Le Amministrative ribaltano tutto in Sicilia: centrodestra in crisi, avanza il "campo largo"
I risultati delle elezioni Comunali del 24 e 25 maggio consegnano un quadro politico più frammentato di quanto raccontino i soli numeri: i sindaci eletti
Federico Basile e Maria Terranova, rieletti sindaci, rispettivamente, di Messina e Termini Imerese
Le Amministrative 2026 consegnano alla Sicilia un quadro politico più frammentato di quanto raccontino i numeri puri. Il centrodestra mantiene una presenza forte nei territori, ma il voto lascia emergere crepe evidenti nella coalizione che sostiene il governatore Renato Schifani. Pesano le divisioni interne e le tensioni tra i partiti della maggioranza, spesso incapaci di presentarsi compatti nei Comuni più importanti. Un segnale politico che ridimensiona l’idea di una coalizione ancora dominante e senza rivali.
Nel centrosinistra, invece, è l’unità a fare la differenza. Il campo progressista è riuscito a essere competitivo e in alcuni casi vincente, come a Marsala e Termini Imerese.
A trarre vantaggio da questo scenario sono soprattutto le esperienze civiche, i movimenti territoriali - che intercettano un elettorato sempre più distante dalle logiche dei partiti tradizionali - ma anche il cosiddetto "campo largo", che unisce varie forze dell'area progressista.
Ad ogni modo, il risultato conferma il peso crescente delle leadership locali e delle coalizioni costruite attorno ai candidati più che ai simboli. Un caso su tutti: Enna, dove è stato eletto Vladimiro Crisafulli, sostenuto dall’area del centrosinistra e da diverse liste civiche collegate, ma senza il Pd.
In diversi Comuni il voto ha premiato amministratori percepiti come ‘alternativi’ agli schieramenti classici, capaci di parlare a un elettorato trasversale.
Il voto restituisce anche un altro elemento, in molte realtà non hanno funzionato candidature legate alla vecchia stagione politica, mentre avanzano profili più giovani o comunque percepiti come espressione diretta del territorio. È un messaggio che riguarda entrambi gli schieramenti e che apre, da oggi, una nuova fase di riflessione in vista dei prossimi appuntamenti regionali e nazionali.
Ma andiamo nel dettaglio.
Urne chiuse alle 15.00 di ieri (25 maggio). Nei 71 Comuni siciliani chiamati al voto per le elezioni amministrative 2026, lo scrutinio è entrato nel vivo subito dopo, nel primo pomeriggio, e già i primi dati hanno subito confermato un’affluenza in calo rispetto alla precedente tornata elettorale. A livello regionale, infatti, hanno votato 546.498 elettori su 929.915 aventi diritto, con un’affluenza definitiva pari al 58,79%.
NEL PALERMITANO
Nel Palermitano, nello specifico, si è registrata una partecipazione disomogenea e, allo stesso tempo una grande attenzione ai piccoli comuni. Il voto ha riguardato diversi Comuni della provincia, in tutto 16, con un’affluenza del 57,61% e una partecipazione altalenante tra aree costiere e centri interni. Nei piccoli Comuni si è registrata una maggiore mobilitazione degli elettori, soprattutto dove la sfida tra i candidati appariva particolarmente equilibrata o dove era presenta una sola lista civica in corsa.
Per l’appunto i primi risultati sono arrivati da Godrano con un’affluenza del 73,79% e da Santa Cristina Gela, con il 53,49%, dove i singoli candidati sono stati eletti sindaco. Si tratta di Daniela Sebastiano Bellini e Giuseppe Cangialosi, con il quorum del 50% che era già stato superato alle ore 23.00 di domenica 24 maggio.
Nel resto della provincia l’attenzione è rimasta concentrata sui rapporti di forza tra centrodestra, centrosinistra e liste civiche, che anche in questa tornata elettorale hanno dimostrato un peso determinate negli equilibri locali.
Maria Terranova festeggia la riconferma a sindaco di Termini Imerese, con un’affluenza del 66,24%. Un voto schiacciante, che non ha dato spazio agli avversari, con una percentuale del 74,04 ha totalizzato 5222 voti. Appoggiata da tutto il campo largo, tranne Controcorrente che correva da solo, Terranova già dalle prime ore dello spoglio aveva superato il 70% dei consensi.
«Ce l’abbiamo fatta. Anzi, ce l’avete fatta - commenta sul suo profilo Facebook - Un risultato storico, potente e forse inimmaginabile».
