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Viva la foca (Monaca): si pensava fosse scappata e invece si nasconde a Favignana

Straordinaria scoperta dell'Ispra: si pensava che l'animale avesse abbandonato i mari del sud Italia a causa del degrado dell'habitat ma invece sverna alle Egadi

Andrea Di Piazza
Geologo e ricercatore
  • 8 giugno 2018

Un esemplare di foca Monaca

L’Area Marina Protetta delle Isole Egadi conferma la presenza invernale della Foca monaca (Monachus monachus) nell’arcipelago siciliano.

La notizia sorprendente è che si tratta della prima osservazione avvenuta sull’isola di Favignana, negli anni scorsi infatti altri esemplari erano stati segnalati a Marettimo.

Frequentatrice abituali dei nostri mari fino agli anni Sessanta, la presenza della foca monaca si è progressivamente ridotta in tutto il sud Italia, Egadi incluse.

Tuttavia, a partire dagli anni Novanta, si sono registrati una serie di avvistamenti nell’arcipelago siciliano che sono culminati con le prime prove fotografiche nel 2004 e nel 2011 rispettivamente ad opera del Gruppo Foca Monaca e del pescatore di Marettimo Pippo Incaviglia.

Nel 2011, ISPRA e l’AMP Isole Egadi hanno avviato un programma di monitoraggio con foto-trappole posizionate in alcune grotte sommerse e semi-sommerse dell’isola di Marettimo e, dal 2015, anche in alcuni siti delle isole di Favignana e Levanzo.

Le straordinarie immagini riprese in questi anni dalle fotocamere hanno permesso di attestare la presenza di almeno due esemplari presso le grotte di due delle tre isole Egadi, che vengono utilizzate dalle foche come siti di riposo nel periodo invernale dal 2016 ad oggi.

Secondo ISPRA e l’AMP gli individui fotografati nel periodo 2011-2017 sono con ragionevole certezza due femmine adulte, vista la taglia, la colorazione del pellame e la cospicua presenza di cicatrici sul corpo.

Quest’ultimo dettaglio lascia ben sperare, poiché sebbene non vi siano prove di attività riproduttive nell’arcipelago, le cicatrici sul corpo sarebbero indicative di tentativi di accoppiamento ed è verosimile che gli esemplari osservati abbiano interagito negli ultimi anni con altri esemplari incontrati magari in un areale più ampio frequentato dalla specie.

L’ultimo avvistamento documentato fotograficamente dunque risale al dicembre 2017 e conferma non solo la buona riuscita delle attività di monitoraggio e conservazione nell’arcipelago delle Egadi, quale sito di frequentazione della specie nel Mediterraneo occidentale, ma anche un aumento della consapevolezza da parte della popolazione nella preservazione degli habitat e della specie.

«Questi straordinari risultati – dichiara il Direttore dell’AMP, Stefano Donati - ottenuti grazie al monitoraggio condotto fino ad oggi, con tenacia, dai ricercatori dell’ISPRA, che ringraziamo, e dal nostro personale scientifico, confermano l’importanza della scelta strategica delle Egadi come sede della più grande riserva marina del Mediterraneo, contenitore di habitat prioritari e specie protette in eccezionale stato di conservazione».

«La scelta della tutela e della sostenibilità dello sviluppo - continua - in questo territorio, è premiante e oggi la Foca monaca è diventata il brand dell’arcipelago. Ringraziamo anche il Ministero dell'Ambiente, che ci ha garantito in questi anni risorse e mezzi per svolgere questo lavoro».

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