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Un itinerario magico per i curiosi di Palermo: "Via Terra delle Mosche" non è solo un libro

A te viaggiatore che sei arrivato in questa città dai Quattro Venti è dedicata questa guida: Gioacchino Lonobile realizza uno stradario immaginifico tra storia e leggenda

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 15 aprile 2019

Gioacchino Lonobile e il nuovo libro "via Terra delle Mosche"

Per chi ama questa città con le sue tante condraddizioni, le sue storie, le leggende e il suo popolo, questo libro lo leggerà tutto d'un fiato. Si svelano le tante storie legate ai bizzarri nomi delle vie di questa città divisa in quattro mandamenti nell'ultimo libro di Gioacchino Lonobile: "Via Terra delle Mosche - Stradario immaginifico di Palermo".

Lo scrittore prende per mano i lettori e li accompagna, come fossero viaggiatori d'altri tempi, tra i vicoli di una città che ama, e questo amore trasuda e si legge tra le pagine di questo libro edito da Il Palindromo e in libreria in questi giorni.

"A te viaggiatore che sei arrivato in questa città dai Quattro Venti è dedicata questa guida. Se avrai tempo e voglia di percorrere le strade, i vicoli e anche i cortili meno noti, nascosti agli occhi più distratti, questi non saranno di certo avari nel raccontare le loro storie d'amore, di santi e di coltelli", questo è l'incipit che non tradisce quanti hanno sete di conoscere le storie che tratteggiano queste Trazzere e che ripercorrono la storia di una città e di un popolo.

Grazie a Gioacchino Lonobile (classe 1979), di Canicattì, anche se ama ricordare che è nato a Tolone in Francia, tanti nomi incomprensibili come via Pesacannone, via Gioiamia o vicolo del Boia avranno una spiegazione. Gioacchino, dopo la laurea in biologia ha svolto per molti anni il lavoro di ricercatore a Roma, ma ha sempre coltivato la passione per la scrittura e la letteratura.

E per scrivere questo libro, che parte dalla Kalsa, perché chi viaggiava un tempo arrivava solo dal mare a Palermo, ha fatto ricerche per le biblioteche della citta e gli archivi, ma anche antropologiche - un po' come un Pitrè - andando a parlare con la gente che in quei luoghi ci abita da generazioni.

Sono tante le vie che portano nomi straordinariamente evocativi, bizzarri e misteriosi: Gioacchino realizza uno stradario immaginifico tra storia e leggenda una scrittura e una lingua che rievocano le antiche guide di viaggio con l'incedere del cantastorie. Il suo "Cunto" restituisce l'atmosfera senza tempo di certi luoghi che conservano immutato il proprio fascino.

«Adoro passeggiare per i quattro mandamenti di Palermo e in periodi diversi ho avuto la fortuna di vivere in tutti e quattro. - racconta Lonobile - Il libro è una lunga passeggiata che ho potuto ricostruire mettendo insieme le numerose che ho compiuto negli anni».

«La scrittura - continua - ha messo ordine nelle pagine d'appunti che avevo accumulato. Per anni sono andato alla ricerca di tracce, con un taccuino in giro per le strade segnavo i nomi che accendevano in me qualche curiosità; leggevo le targhe che riportavano nomi e date, parlando con i vecchi abitanti dei quartieri e soprattutto ho cercato nei libri. Borges diceva che sempre i libri parlano di altri libri, questo un po' più degli altri, infatti alla fine troverete una bibliografia essenziale per sapere di quali parla».

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