Soddisfatto anche il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola: «Il Movimento 5 Stelle per questa tornata di elezioni amministrative ha reso granitico il campo progressista alternativo alle destre di Schifani. Lo abbiamo fatto in tutti i comuni e la plebiscitaria vittoria di Maria Terranova a Termini Imerese certifica sia la nostra capacità di amministrare e governare una comunità, sia quella di essere perno centrale della coalizione».
E aggiunge: «Voglio esprimere inoltre il mio plauso a tutte le forze politiche che a Termini Imerese si sono impegnate per confermare questo storico risultato. L'unione ed il successo del campo alternativo rappresenta sicuramente il certificato di sfratto per il governo Schifani».
Carini, con il 46,64% dell’affluenza, sceglie Rossella Covello con 3091 voti ha totalizzato il 54,34%, prima donna sindaco.
Un largo vantaggio rispetto alla seconda arrivata, la candidata del centrosinistra Valeria Gambino che si è portata a casa 1732 voti, si proponeva in continuità con Giovì Monteleone.
Covello, insegnante e consigliere comunale uscente, che si è presentata con 8 liste, ha affidato ai social il suo primo messaggio ai cittadini: «Grazie Carini! Questo straordinario risultato è merito della vostra fiducia e del vostro sostegno. Da oggi inizia un nuovo capitolo: ci mettiamo subito al lavoro per costruire, passo dopo passo, il futuro della nostra amata Carini». Nel messaggio pubblicato online, Rossella Covello ha poi aggiunto: «Il Comune è la casa di tutti. Avanti, insieme!».
È ufficiale, Giovanni Pitarresi con 4758 voti e il 63,91% è il nuovo sindaco di Villabate (51,81%). Politicamente "cresciuto" dentro il Consiglio comunale, già assessore e consigliere negli scorsi anni, era già sceso in campo nel 2020 venendo sconfitto dall’allora candidato e attuale sindaco uscente Gaetano Di Chiara, batte Vincenzo Oliveri, figura abbastanza nota per la sua lunga carriera in magistratura, ha guidato Villabate dal 2015 al 2020.
A Isola delle Femmine, con il 67,54% di presenze in seggio ha eletto Orazio Nevoloso con 2302 voti e il 55,60%, sindaco uscente che era già stato eletto alle comunali del 4-5 ottobre 2020. Questa volta vince su Stefano Bologna che è tornato a casa con 1838 voti.
A Gratteri, con un’affluenza del 72,94%, è stato eletto sindaco Giacomo Santoro con il 61,75% e 381 voti.
Segue Scillato, con un’alta percentuale di presenza alle urne (79,03%). Qui con il 52,7% e 244 voti è stato eletto Giuliano Cortina.
Aliminusa con il 71,8% di presenze incorona Crocetta Di Pasquale con il 55,66%, con 398 voti.
Anche Altofonte con il 60,95% di presenze, ha scelto il suo sindaco, è Gianluca Raccuglia con il 43,55% di voti, ovvero 2156.
A Caltavuturo (70,75%) il primo cittadino è Pietro Poretta che vince con il 78,47%, ha raggiunto 1706 voti.
Campofelice di Fitalia 50,56% Anna Canzoneri sindaco straccia il suo rivale totalizzando 93,39% e 212 voti. Un Comune che si è trovato in un contesto politico segnato da un passaggio istituzionale delicato, tornata elettorale che è arrivata dopo la scomparsa del sindaco uscente Pietro Aldegheri, venuto a mancare nei mesi precedenti la competizione elettorale. Per la Canzoneri è stato un vero e proprio plebiscito contro i 15 voti totalizzati da Fabio La Barba (6,61%).
A Lascari (presenze del 71,55%) Franco Schittino si riconferma con oltre 150 voti di vantaggio, precisamente con il 51,64% e 1289 voti contro il 48,36% e 1207 voti. A Misilmeri 61,43% vince Rosario Rizzolo il 61,42% vola a 2157 voti contro la sfidante Rosalia Stadarelli che ne ha ottenuti1355 voti. A Polizzi Generosa 61,43% vince Gandolfo Librizzi con 66,50% dei votanti, ovvero 1225 voti.
Pietro Musotto riconfermato sindaco a Pollina (53,57%), con il 63,21% dei voti. Una campagna elettorale giocata soprattutto sui temi della continuità amministrativa, dello sviluppo turistico del territorio e del rafforzamento dei servizi.
