuato è l'ex convento di San Francesco d’Assisi con ingresso in via del Parlamento.

L'edificio è enorme, nel 1969 lo Stato ha trasferito la proprietà in parte alla Regione Siciliana e in parte al Comune, al conservatorio Scarlatti è stata concessa in comodato d'uso fino al 2045 «Era una delle condizioni per partecipare al bando - ha spiegato Gandolfo Librizzi, direttore del Conservatorio - si riqualificherà urbanisticamente di fatto mezzo quartiere».

«Una delle condizioni che il bando richiedeva era il recupero di un bene storico in un contesto storico, per questo sono ottimista rispetto alla vincita del bando. Di fatto abbiamo scelto un punto strategico per far nascere un nuovo polmone culturale in città».

La risposta definitiva dal ministero dovrebbe arrivare entro l'estate, da quel momento occorreranno alcuni mesi per avviare i bandi di gara e poi si procederà con i lavori, in totale passeranno circa tre anni e poi ci sarà un nuovo polo con un auditorium di circa 300 posti, diverse sale studio che si spalmano su tre piani, è previsto anche un punto ristoro e delle sale espositive.

«Un altro luogo storico che viene restituito alla città - dice Librizzi - alcuni dipartimenti e diverse materie saranno spostate nella nuova sede, per adesso si svolge tutto insieme e spesso si sovrappongono i generi: canto lirico, jazz, timpani. Sarà tutto molto più ordinato».

Rispetto alla vecchia sede invece, quella in via Squarcialupo, e al perenne scontro con il quartiere per i decibel in eccesso che a volte disturbano la quiete, il direttore ci riene a sottolineare anche: «Ho avviato delle gare d'appalto per l'insonorizzazione delle aule di percussioni che si chiuderanno a breve - continua Librizzi - è stato un lavoro lungo due anni, ma finalmente a fine dell'anno accademico di quest'anno, durante i mesi estivi, si realizzeranno i lavori di insonorizzazione».

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