Un nuovo museo in Sicilia: le Arti Ceramiche in oltre 100 sculture di Nino Caruso
A Comiso esposta in tre sale una collezione permanente con opere donate dall'artista, che testimoniano il suo percorso creativo di rilievo internazionale
Il Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso a Comiso
Figura centrale nel rinnovamento della ceramica del secondo Novecento, Nino Caruso ha contribuito al superamento della dicotomia tra arte e artigianato, collocando il materiale ceramico nel campo della ricerca plastica, architettonica e urbana, nonché nel dialogo con il design contemporaneo.
Un nuovo presidio culturale stabile e riconoscibile, integrato nel sistema culturale del Comune di Comiso, al Museo Civico di Storia naturale. È un’Istituzione aperta al confronto con la complessità del presente, interprete delle trasformazioni sociali e culturali attraverso linguaggi, pratiche e forme di coinvolgimento sempre più aperte e interdisciplinari.
Il percorso espositivo è articolato in tre grandi sale in cui le opere sono esposte con un criterio cronologico e tematico. In ognuna delle sale, in linea con gli indirizzi del Ministero della Cultura in materia di accessibilità, si avvia un percorso di fruizione tattile che consente ai visitatori di esplorare direttamente alcune opere originali attraverso il tatto, ampliando le possibilità di accesso alla conoscenza e all’esperienza estetica.
Sala 1
La serie Arcaica presenta opere realizzate con la tecnica a colombino, caratterizzate da immagini di esseri umani e altre creature viventi rifinite con uno smalto grezzo. Forme e decorazioni antropomorfe che traggono ispirazione da antiche anfore greche, da manufatti etruschi e dalla consistenza delle rocce dell'Addaura, in Sicilia. La serie Design presenta invece una serie di oggetti d’uso, dove le maioliche superano la funzione decorativa, realizzata attraverso l’applicazione dell’originale tecnica del colaggio frutto della sperimentazione che Caruso aveva sviluppato in ambito architettonico.
Sala 2
Opere realizzate perfezionando la tecnica del colaggio per esplorare lo spazio e realizzare sculture e opere murali legate a temi mitologici, topografici e all’architettura del Mediterraneo. Testimoniano il passaggio dalla dimensione dell'oggetto a quella dell'ambiente, segnando una fase in cui la ceramica diventa strumento per costruire relazioni tra superficie, luce e architettura. Le Lucerne, invece, reinterpretano forme della tradizione in un linguaggio essenziale.
Sala 3
Presenta testimonianze di come la ricerca di Caruso lo condusse a concepire lo spazio come sistema costruttivo, applicato in architettura e nella produzione industriale, approccio al design che trova espressione in numerose installazioni in contesti internazionali. Esposti alcuni elementi della collezione “Marazzi Forme”, primo esempio di industrializzazione dei moduli ceramici tridimensionali, che superarono la distinzione tra piastrelle per pavimenti e rivestimenti per diventare vere e proprie strutture architettoniche e arredi. «È proprio il rapporto costante per più di un decennio con l’industria ceramica a rendere unica la figura di Caruso nel panorama culturale italiano», scrive il Curatore del Catalogo, Marco Meneguzzo.
A chiudere il percorso espositivo i Feticci, testimonianza dell'ultima stagione della ricerca di Nino Caruso, in cui sembra tornare alle domande essenziali che hanno attraversato tutta la sua produzione, la presenza umana, la memoria, il simbolo. Nella loro essenzialità, i Feticci appaiono come figure sospese tra antico e contemporaneo, affidando alla materia il compito di custodire ciò che resta dell'esperienza umana.
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