MESSINA
Particolarmente osservata la situazione nel Messinese, una delle province con il maggior numero di Comuni chiamati alle urne, 17. Qui l’affluenza alle 23 di domenica aveva già raggiunto il 46,5%, leggermente sopra la media regionale.
Nel capoluogo, dopo le dimissioni dello scorso febbraio, Federico Basile si riconferma sindaco. Messina, prima negli exit pool, ha registrato un’affluenza del 61,93%, con un aumento del 6,37% rispetto alle scorse amministrative, con 116.772 elettori che hanno votato su 188.540 aventi diritto.
Sin dai primi dati degli exit pool e dalle prime proiezioni Rai, in collaborazione con il consorzio Opinio Italia, hanno visto il candidato sindaco di Sud chiama Nord e liste civiche Federico Basile in vantaggio, confermandosi poi primo cittadino. Seguito poi dal candidato del centrodestra Marcello Scurria e la candidata del Centrosinistra con M5S e Controcorrente Antonella Russo.
«Credo che la città con questo voto abbia confermato il lavoro svolto, non so se è mai successo che un sindaco sia stato eletto per la sua seconda candidatura con una percentuale, che se fosse confermata, dovrebbe essere attorno al 55%, quindi dieci punti di percentuale in più rispetto al 2022. Questo vuol dire che abbiamo fatto bene, nonostante tutto quello che ho vissuto in questa campagna elettorale, la città ha risposto perché abbiamo lavorato per la città», ha dichiarato il primo cittadino.
Arriva presto il commento del candidato a sindaco di Messina per il Centrodestra Marcello Scurria sull'esito del voto che vede andare verso la vittoria Federico Basile, il sindaco dimissionario di ScN. «Svolgerò con rigore il ruolo di consigliere comunale che mi hanno assegnato i cittadini. La campagna elettorale è stata drogata dalle 15 liste di Federico Basile, ma io non farò ricorso. Durante la campagna elettorale ho percepito altro da parte dei cittadini, eppure è come se fossero state premiate le dimissioni anticipate di Federico Basile. Contrasterò politicamente il sistema De Luca dal mio posto in Aula a Palazzo Zanca».
Tra i dati più significativi dell’affluenza sono spiccati fin da subito quelli di Merì, dove la partecipazione ha superato il 73%, uno dei valori più alti registrati nell’intera Sicilia. E proprio a Merì è stata eletta Giusi Cicciari. La candidata della lista Noi per il futuro meriese, capogruppo della uscente opposizione, ha conquistato 838 voti e il 56,17%, contro le 654 preferenze e il 43,83% dell’ex vice sindaco Nino Siracusa, appoggiato da Rinascita Meriese. Lei è la prima sindaca donna eletta nel Messinese.
Subito dopo di lei spicca tra le donne anche Maria Spidalieri a Saponara, con un’affluenza del 64,95%. Maria Spidalieri, infatti, ha vinto con il 48,71%, ovvero 1114 voti contro i 1106 dell’uscente sindaco Giuseppe Merlino, per soli 8 voti di scarto, battendo anche Giuseppe Rizzo che si è fermato a 67 voti. Un testa a testa che è andato avanti praticamente fino alla chiusura definitiva dei conteggi.
A Limina che ha visto un’affluenza del 36,06%, invece, è stato rieletto Filippo Ricciardi con 377 voti, il 66,96%. Ricciardi conferma le previsioni e straccia la sfidante Jenny Spadaro che si ferma a 186 voti, ovvero il 33,04%.
Risultati chiari per le elezioni nel Comune di Savoca, Massimo Stracuzzi, con il supporto di Stracuzzi Sindaco Vivi Savoca Continuità e Rinnovamento, ha ottenuto il maggior numero di preferenze, totalizzando 820 voti, il 92,03%, rispetto all’altro candidato sindaco, Charmel Pio Informante che ha ottenuto 71 voti (7,97%).
Tra i Comuni con il sistema proporzionale Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. Il quale, quest’ultimo ha visto in testa, sin dal primo scrutinio, il sindaco uscente Giuseppe Midili, appoggiato dalle liste civiche del Centrodestra. Seguono Laura Castelli, candidata di ScN e Michele Vacca, sostenuto da Pd-M5S-Prc. Il sindaco si Milazzo è ufficialmente Giuseppe Midili con 58,81% e 10977 voti.
