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Un ponte tra gli opposti (ragione e amore): l'oroscopo della Bilancia, il segno che marca l'autunno

Segno cardinale d’autunno, dedito alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra gli opposti, vive del profondo amore per l’altro pur guardandolo attraverso il freno della mente

Nina Ferruzza
Astrologa e danzatrice
  • 12 ottobre 2020

Il segno della Bilancia apre, a passo di danza, la seconda metà del cerchio zodiacale. Il suo arrivo nello zodiaco - scandito dal solstizio d’autunno - segna l’inizio della stagione della foglie cadenti: ogni anno, a partire dal 23 settembre circa, la natura avvia il suo ciclo di riposo, segnato dapprima dall’equipararsi delle ore di luce con quelle di buio e infine dal prevalere dell’oscurità.

Il tipo Bilancia nasce in questo delicato momento di passaggio: in quel breve frangente nel quale si realizza la condizione di perfetto bilanciamento tra gli opposti – giorno e notte, io e tu, anima e corpo, buono e cattivo.

A differenza dell’opposto ­­­­Ariete – segno cardinale primaverile ­­­– che irrompe nella natura, armato del suo ego e della sua vitale aggressività e impulsività, la Bilancia, segno cardinale autunnale, si presenta con un temperamento riflessivo, riservato e dedito alle faccende dell’anima e del cuore piuttosto che al tentativo di affermarsi sul mondo esterno.



Il segno più pacato dello zodiaco è non a caso governato dal pianeta Venere – legato alla bellezza, all’arte e all’amore ­­­– che lo esorta a vivere in un clima di armonia e simpatia collettiva, nel pieno rispetto delle leggi del cosmo, ma soprattutto in un ambiente degno del suo sensibile sguardo da esteta.

Che sia una fashion victim, un interior design, uno Yogi alla Ghandi o un dandy alla Oscar Wilde, poco importa, la raffinata Bilancia si presenterà sempre schierata in una non-violenta battaglia contro la barbarie dell’istintività, a dispetto di qualunque forma di impurità, trasgressione o colpo di testa.

Per la Bilancia infatti le cose vanno ponderate, meditate, calibrate, valutate: esse subiscono un lento iter processuale tra le pareti della mente – rimbalzate tra continui ricorsi e ripensamenti – a tal punto da giungere raramente ad un verdetto finale, che se arriva tuttavia è inequivocabile. Questo atteggiamento è favorito dalla sua esaltazione nel pianeta Saturno: signore del pensiero logico, della fredda e distaccata razionalità e della giustizia.

Nell’accostamento tra Saturno – rigido e inflessibile censore – e la morbida e flessuosa Venere, sta la peculiarità della Bilancia: se per un verso essa è portata a dedicarsi alla cura dell’altro, nonché alla sua piena accettazione e alla romantica fusione con esso, per un altro verso è pronta in un battibaleno a raddrizzare gli aculei della mente, per esaminarlo e giudicarlo, facendo appello ad una verità superiore. Il filtro della ragione opera, in realtà, per evitare che il suo Io – già fragile – si confonda e si perda ineluttabilmente nell’immagine dell’altro e nelle sue trame d’amore.

In tal senso il matrimonio – simbolo della Bilancia – in qualità di contratto, costituisce una mediazione, una scelta consapevole di fronte all’irrazionale dell’istinto: ben lungi dall’ essere solo passione bruciante, l’amore deve essere trasformato in una scelta consapevole, in un patto di unione tra due individualità che si uniscono senza sopraffarsi, mantenendo la loro unicità. L’affettività bilancina, più civilizzata, è racchiusa nel termine latino ‘diligere’ – amare con la volontà intellettuale ­– da cui deriva in italiano la parola diligenza, qualità anch’essa associabile alla bilancia, brava bambina per costituzione, affezionata alla cura del costume e al ruolo dell’educazione.

Questo segno d’aria, è connesso alla Venere Urania: una figura femminile che – a differenza di quella, terrena, Afrodisia – si presenta perfetta ma fredda come una statua di marmo, a tratti raggelante, inafferrabile ed eterea poiché confinata nel mondo del pensiero e dell’immaginazione. Va da sé che questo sforzo di compostezza e freno, di autoeducazione e educazione dell’altro, le arrechi non pochi stress, in quanto comporta una forte disciplina e pazienza, oltre che fare i conti con la propria severa voce interiore.

Per questa ragione la Bilancia trova nell’amore per l'altro la possibilità di sperimentare la perdita di controllo che tanto agogna in fondo, per poi dulcis in fundo, ritrovarsi tra nella fatica posizione originaria tra la luce delle coscienza e la notte dell’irrazionalità: “Occupando il posto intermedio tra l’uno e l’altro estremo, Amore si fa interprete tra la ragione che l’uomo ha costruito e la follia che ancora lo abita” (Umberto Galimberti, "Le cose dell'amore", Feltrinelli, 2014).

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