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Un "castello incantato" tutto nuovo: il Teatro Atlante di Palermo cambia sede

Lo storico spazio in piazza Croce dei Vespri prende bagagli e burattini e si sposta in via Vetriera: settanta posti a sedere per una sede, questa volta, di proprietà

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 10 settembre 2019

Uno spettacolo di mimo al Teatro Atlante

Un nuovo posto destinato anch'esso a diventate un "castello incantato" dove a farla da padrone sarà il teatro, dai laboratori agli spettacoli per grandi e piccini. Il Teatro Atlante di Palermo - il suo nome si ispira al Mago Atlante dell'Orlando Furioso che costruisce il castello incantato - prende bagagli e burattini e si trasferisce in un'altra sede.

Adesso il Teatro Atlante sarà in via della Vetriera 23, dove la compagnia Atlante, senza l'aiuto di nessuno, ha comprato questo nuovo luogo: «Sarà definitivamente nostro quando finiremo di pagare il mutuo - racconta Preziosa Salatino, fondatrice insieme a Emilio Ajovalasit, dell'associazione teatrale che per otto anni ha avuto sede in piazza Croce dei Vespri - abbiamo deciso di fare un investimento e di pagare un mutuo piuttosto che un affitto. Nessun ente pubblico ci ha supportato in questa operazione, è tutta un'operazione privata che abbiamo voluto noi».

Come passaggio di testimone dalla vecchia sede alla nuova ci sarà una parata teatrale, che coinvolgerà il gruppo degli allievi e di attori, il 6 ottobre per unire simbolicamente i due luoghi.

«A breve sarà presentata la nuova Stagione - continua Preziosa - con spettacoli per adulti, che perlopiù saranno nostre produzioni, ma avremo anche spettacoli di altre compagnie siciliane e nazionali e anche i consueti appuntamenti per bambini la domenica».

Il nuovo spazio ospiterà più persone, i posti a sedere saranno infatti 70, trenta in più rispetto alla vecchia sede in affitto.

«Siamo felici, anche se abbandonare il vecchio teatro è stato duro - conclude Preziosa - adesso a poco a poco stiamo facendo qualcosa che è completamente nostro e lo abbiamo creato grazie a tutti coloro che in questi otto anni hanno creduto in noi».

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