A Barcellona, invece, in vantaggio fino alle ore 2.00 la candidata di Sud chiama Nord Melangela Scolaro con il 42,27% dei voti, seguito da Nicola Barbera, il candidato del campo largo, con il 38,78% dei voti. Ultimo il candidato del centrodestra Davis Bongiovanni con il 18,95%.
E’ ufficiale, il sindaco è Melangela Scolaro con il 40,45% e 9676 voti.
A Giardini Naxos, che ha visto un’affluenza del 59,52%, il sindaco è Agatino Salvatore Bosco sostenuto da centrodestra e centrosinistra insieme con 2745 e il 51,69% dei voti. E’ quindi una sconfitta per Puccio di Sud chiama Nord.
AGRIGENTO
Nell’Agrigentino il voto amministrativo ha interessato 9 comuni, compreso il capoluogo. L’affluenza definitiva in provincia si è attestata al 56,95%, leggermente sotto la media regionale (3,80%) ma con differenze marcate tra i singoli centri.
Sarà ufficialmente ballottaggio ad Agrigento tra Michele Sodano e Dino Alonge. Ad urne chiuse, Michele Sodano ha ottenuto 11.596 preferenze pari al 39,13% delle preferenze, mentre Dino Alonge ha ricevuto 10.308 voti, pari al 34,79%. Da una parte il candidato di centrosinistra, e dall’altro il candidato di FdI, Fi, Mpa e Udc.
Lo spoglio è andato a rilento, e per questo il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, parla di «sistema medievale in Sicilia per la gestione e la comunicazione dei dati sulle amministrative”, perché “mentre negli altri comuni del resto d’Italia arrivano i dati sullo spoglio delle schede in tempo reale, ad Agrigento erano stati ufficializzati dati di 2 sezioni su 57 fino al tardo pomeriggio” e “se va bene avremo notizie domani all’alba».
Agrigento, appunto, con un’affluenza del 59,19%, ha visto in testa fino alle 2:00 Michele Sodano di Centrosinistra con il 38,86% dei voti. Seguito poi da Dino Alonge di FdI e FI con il 34,69%.
Tra i Comuni che impiegano il sistema proporzionale, e dunque con più di 15mila abitanti, c’è Ribera, che con un’affluenza del 59,12%, che ha eletto Carmelo Pace sindaco raggiungendo il 54,92% e 6339 voti, sostenuto dalla Dc, ScN e altre liste civiche.
A Cammarata si è registrato uno dei dati più alti con il 77,39% dei votanti, in crescita rispetto alla precedente tornata. Ha visto eleggere Giuseppe Mangiapane sindaco con il 60,73% e 2467 voti in totale, contro i 1595 voti dello sfidante Giuliano Traina.
Alta anche la partecipazione a Villafranca Sicula con il 66,50%. Ed è Rosario Sortino il nuovo sindaco con il 51,69% e 460 voti.
A Raffadali, che ha visto una partecipazione del 53%, vittoria schiacciante di Ida Cuffaro con il 75,70% dei voti. Dopo Totò e Silvio la giovane nipote di 27 anni ha vinto la competizione elettorale totalizzando 5418 voti contro Sabrina Mangione, sostenuta dall’area progressista. Uno svantaggio ormai incolmabile per l'avversaria del Pd, ferma al 23,58%. Terzo Francesco Milisenda (0,71%).
«Sono felicissima - afferma Ida Cuffaro - ce lo aspettavamo, avevamo avuto dei sentori durante la campagna elettorale, ma al momento i dati sono sorprendenti. Aspettiamo fino alla fine l’esito dello scrutinio, ma sono veramente soddisfatta».
Infine, Sambuca di Sicilia con un’affluenza del 67,28%, vince Giovanna Casà con il 57,54% e 2092 voti.
TRAPANI
Nel Trapanese, invece, l’attenzione si è concentrata soprattutto su Marsala. L’affluenza si è attestata al 62,58%, in lieve crescita rispetto alla precedente consultazione. La sfida politica si è giocata principalmente tra il centrodestra, il campo progressista e alcune liste civiche radicate nel territorio. A spuntarla è stata Andreana Patti, sostenuta da una larga coalizione progressista composta da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Sud Chiama Nord e diverse liste civiche. Dietro di lei si è piazzata Giulia Adamo, candidata del centrodestra sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati.
