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Un'oasi di relax tra natura e impegno: le cene d'estate a Portella della Ginestra

Tra le campagne dell’Alto Belice Corleonese, l’agriturismo Portella della Ginestra unisce pizza, vini siciliani e accoglienza familiare in un luogo di memoria e riscatto

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • 15 maggio 2026

* D’estate, a Palermo, capita spesso di finire sempre negli stessi posti. Invece basta davvero poco per cambiare ritmo, lasciarsi alle spalle il traffico, salire verso l’entroterra, respirare un’aria più fresca e ritrovarsi, in meno di mezz’ora, in un paesaggio che sembra già lontano da Palermo pur restando vicinissimo.

È una delle ragioni per cui l’Agriturismo Portella della Ginestra, a poco meno di venticinque chilometri dal capoluogo, può diventare una meta perfetta per una cena estiva diversa: non una semplice uscita per mangiare una pizza, ma una serata fuori porta tra natura, cucina, vini siciliani e accoglienza familiare.

L’agriturismo sorge nella cornice della Riserva naturale della Serra della Pizzuta, tra i paesaggi mozzafiato dell’Alto Belice Corleonese, in un vecchio casolare del Settecento che racconta già da solo una parte importante della storia del territorio.

E il nome che porta non è casuale: Portella della Ginestra è uno dei luoghi simbolo della memoria siciliana, legato alla strage del primo maggio 1947, quando contadini e lavoratori riuniti per celebrare la festa del lavoro e rivendicare diritti furono colpiti in quella che resta una delle ferite più profonde dell’isola.

Anche per questo, sedersi a tavola qui significa entrare in un racconto che va oltre la cucina. L’agriturismo è infatti un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività, oggi gestito dalla Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra.

Ospitalità e ristorazione diventano così parte di un progetto più ampio: dare nuova vita a un luogo sottratto alla criminalità organizzata, trasformandolo in uno spazio aperto, produttivo, attraversato da persone, famiglie, viaggiatori e comunità. Un posto dove una cena può diventare anche l’incontro con un percorso di riscatto e lavoro, e con un’altra idea di Sicilia, capace di generare bellezza, economia sana e futuro.

Durante la stagione estiva, una delle proposte più amate è la pizza, servita il venerdì e il sabato a cena insieme alle altre specialità della casa. L’idea è quella di offrire a famiglie, coppie e gruppi di amici una serata rilassata, lontana dal caldo e dal caos cittadino, ma senza rinunciare alla qualità e al racconto del territorio.

La base della pizza è realizzata con un mix di farine, germe di grano e varietà siciliane molite a pietra, impastate con lievito madre, miele e olio extravergine d’oliva. La lievitazione naturale dura almeno 24 ore e rende l’impasto leggero e digeribile. La pizza viene stesa meno rispetto ad altre tipologie, così da permettere alla pasta di sviluppare i suoi alveoli in cottura: il risultato è una pizza croccante all’esterno e soffice all’interno.

Nel menù ci sono le pizze più classiche, dalla Margherita alla Napoli, dalla Romana alla Quattro Stagioni, ma anche proposte più legate al territorio. Tra queste la Cinisara, con funghi crudi, roast-beef di cinisara/scottona, rucola, pomodorini, scaglie di caciocavallo e glassa di aceto balsamico, oppure la Jatina, che prende il nome dalla contrada di San Giuseppe Jato, con primosale, cipolla e olive.

Non mancano le pizze speciali, come la Burrata, la Tartufata, la Norma, la Porchetta o la Giarratana, che portano nel piatto sapori riconoscibili della tradizione siciliana.

Ad accompagnare la serata ci sono gli immancabili vini Centopassi, nati anch’essi dall’esperienza di Libera Terra, insieme ai prodotti biologici che danno identità alla cucina dell’agriturismo, fatta di ricette semplici ma curate, paste artigianali, legumi, oli extravergini, conserve, materie prime selezionate con attenzione.

Ciò che rende speciale Portella della Ginestra è l’insieme: il paesaggio, la qualità degli ingredienti e del vino, il valore civile del progetto e quell’accoglienza semplice e familiare che trasforma anche soltanto qualche ora fuori in un momento da ricordare. Perché qui il gusto si lega alla memoria e la convivialità diventa anche un modo per dare forza, con naturalezza, al riuso sociale dei beni confiscati.

Chi vuole vivere il luogo con più calma può anche fermarsi a dormire. La struttura dispone infatti di tre camere ampie e confortevoli, che possono ospitare fino a nove persone.

La colazione, anche in questo caso, segue la stessa filosofia della proposta gastronomica: prodotti Libera Terra, materie prime locali e un’esperienza autentica pensata per chi desidera scoprire l’Alto Belice Corleonese senza fretta.

L’agriturismo si trova in Contrada Portella della Ginestra, lungo la SP 34, e si raggiunge facilmente da Palermo percorrendo la SS624 Palermo-Sciacca, con uscita per Piana degli Albanesi. Da lì bastano pochi minuti per lasciarsi alle spalle il rumore della città ed entrare in una dimensione più lenta, rurale e silenziosa.

Proprio per mantenere questa atmosfera raccolta e familiare, per le cene del venerdì e del sabato (pizza + cucina) e per il pranzo della domenica (menù agrituristico), soprattutto nei mesi estivi, la prenotazione è fortemente consigliata: i posti sono limitati e l’agriturismo punta a garantire un’accoglienza curata.

Per riservare un tavolo è possibile chiamare il numero 091 8574810 oppure scrivere via WhatsApp al 334 3671806

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