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Una "vetrina sull'arte" a Palermo: il Museo Riso ospita la teratoteca di Tony Lombardo

Dal 21 maggio al 10 luglio 2026 la "glass room" del Museo Riso di Palermo ospita “Teratoteca”, installazione del giovane artista palermitano Tony Lombardo

Balarm
La redazione
  • 20 maggio 2026

La glass room al Museo Riso di Palermo

Una fabbrica di metamorfosi, una ferramenta ortopedica, un set dove protesi e scherzi della natura si confondono e si sovrappongono: dalla strada si avrà l’impressione di un interno, una scatola profonda che ospita presidi informali per animali.

È il secondo intervento di "Glass-room – arte in trasparenza", il progetto proposto da CoopCulture a RISO, Museo d’arte moderna e contemporanea e all’Accademia di Belle Arti: la vetrina su strada si trasforma in spazio d’arte permanente e accessibile ventiquattr’ore su ventiquattro.

Il front del museo RISO ha ospitato nelle scorse settimane “Staffage” di Maria Tindara Azzaro, e da domani (21 maggio, vernissage alle 18) tocca a “Teratoteca” del giovane allievo della classe di Scultura Tony Lombardo.

L’opera si presenta come un campionario alienante, un allestimento seriale sospeso tra sanitaria ortopedica, pet shop, candy store e sexy shop; e si interroga sul rapporto tra corpo, vulnerabilità, animalità e tecnologia.

Attraverso protesi, anatomie ibride e dispositivi zootecnici, Lombardo costruisce una riflessione sul confine tra umano e non-umano, mettendo in discussione gerarchie e immaginari sedimentati.

Il progetto prende avvio da una ricerca che attraversa Critical Animal Studies e Critical Disability Studies – gli studi critici sul rapporto tra umani e animali -, indagando il legame tra disabilità, specismo e biopolitica. La vetrina del museo si trasforma così in uno spazio di tensione e confronto, abitato da “vestigia cyborg” - museruole, collari, protesi, targhette - che interrogano il presente e aprono a nuove possibilità relazionali con il più-che-umano. Il testo critico è di Luca Seguenza.

«I ragazzi lavorano sulle vetrine che diventano un diaframma tra interno ed esterno, arte partecipata che entra nel nostro tempo e vive con noi: offriamo così una prima ribalta ai giovani artisti», ha spiegato Evelina de Castro, direttore del RISO al fianco del direttore dell’Accademia di Belle Arti, Umberto De Paola e del docente di Scultura Daniele Franzella.

«Il lavoro di Coopculture a stretto contatto con la direzione del Riso, guarda avanti, al pubblico e agli artisti di domani: una vetrina su strada è il luogo più visibile, il biglietto da visita del Museo», interviene Letizia Casuccio, direttore generale di Coopculture.

Il prossimo e ultimo intervento sarà della giovane Aurora Amorelli (Caltanissetta, 2000) che userà invece la gommapiuma per ideare un luogo dell’ inconscio.

Info sulla pagina dedicata di CoopCulture.
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