A Enna il voto ha confermato il peso delle coalizioni territoriali e delle leadership locali. L’affluenza definitiva si è attestata al 61,89%, in linea con la precedente tornata elettorale. Sin dalle prime sezioni scrutinate è apparso netto il vantaggio di Vladimiro Crisafulli, sostenuto dall’area del centrosinistra e da diverse liste civiche collegate. Il candidato ha superato il 60% dei consensi, distanziando Ezio Massimo De Rose, sostenuto dal centrodestra, fermo poco sopra il 30%. Più indietro Filippo Fiammetta con la sua proposta civica. Una vittoria schiacciante quella di Crisafulli nonostante il Pd gli abbia negato il simbolo.
Nel centrosinistra, invece, è l’unità a fare la differenza. Il campo progressista è riuscito a essere competitivo e in alcuni casi vincente, come a Marsala e Termini Imerese.
A trarre vantaggio da questo scenario sono soprattutto le esperienze civiche, i movimenti territoriali - che intercettano un elettorato sempre più distante dalle logiche dei partiti tradizionali - ma anche il cosiddetto "campo largo", che unisce varie forze dell'area progressista.
Ad ogni modo, il risultato conferma il peso crescente delle leadership locali e delle coalizioni costruite attorno ai candidati più che ai simboli. Un caso su tutti: Enna, dove è stato eletto Vladimiro Crisafulli, sostenuto dall’area del centrosinistra e da diverse liste civiche collegate, ma senza il Pd.
In diversi Comuni il voto ha premiato amministratori percepiti come ‘alternativi’ agli schieramenti classici, capaci di parlare a un elettorato trasversale.
Il voto restituisce anche un altro elemento, in molte realtà non hanno funzionato candidature legate alla vecchia stagione politica, mentre avanzano profili più giovani o comunque percepiti come espressione diretta del territorio. È un messaggio che riguarda entrambi gli schieramenti e che apre, da oggi, una nuova fase di riflessione in vista dei prossimi appuntamenti regionali e nazionali.
Ma andiamo nel dettaglio.
Urne chiuse alle 15.00 di ieri (25 maggio). Nei 71 Comuni siciliani chiamati al voto per le elezioni amministrative 2026, lo scrutinio è entrato nel vivo subito dopo, nel primo pomeriggio, e già i primi dati hanno subito confermato un’affluenza in calo rispetto alla precedente tornata elettorale. A livello regionale, infatti, hanno votato 546.498 elettori su 929.915 aventi diritto, con un’affluenza definitiva pari al 58,79%.
NEL PALERMITANO
Nel Palermitano, nello specifico, si è registrata una partecipazione disomogenea e, allo stesso tempo una grande attenzione ai piccoli comuni. Il voto ha riguardato diversi Comuni della provincia, in tutto 16, con un’affluenza del 57,61% e una partecipazione altalenante tra aree costiere e centri interni. Nei piccoli Comuni si è registrata una maggiore mobilitazione degli elettori, soprattutto dove la sfida tra i candidati appariva particolarmente equilibrata o dove era presenta una sola lista civica in corsa.
Per l’appunto i primi risultati sono arrivati da Godrano con un’affluenza del 73,79% e da Santa Cristina Gela, con il 53,49%, dove i singoli candidati sono stati eletti sindaco. Si tratta di Daniela Sebastiano Bellini e Giuseppe Cangialosi, con il quorum del 50% che era già stato superato alle ore 23.00 di domenica 24 maggio.
Nel resto della provincia l’attenzione è rimasta concentrata sui rapporti di forza tra centrodestra, centrosinistra e liste civiche, che anche in questa tornata elettorale hanno dimostrato un peso determinate negli equilibri locali.
Maria Terranova festeggia la riconferma a sindaco di Termini Imerese, con un’affluenza del 66,24%. Un voto schiacciante, che non ha dato spazio agli avversari, con una percentuale del 74,04 ha totalizzato 5222 voti. Appoggiata da tutto il campo largo, tranne Controcorrente che correva da solo, Terranova già dalle prime ore dello spoglio aveva superato il 70% dei consensi.
«Ce l’abbiamo fatta. Anzi, ce l’avete fatta - commenta sul suo profilo Facebook - Un risultato storico, potente e forse inimmaginabile».
Soddisfatto anche il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola: «Il Movimento 5 Stelle per questa tornata di elezioni amministrative ha reso granitico il campo progressista alternativo alle destre di Schifani. Lo abbiamo fatto in tutti i comuni e la plebiscitaria vittoria di Maria Terranova a Termini Imerese certifica sia la nostra capacità di amministrare e governare una comunità, sia quella di essere perno centrale della coalizione».
