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Si ma dopo a chi tocca pulire? I segni indelebili dei grandi eventi a Palermo

Palermo, 29 settembre 2018: concerto di Cosmo organizzato da Enel in Piazza Magione. Un tappeto di rifiuti è rimasto sul prato per tre giorni, di chi è la responsabilità?

Giovanni Callea
Esperto di marketing territoriale e sviluppo culturale
  • 2 ottobre 2018

Il prato di piazza Magione dopo il concerto di Cosmo (foto Marco Agnello)

Madrid, 31 dicembre 2006. Festa di fine anno a Placa Major. Incredibile bolgia. Alla fine della festa, come accade in tutto il mondo, un tappeto infinito di rifiuti. Vado a dormire.

Madrid, primo gennaio 2007. Ore 8.00, sveglia per giro mattutino nella città addormentata. Placa Mayor è uno specchio. Interamente ripulita nella notte e nelle prime ore dell’alba.

Siamo in Spagna, un luogo mediterraneo, ma evidentemente non orgogliosamente mediorientale.

Palermo 29 settembre 2018. Concerto di Cosmo organizzato da Enel in Magione. Palermo primo ottobre 2018. Ore 8.00. Vedi foto.

La Magione è stata lasciata la notte di sabato, la mattina di domenica, il pomeriggio di domenica il lunedì mattina in queste condizioni. Non so adesso se sia stata pulita.

Non so di chi sia la responsabilità. Del Comune, che non ha subordinato l’autorizzazione ed un formale impegno di Enel a ripulire, della Rap, di Enel.

Quello che è evidente da questa circostanza è ancora una volta l’assenza di una visione d’insieme. Come se non fosse prevedibile lo stato in cui dopo l’evento sarebbero stati i luoghi.

A Palermo per la verità ci sorprendiamo per le piogge torrenziali di settembre e i relativi allagamenti ogni anno, come se fosse la prima volta.

La fotografia di piazza Magione non dipinge una città orgogliosamente mediorientale. Racconta invece della necessità di riorganizzare la città. Il bisogno di riprendere una direzione di decoro ed amor proprio.

Partendo dal buon senso e da una visione di città futura diversa da quella presente.

Al di là dell’attuale classe dirigente, che io ritengo responsabile, ma non unica responsabile, ho come la sensazione che siamo in pochi a trovare questo stato di cose grave ed inacettabile. Spero di sbagliarmi.

Amo l’idea di vivere in una città mediterranea e frequentando la Spagna, che ci piaccia o no, ho imparato che questo non rende necessario vivere anche nell’incuria e nell’abbandono.

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