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"Apocalypse Palermo": la fine della città in poche opere

Dal Teatro Massimo allo stadio Renzo Barbera, i luoghi della città diventano scenari apocalittici nell'opera "Apocalypse Palermo" di Pietro Montagna

Balarm
La redazione
  • 2 dicembre 2014

Una pioggia di meteoriti si scaglia contro la città di Palermo, il Teatro Politeama viene travolto da una nave crociera, il Teatro Massimo colpito da un aereo e lo stadio "Renzo Barbera" inondato da un maremoto. Niente paura: la fine del mondo non si sta abbattendo nella nostra città, sono solo gli scenari apocalittici ricostruiti al computer dell'artista e fotografo palermitano Pietro Montagna, in mostra la prossima primavera.

Le opere fanno parte di un lavoro artistico dal titolo "Apocalypse Palermo", composta da quindici tavole. «Ho cercato un modo originale per sensibilizzare sull'importanza della vita partendo dalla mia amata città - spiega Montagna – perché sempre più spesso per una foto si rischia di farsi male sul serio, tra chi vuole osare troppo per avere uno scatto particolare oppure per semplice distrazione mentre si è in auto.»

«Ho immaginato - continua l'autore - come potesse essere Palermo, con i suoi luoghi simbolo, colpita da eventi catastrofici, per dare il tempo ai miei concittadini di scappare con calma tenendo i propri smartphone in tasca visto che l'apocalisse l'ho già immortalata io. Per fortuna solo con Photoshop» ha concluso ironicamente l'autore.

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