E aggiunge: «Voglio esprimere inoltre il mio plauso a tutte le forze politiche che a Termini Imerese si sono impegnate per confermare questo storico risultato. L'unione ed il successo del campo alternativo rappresenta sicuramente il certificato di sfratto per il governo Schifani».
Carini, con il 46,64% dell’affluenza, sceglie Rossella Covello con 3091 voti ha totalizzato il 54,34%, prima donna sindaco.
Un largo vantaggio rispetto alla seconda arrivata, la candidata del centrosinistra Valeria Gambino che si è portata a casa 1732 voti, si proponeva in continuità con Giovì Monteleone.
Covello, insegnante e consigliere comunale uscente, che si è presentata con 8 liste, ha affidato ai social il suo primo messaggio ai cittadini: «Grazie Carini! Questo straordinario risultato è merito della vostra fiducia e del vostro sostegno. Da oggi inizia un nuovo capitolo: ci mettiamo subito al lavoro per costruire, passo dopo passo, il futuro della nostra amata Carini». Nel messaggio pubblicato online, Rossella Covello ha poi aggiunto: «Il Comune è la casa di tutti. Avanti, insieme!».
È ufficiale, Giovanni Pitarresi con 4758 voti e il 63,91% è il nuovo sindaco di Villabate (51,81%). Politicamente "cresciuto" dentro il Consiglio comunale, già assessore e consigliere negli scorsi anni, era già sceso in campo nel 2020 venendo sconfitto dall’allora candidato e attuale sindaco uscente Gaetano Di Chiara, batte Vincenzo Oliveri, figura abbastanza nota per la sua lunga carriera in magistratura, ha guidato Villabate dal 2015 al 2020.
A Isola delle Femmine, con il 67,54% di presenze in seggio ha eletto Orazio Nevoloso con 2302 voti e il 55,60%, sindaco uscente che era già stato eletto alle comunali del 4-5 ottobre 2020. Questa volta vince su Stefano Bologna che è tornato a casa con 1838 voti.
A Gratteri, con un’affluenza del 72,94%, è stato eletto sindaco Giacomo Santoro con il 61,75% e 381 voti.
Segue Scillato, con un’alta percentuale di presenza alle urne (79,03%). Qui con il 52,7% e 244 voti è stato eletto Giuliano Cortina.
Aliminusa con il 71,8% di presenze incorona Crocetta Di Pasquale con il 55,66%, con 398 voti.
Anche Altofonte con il 60,95% di presenze, ha scelto il suo sindaco, è Gianluca Raccuglia con il 43,55% di voti, ovvero 2156.
A Caltavuturo (70,75%) il primo cittadino è Pietro Poretta che vince con il 78,47%, ha raggiunto 1706 voti.
Campofelice di Fitalia 50,56% Anna Canzoneri sindaco straccia il suo rivale totalizzando 93,39% e 212 voti. Un Comune che si è trovato in un contesto politico segnato da un passaggio istituzionale delicato, tornata elettorale che è arrivata dopo la scomparsa del sindaco uscente Pietro Aldegheri, venuto a mancare nei mesi precedenti la competizione elettorale. Per la Canzoneri è stato un vero e proprio plebiscito contro i 15 voti totalizzati da Fabio La Barba (6,61%).
A Lascari (presenze del 71,55%) Franco Schittino si riconferma con oltre 150 voti di vantaggio, precisamente con il 51,64% e 1289 voti contro il 48,36% e 1207 voti. A Misilmeri 61,43% vince Rosario Rizzolo il 61,42% vola a 2157 voti contro la sfidante Rosalia Stadarelli che ne ha ottenuti1355 voti. A Polizzi Generosa 61,43% vince Gandolfo Librizzi con 66,50% dei votanti, ovvero 1225 voti.
Pietro Musotto riconfermato sindaco a Pollina (53,57%), con il 63,21% dei voti. Una campagna elettorale giocata soprattutto sui temi della continuità amministrativa, dello sviluppo turistico del territorio e del rafforzamento dei servizi.
MESSINA
Particolarmente osservata la situazione nel Messinese, una delle province con il maggior numero di Comuni chiamati alle urne, 17. Qui l’affluenza alle 23 di domenica aveva già raggiunto il 46,5%, leggermente sopra la media regionale.
Nel capoluogo, dopo le dimissioni dello scorso febbraio, Federico Basile si riconferma sindaco. Messina, prima negli exit pool, ha registrato un’affluenza del 61,93%, con un aumento del 6,37% rispetto alle scorse amministrative, con 116.772 elettori che hanno votato su 188.540 aventi diritto.
