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Veste (anche) Beatrice Quinta a X Factor: chi è il guru palermitano della "moda di strada"

Anche il capoluogo regionale ha un pupillo nel mondo dello streetwear. Dopo gli studi ha lasciato Palermo ma è ritornato e racconta le sue origini attraverso gli abiti

Filippo Calascibetta
Laureando in Comunicazione
  • 24 gennaio 2023

Da alcuni anni a questa parte la moda è un punto cardine, un vero e proprio pilastro nel mondo della musica. In particolare, un fenomeno che è letteralmente esploso sotto ogni punto di vista, ossia culturalmente, socialmente e immancabilmente anche a livello commerciale è lo streetwear, cioè la "moda di strada".

Non a caso, numerosi brand di lusso, le grandi firme italiane e non, sono stati costretti a lanciare prodotti che richiamano lo streetwear per l’appunto, oppure hanno avviato delle collaborazioni assieme ad altri marchi più specializzati.

In Italia, il fenomeno streetwear è scoppiato soprattutto nel 2016 con l’arrivo della trap e proprio questo genere musicale ha fatto comprendere l’importanza dello stile e della moda per gli artisti al giorno d’oggi.

In un mondo in cui la cultura dell’immagine domina, si pensi all’uso dei social network, oppure ai mezzi tradizionali per promuovere un album, un singolo e qualsiasi altro lavoro che riguarda il mondo della musica.
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Addirittura, anche notissimi rapper d’oltreoceano hanno lanciato dei prodotti ideati da sé, giusto per far comprendere quanto una moda possa essere in grado di diventare un fenomeno culturale a tutto tondo.

Per dare qualche cenno storico il fenomeno socioculturale preso in considerazione nasce negli Stati Uniti d’America, per la precisione in due città: New York e Los Angeles; da un lato con lo sviluppo dell’hip hop e dall’altro con i surfisti e gli skateboarders che hanno iniziato a sfoggiare stili poi definiti per l’appunto “moda di strada”.

Erano gli anni ’90. Tuttavia, nonostante alcuni marchi che si occupavano solo di questo trend registravano già buoni numeri, l’attenzione dei brand di lusso arrivò dopo, come spiegato sopra, fino ad arrivare a oggi.

Ecco, anche Palermo vanta un suo pupillo nel mondo dello streetwear e della moda in generale, poiché i suoi lavori non possono essere confinati solo nel primo campo.

Si tratta del giovane fashion designer Francesco Crucillà. Nato nel 1997 nel capoluogo siciliano, il giovane capisce subito la sua passione dapprima per l’arte e il disegno, e poi per la moda.

Terminati gli studi al liceo, lascia la Sicilia con un’idea chiara: entrare nel mondo della moda e fare il lavoro dei suoi sogni. Accede al prestigioso Istituto Europeo di Design di Milano dopo il test previsto e durante la sua formazione è l’unico studente selezionato per un Erasmus che si svolge presso un altro prestigioso istituto del genere situato a Parigi.

Al contempo, nel 2019, riesce anche a lavorare per tre mesi con un’azienda di Londra, infatti, durante la parentesi parigina, alcuni giorni prendeva un treno che attraverso la Manica lo portava nella City per controllare e confrontare i propri lavori.

L’esperienza fu un successo, perché i lavori del giovane palermitano vennero molto apprezzati. Nel 2020 termina gli studi e la sua tesi, che consisteva nel presentare un progetto personale, viene elogiato dalla commissione.

Tuttavia, come si sa già, è l’anno del covid, quindi tutto si paralizza. Così il designer in erba approfitta del momento per perfezionare il suo progetto presentato per l’esame di laurea e matura l’idea di lanciarlo, nonché di creare un proprio brand. Pubblica i suoi lavori, che richiamano la scena punk palermitana esplosa alla fine deli anni ’90 e dopo due settimane esatte riceve i primi contatti.

