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Un luogo dove trascorrere estati felici: cosa vedere a Cefalù, "Perla" di ieri e di oggi

Un tempo semplice borgo marinaro è diventata un polo turistico di primo livello. Un racconto della Perla del Tirreno com'era e com'è, con tutto il suo fascino intatto

Susanna La Valle
Storica, insegnante e ghostwriter
  • 30 maggio 2026

Duomo di Cefalù

Raccontare i luoghi dove abbiamo trascorso quelle che Fulco della Verdura chiamava "Estati Felici", non è semplice, le parole sembrano insufficienti. Tempi meravigliosi, sospesi, complice anche l’età. Tre lunghi mesi senza quel “mordi e fuggi “a cui oggi siamo abituati. Tutto vissuto anno per anno, da bambina sino all’età adulta, dove come per un voto da sciogliere si sono poi portati anche i figli.

Questa per me era e resterà Cefalù, anni vissuti con passione sino a che la villetta di famiglia non fu venduta. È amore, primo amore, crescita, bellezza e storia, di cui ho potuto fruire ogni giorno, tutti i giorni. Tra discese a mare, l spiagge segrete, passeggiate, serate passate sui gradini della Cattedrale o a ballare in discoteche all’aperto. Ai primi di agosto c’era la festa dell’“N’tinna a mari”, vista da una barca per meglio apprezzare le prodezze diegli spericolati che lungo palo (antenna), sospesi sull’acqua della banchina del Molo, cercavano d’ impadronirsi della “bandiera” posta sull’estremità dell’antenna.

Qualche giorno prima si celebrava la festa del SS. Salvatore Patrono principale, festa di popolo di piazze e strade, oltre che religiosa. Cefalù nel tempo è cambiata, il club Med ha dismesso le sue Capanne, non c’è quel negozio di moda lungo il corso, il bar dei Normanni, o l’Hotel Tourist, la cui spiaggia sottostante era luogo di ritrovo e dove con gli amici stendevamo i nostri parei colorati.

È diventata un polo turistico di primo livello, un’icona delle vacanze che ha saputo far sua un’aspettativa turistica che cerca di condensare tutto in pochi giorni. A chi la sceglierà, se venite da Palermo, consiglio la vecchia litoranea, non potrà non colpirvi quella che sembrerà una cartolina, la Rocca con sotto la magnifica Cattedrale Normanna.

Più volte ho scalato la Rocca, e consiglio l’impresa per chi volesse provare l’ebrezza di toccare il cielo di Cefalù con un dito; monte costituito dalla roccia calcarea lumachella, è piena di fossili imprigionati. In cima il Tempio Megalitico di Diana, un’antica cisterna del IX secolo a. C. ricoperta con tetto a dolmen. Salendo, ricordo che s’incontravano altre cisterne, dove buttando un sasso era possibile veder uscire dei corvi gracchianti.

Cefalù aveva mura megalitiche, e tante porte medievali, non arrivate tutte fino a noi. La sua è una storia antica. Le fonti attribuiscono la fondazione ai Sicani o ai Fenici, mentre la tradizione mitica racconta che fu originariamente abitata dai Giganti, dai discendenti di Noè dopo il Diluvio, da eroi come Ercole che sulla Rocca eresse un tempio dedicato a Giove, o da Dafni, figlio di Mercurio, che per una sfortunata storia d’amore venne trasformato dal padre in Rocca.

Ma a Cefalù vi sono luoghi ancora più antichi come due grotte preistoriche sul promontorio. Se il mondo da bambina era dominato dal mare, da giochi che si distendevano nell’arco della giornata, da adolescente c’erano le corse pazze in scooter cantando a squarciagola, le camminate per quella che allora era una trazzera per arrivare fino al Santuario di Gibilmanna.

Un lungo percorso durante il quale s’incontrava una Chiesetta, perennemente con lavori in corso, dove entrando era possibile vedere degli affreschi che man mano l’umidità stavano divorando. Come non ricordare poi gli spettacolari tramonti in spiaggia, il Sole entrava nel mare senza alcun applauso o aperitivo, ma con silenzio, meraviglia e mani furtive che si stringevano.

Se poi faceva caldo, il Lavatoio Medioevale era il posto ideale, oscuro fresco con quell’acqua sempre a livello nelle vasche. Qui donne per secoli hanno lavato panni. Braccia forti che strofinavano immergevano e portavano poi a casa in grandi catini, lasciando l’ultimo compito di sbiancare, all’accecante sole cefaludese. Il lavatoio ebbe vari rifacimenti e l’acqua che arriva è la foce del fiume Cefalino, che scorre sotterraneo da Gratteri. Luogo imperdibile la Cattedrale, con il suo Cristo Pantocreatore dallo sguardo severo, Patrimonio Unesco.

Questo luogo rappresenta uno snodo della Storia, fu il Conte Normanno Ruggero a volerlo, un voto per essere scampato ad una tempesta. Il cavaliere Normanno scese dall’Europa per venire a prendersi la Regalità proprio qui in Sicilia, ed è proprio nella Cattedrale che avrebbe voluto essere seppellito. Mosaici splendidi che testimoniano una storia religiosa di convivenza pacifica, su una delle pareti c’è rappresentato il paradiso secondo la concezione islamica.

Altro posto particolare l’Abbazia di Thelema, oggi diroccata, del Mago Aleister Crowley. Fondata nel 1920 fu luogo di culti esoterici che destarono curiosità e paura e che furono la ragione dell’espulsione dell’Occultista dall’Italia nel 1923. Tanti siti, senza dimenticare il meraviglioso Lungomare dove ogni discesa è una scoperta, o la suggestiva spiaggetta al Molo, dalla “Perla del Mediterraneo” sarà difficile separarsi. Un consiglio prima di ripartire, e rimpiangere questo luogo, non dimenticate di andare a salutare una persona che vi aspetta al Museo Mandralisca. Da cinque secoli è lì. Il suo sorriso e sguardo sono tra più enigmatici della storia dell’arte.

Parlo di un quadro dipinto da Antonello da Messina, che ritrae un uomo ignoto, a lungo ritenuto un marinaio, che accenna un sorriso con un guizzo ironico negli occhi. Solo in una stanza, vi osserva, non c’è modo di sfuggirgli e si ha la sensazione che dando le spalle e girandosi all’improvviso si vedrà un battere di ciglia, uno schiudersi delle labbra carnose.

Entrambi siete qui e fate parte della storia e della magia di Cefalù, che si concede senza mai lasciarsi scoprire del tutto. Io dopo tutti quelle “estati felici”, continuo a stupirmi, e se persino un famoso gelato lo ha scelto come testimonial del suo cuore di panna, vuol dire che qui, ieri come oggi, c’è magia, dolcezza, storia, natura, amore.

Buona Cefalù a Tutti.
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