Sin dai primi dati degli exit pool e dalle prime proiezioni Rai, in collaborazione con il consorzio Opinio Italia, hanno visto il candidato sindaco di Sud chiama Nord e liste civiche Federico Basile in vantaggio, confermandosi poi primo cittadino. Seguito poi dal candidato del centrodestra Marcello Scurria e la candidata del Centrosinistra con M5S e Controcorrente Antonella Russo.
«Credo che la città con questo voto abbia confermato il lavoro svolto, non so se è mai successo che un sindaco sia stato eletto per la sua seconda candidatura con una percentuale, che se fosse confermata, dovrebbe essere attorno al 55%, quindi dieci punti di percentuale in più rispetto al 2022. Questo vuol dire che abbiamo fatto bene, nonostante tutto quello che ho vissuto in questa campagna elettorale, la città ha risposto perché abbiamo lavorato per la città», ha dichiarato il primo cittadino.
Arriva presto il commento del candidato a sindaco di Messina per il Centrodestra Marcello Scurria sull'esito del voto che vede andare verso la vittoria Federico Basile, il sindaco dimissionario di ScN. «Svolgerò con rigore il ruolo di consigliere comunale che mi hanno assegnato i cittadini. La campagna elettorale è stata drogata dalle 15 liste di Federico Basile, ma io non farò ricorso. Durante la campagna elettorale ho percepito altro da parte dei cittadini, eppure è come se fossero state premiate le dimissioni anticipate di Federico Basile. Contrasterò politicamente il sistema De Luca dal mio posto in Aula a Palazzo Zanca».
Tra i dati più significativi dell’affluenza sono spiccati fin da subito quelli di Merì, dove la partecipazione ha superato il 73%, uno dei valori più alti registrati nell’intera Sicilia. E proprio a Merì è stata eletta Giusi Cicciari. La candidata della lista Noi per il futuro meriese, capogruppo della uscente opposizione, ha conquistato 838 voti e il 56,17%, contro le 654 preferenze e il 43,83% dell’ex vice sindaco Nino Siracusa, appoggiato da Rinascita Meriese. Lei è la prima sindaca donna eletta nel Messinese.
Subito dopo di lei spicca tra le donne anche Maria Spidalieri a Saponara, con un’affluenza del 64,95%. Maria Spidalieri, infatti, ha vinto con il 48,71%, ovvero 1114 voti contro i 1106 dell’uscente sindaco Giuseppe Merlino, per soli 8 voti di scarto, battendo anche Giuseppe Rizzo che si è fermato a 67 voti. Un testa a testa che è andato avanti praticamente fino alla chiusura definitiva dei conteggi.
A Limina che ha visto un’affluenza del 36,06%, invece, è stato rieletto Filippo Ricciardi con 377 voti, il 66,96%. Ricciardi conferma le previsioni e straccia la sfidante Jenny Spadaro che si ferma a 186 voti, ovvero il 33,04%.
Risultati chiari per le elezioni nel Comune di Savoca, Massimo Stracuzzi, con il supporto di Stracuzzi Sindaco Vivi Savoca Continuità e Rinnovamento, ha ottenuto il maggior numero di preferenze, totalizzando 820 voti, il 92,03%, rispetto all’altro candidato sindaco, Charmel Pio Informante che ha ottenuto 71 voti (7,97%).
Tra i Comuni con il sistema proporzionale Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. Il quale, quest’ultimo ha visto in testa, sin dal primo scrutinio, il sindaco uscente Giuseppe Midili, appoggiato dalle liste civiche del Centrodestra. Seguono Laura Castelli, candidata di ScN e Michele Vacca, sostenuto da Pd-M5S-Prc. Il sindaco si Milazzo è ufficialmente Giuseppe Midili con 58,81% e 10977 voti.
A Barcellona, invece, in vantaggio fino alle ore 2.00 la candidata di Sud chiama Nord Melangela Scolaro con il 42,27% dei voti, seguito da Nicola Barbera, il candidato del campo largo, con il 38,78% dei voti. Ultimo il candidato del centrodestra Davis Bongiovanni con il 18,95%.
E’ ufficiale, il sindaco è Melangela Scolaro con il 40,45% e 9676 voti.