A raccontare questo particolare e i passi successivi è Francesco: «I miei lavori sono stati apprezzati fin da subito. La prima grande artista della scena trap nazionale che mi ha contattato è Chadia Rodriguez, la quale ha apprezzato molto i miei capi d’abbigliamento e successivamente li ha indossati per un evento.

Dopo di lei ho deciso di lavorare, prima di tutto per amicizia e poi anche per appartenenza, non lo nego, con l’artista palermitana Beatrice Quinta, prima del suo debutto a X Factor. Inoltre, quando è stata selezionata per lo show e si è esibita in una delle serate che caratterizzano la competizione il suo stylist ha deciso di farle indossare alcuni miei vestiti».

Subito un successo quello del giovane palermitano. Da Chadia Rodriguez a X Factor, quindi pure in televisione sono arrivati i primi lavori di Francesco Crucillà.

Però prima di andare avanti alla scoperta del fashion designer palermitano che porta Palermo nelle sue creazioni e la stessa città è protagonista di tantissimi scatti che ritraggono i suoi capi d’abbigliamento, è doveroso spiegare una differenza fondamentale in questo settore, cioè la differenza tra uno stylist e un designer.

Il primo si occupa solo di selezionare e comporre alcuni outfit per gli artisti con cui lavora; il secondo idea, crea, progetta e realizza – infatti i suoi primi lavori il venticinquenne siciliano li ha addirittura cuciti, un vero artigiano della moda, poiché vanta anche abilità sartoriali -.

In questo caso, dunque, questa figura collabora sia con l’artista sia con la squadra che si occupa di curare il suo stile e la sua immagine. In aggiunta, il designer può fare anche da stylist, viceversa non può avvenire.

Nel caso dello streetwear essendo un fenomeno socioculturale è prima di ogni altra cosa un mezzo d’espressione.

Questo movimento culturale permette di esprimersi attraverso la moda, abbattendo tutti i canoni che regnano per esempio nel mondo del lusso e così via. Un fenomeno impattante sotto tutti i sensi, che rompe gli schemi, come il lavoro che porta avanti Francesco Crucillà, il quale spiega la sua concezione di moda e lo scopo dei suoi prodotti.

«Il mio obiettivo è di portare sui palchi e agli eventi, grazie agli artisti che scelgono i miei capi d’abbigliamento, le mie origini e quindi la mia città. A livello stilistico voglio rompere le strutture che ci circondano, non voglio uniformarmi, ma spaccare, rompere; per questo il mio primo riferimento è stato il punk.

Il bello del punk è proprio questo, che possono non esserci regole, nasce per questo motivo. Conta più l’espressione del sé, si rompono gli schemi canonici e le etichette che valgono per esempio in ambienti lavorativi, familiari e sociali.

Non a caso gli artisti del mondo rap e trap, e non solo, ormai danno molta importanza alla moda, si tratta di un mezzo espressivo, innanzitutto lanciano il messaggio con la propria musica, ma vogliono rafforzare il tutto con il proprio stile, quindi sperimentano.

Ammetto che voglio fare arrivare la mia concezione artistica e stilistica anche a Palermo, infatti, vorrei progettare in futuro alcuni eventi nel capoluogo siciliano».

Francesco Crucillà, che ha un proprio marchio d’abbigliamento, è riuscito a sbarcare sul mercato, in quanto è già possibile acquistare i suoi vestiti presso un negozio specializzato in artisti emergenti nel mondo della moda a Milano, e tra un mese ciò si potrà fare anche online.

È importante precisare che il giovane palermitano non progetta abiti maschili o femminili, così come non si limita solo nel mondo streetwear la sua arte - come già sottolineato -, bensì si tratta di un fashion designer eclettico. Infatti, il suo obiettivo è di creare qualcosa sempre più unisex, indossabile da chiunque.

Oltre alla collaborazione con Chadia Rodriguez e Beatrice Quinta, altri artisti di spessore hanno indossato i suoi lavori, quali: Izi, la dj internazionale Ellen Allien, Aka 7even e tanti altri. E questo è solo l’inizio della carriera del giovane palermitano.
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