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Al Caffè Guerbois le pin up di Marco Lodola

Nella mostra palermitana di Marco Lodola, presso la Galleria Caffè Guerbois, i light box con figure tratte dal mondo della danza e del gioco

Balarm
La redazione
  • 23 ottobre 2010

I lavori «trucidi» e laccati di Marco Lodola, "falso artista", "elettricista", "tamarro", eppure acclamato alla Biennale di Venezia come icona Pop, saranno in mostra a Palermo fino a sabato 13 novembre (da lunedì a sabato. dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30; ingresso libero) alla Galleria d’arte Caffè Guerbois (via Valdemone 35, Palermo). Durante l'inaugurazione di "Luminosa è la pittura", sabato 23 ottobre, alle ore 18, i visitatori potranno anche assistere e prestarsi ad uno shooting set artistico, ispirato alle scatole luminose di Marco Lodola. Attraverso un buco della serratura, alto 2 metri per 1,20, le modelle saranno ritratte dal fotografo Fabrizio Dia, nell’interpretazione delle famose Pin up dell’artista pavese.

Marco Lodola è attualmente uno degli artisti più noti e più presenti sul mercato italiano. Nel 2009 è stato invitato da Luca Beatrice (critico d'arte e curatore del Padiglione Italiano della Biennale del 2009) a realizzare una installazione luminosa di grande effetto, all'interno del Padiglione Italiano della Biennale di Venezia. Si trattava di grandi ballerini/e in plexiglas con dei circuiti luminosi. Nel 2000 Lodola, da sempre legato al tema della danza, è stato incaricato dal Teatro Massimo di Palermo di realizzare «Gli avidi lumi», quattro totem luminosi alti sei metri, raffiguranti episodi significativi delle nove opere in cartellone. Tali opere erano collocate in varie piazze e spazi palermitani. Nello stesso anno ha realizzato tutti i manifesti della stagione lirica del Teatro Massimo.

«Il lavoro fatto col Teatro massimo di Palermo è stata una delle esperienze più belle e artistiche della mia carriera sia per ciò che rappresenta sia perché non conoscevo la città, ho utilizzato le sculture luminose per attirare un pubblico giovane per pubblicizzare la stagione la lirica che non è vecchia. - afferma Lodola - Sulla mostra di Palermo mi piace che ci sia una linea originale che è poi quello che ricerco nelle mie esposizioni per ciascuna delle quali creo una vera e propria colonna sonore. L’aver realizzato un uscio a forma di serratura mi convince tanto da riprenderlo nelle mie fiere. La serratura è l’occhio dell’artista che scruta il mondo dietro un pertugio, un punto di vista diverso».


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