A Giardini Naxos, che ha visto un’affluenza del 59,52%, il sindaco è Agatino Salvatore Bosco sostenuto da centrodestra e centrosinistra insieme con 2745 e il 51,69% dei voti. E’ quindi una sconfitta per Puccio di Sud chiama Nord.
AGRIGENTO
Nell’Agrigentino il voto amministrativo ha interessato 9 comuni, compreso il capoluogo. L’affluenza definitiva in provincia si è attestata al 56,95%, leggermente sotto la media regionale (3,80%) ma con differenze marcate tra i singoli centri.
Sarà ufficialmente ballottaggio ad Agrigento tra Michele Sodano e Dino Alonge. Ad urne chiuse, Michele Sodano ha ottenuto 11.596 preferenze pari al 39,13% delle preferenze, mentre Dino Alonge ha ricevuto 10.308 voti, pari al 34,79%. Da una parte il candidato di centrosinistra, e dall’altro il candidato di FdI, Fi, Mpa e Udc.
Lo spoglio è andato a rilento, e per questo il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, parla di «sistema medievale in Sicilia per la gestione e la comunicazione dei dati sulle amministrative”, perché “mentre negli altri comuni del resto d’Italia arrivano i dati sullo spoglio delle schede in tempo reale, ad Agrigento erano stati ufficializzati dati di 2 sezioni su 57 fino al tardo pomeriggio” e “se va bene avremo notizie domani all’alba».
Agrigento, appunto, con un’affluenza del 59,19%, ha visto in testa fino alle 2:00 Michele Sodano di Centrosinistra con il 38,86% dei voti. Seguito poi da Dino Alonge di FdI e FI con il 34,69%.
Tra i Comuni che impiegano il sistema proporzionale, e dunque con più di 15mila abitanti, c’è Ribera, che con un’affluenza del 59,12%, che ha eletto Carmelo Pace sindaco raggiungendo il 54,92% e 6339 voti, sostenuto dalla Dc, ScN e altre liste civiche.
A Cammarata si è registrato uno dei dati più alti con il 77,39% dei votanti, in crescita rispetto alla precedente tornata. Ha visto eleggere Giuseppe Mangiapane sindaco con il 60,73% e 2467 voti in totale, contro i 1595 voti dello sfidante Giuliano Traina.
Alta anche la partecipazione a Villafranca Sicula con il 66,50%. Ed è Rosario Sortino il nuovo sindaco con il 51,69% e 460 voti.
A Raffadali, che ha visto una partecipazione del 53%, vittoria schiacciante di Ida Cuffaro con il 75,70% dei voti. Dopo Totò e Silvio la giovane nipote di 27 anni ha vinto la competizione elettorale totalizzando 5418 voti contro Sabrina Mangione, sostenuta dall’area progressista. Uno svantaggio ormai incolmabile per l'avversaria del Pd, ferma al 23,58%. Terzo Francesco Milisenda (0,71%).
«Sono felicissima - afferma Ida Cuffaro - ce lo aspettavamo, avevamo avuto dei sentori durante la campagna elettorale, ma al momento i dati sono sorprendenti. Aspettiamo fino alla fine l’esito dello scrutinio, ma sono veramente soddisfatta».
Infine, Sambuca di Sicilia con un’affluenza del 67,28%, vince Giovanna Casà con il 57,54% e 2092 voti.
TRAPANI
Nel Trapanese, invece, l’attenzione si è concentrata soprattutto su Marsala. L’affluenza si è attestata al 62,58%, in lieve crescita rispetto alla precedente consultazione. La sfida politica si è giocata principalmente tra il centrodestra, il campo progressista e alcune liste civiche radicate nel territorio. A spuntarla è stata Andreana Patti, sostenuta da una larga coalizione progressista composta da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Sud Chiama Nord e diverse liste civiche. Dietro di lei si è piazzata Giulia Adamo, candidata del centrodestra sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati.
A Enna il voto ha confermato il peso delle coalizioni territoriali e delle leadership locali. L’affluenza definitiva si è attestata al 61,89%, in linea con la precedente tornata elettorale. Sin dalle prime sezioni scrutinate è apparso netto il vantaggio di Vladimiro Crisafulli, sostenuto dall’area del centrosinistra e da diverse liste civiche collegate. Il candidato ha superato il 60% dei consensi, distanziando Ezio Massimo De Rose, sostenuto dal centrodestra, fermo poco sopra il 30%. Più indietro Filippo Fiammetta con la sua proposta civica. Una vittoria schiacciante quella di Crisafulli nonostante il Pd gli abbia negato il simbolo.
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