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Tra decori, dipinti e labirinti di stanze: i segreti del Circolo degli Ufficiali di Palermo

Il chiostro, le scuderie, i saloni delle feste e i mobili d'epoca: in piazza Sant'Oliva a Palermo c'è un luogo dai mille volti, nato come Convento, tutto da scoprire

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 18 settembre 2019

L'ingresso del Circolo degli Ufficiali di Palermo

La sede del Circolo degli Ufficiali di Palermo in piazza Sant'Oliva è considerata una tra le più belle d'Italia. E non a torto, poiché si trova in un luogo storico, un tempo convento dei Padri Minimi di San Francesco di Paola. Essi, ottenuta la concessione nel 1518, diedero il via alla sua costruzione insieme alla chiesa dedicata al loro Santo in quel piano di Sant'Oliva al di fuori delle vecchie mura, che da Porta Carini si estendeva fino alla zona del Teatro Politeama-Garibaldi.

La chiesa dei Padri Minimi fu edificata su una ancora più antica chiesetta intitolata a Sant'Oliva, all'epoca una delle quattro patrone palermitane.

La piccola struttura sacra era stata precedentemente concessa, nel 1485, alla Maestranza dei Sartori da parte del Senato di Palermo, ma la sua esistenza era già certificata sin dal 1310. La chiesetta sorse sul "pozzo di Sant'Oliva" contenente, secondo la tradizione, le sacre reliquie della Santa e la cui botola di accesso si può ancora oggi ammirare nell'antica cappella a lei dedicata, internamente alla chiesa di San Francesco di Paola.

Ma con l'abrogazione degli Ordini religiosi del 1866, il convento dei Padri Minimi fu confiscato dallo Stato e destinato a Caserma di Fanteria, subendo modifiche in alcune parti della struttura.

Come ad esempio il chiostro, ad opera di Fazio Gagini, nel quale recentemente sono stati riportati alla luce dei dipinti della storia di San Francesco di Paola, ancora in corso di restauro da parte della Sovrintendenza perchè si pensa che degli altri siano ancora celati.

La storia del Circolo Ufficiali comincia nel 1900 con la fondazione del Circolo Militare diretto allo studio delle culture del loro settore ed aveva sede a Palazzo Villarosa, demolito dopo la seconda guerra mondiale, situato in via Ruggero Settimo nell'omonimo rione oggi occupato da piazzale Ungheria.

Nel 1929 la sede fu definitivamente spostata a piazza Sant'Oliva, nella parte che dal chiostro si allungava verso il convento, dotandola di un colonnato e di una veranda che si aprono sulla piazza, a seguito di ristrutturazioni iniziate l'anno precedente.

Nel periodo dell'occupazione degli Alleati, il Circolo fu chiuso riprendendo le sue funzioni nel 1949. Negli ultimi anni, per un lasso di tempo di parecchi mesi, le attività erano state sospese; ma nel 2017, con la sua riapertura e la nuova denominazione di "Circolo Unificato", il complesso sta risorgendo a nuova vita con la Foresteria oltre ad eventi, serate danzanti e servizi di ristorazione. Nel suo bel giardino si possono assaporare momenti di tranquillità fra il verde delle piante e il gradevole canto dei volatili insieme al suono del getto d'acqua della fontana.

Le sale, ampie e luminose, sono incantevoli ed alcune di esse sono rischiarate dalla luce filtrata attraverso delle affascinanti vetrate dipinte. Il teatro è decorato sul soffitto e sui sovraporta con dei delicati motivi floreali.

Esiste una sala biliardo e le stanze sono arredate con mobili d'epoca, compreso un pianoforte, ed illuminate da grandi lampadari.

Una scala di marmo dall'elegante ringhiera conduce ai piani superiori e diversi grandi specchi affissi alle pareti, con le loro raffinate cornici, regalano agli ambienti la sensazione di una maggiore vastità.

Il simbolo decorato "C U P" (Circolo Ufficiali Palermo) domina il corridoio del primo piano e lungo il percorso si può ammirare un'antica ed imponente macchina da presa cinematografica che ricorda i tempi in cui al piano terra, con entrata dall'ex chiostro, esisteva il cinematografo; oggi da ristrutturare.

Al pianterreno sono pure presenti le antiche stalle per i cavalli con i loro abbeveratoi ed inoltre esiste un piccolo locale in cui è montato un bel presepe dalle statue piuttosto grandi, una volta visitabile durante le feste natalizie.

Delle targhe a memoria ricordano i Caduti di tutte le guerre e su tutti i fronti ed inoltre il museo raccoglie le più significative testimonianze militari.

L'immagine di Santa Barbara, patrona delle Forze Armate, vigila in una delle stanze da lavoro del Circolo. Il tutto ha reso la mia visita (su gentile invito di Sergio Smeraldi, uno dei soci) un'esperienza indimenticabile; auspicando che il sito, nel prossimo futuro, possa divenire fruibile agli utenti per gustare le sue bellezze e venire catturati dalla sua lunga ed affascinante storia.

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