4 progetti ma è corsa contro il tempo: futuro incerto per il nuovo stadio a Palermo
Quattro idee sul piatto e pochi mesi per un obiettivo importante: gli Europei 2032. Entro luglio il progetto definitivo deve essere pronto o si rischia di perdere un'occasione
Il progetto del nuovo stadio di Palermo - il render
Quattro le alternative proposte: tre per l’area sulla quale sorge lo stadio esistente e un ulteriore progetto per una zona adiacente allo stadio, negli spazi dell’Ippodromo.
Adesso, però, è corsa contro il tempo. Come mai? La Uefa stabilirà il 30 luglio 2026 se l’Italia potrà partecipare (insieme alla Turchia) agli Europei del 2032. La Turchia possiede 11 stadi, che rispondono ai requisiti richiesti. L’Italia, invece, ne ha solo uno: quello di Torino. Ebbene, la Penisola sarà in grado di concorrere, se verranno presentati 4 progetti sui quali potere contare. Ma la domanda è: «Ci sarà anche lo stadio di Palermo?». «Per esserci, è necessario avere un progetto definitivo, come prevede il decreto Salva Stadi», spiega la consigliera comunale, Giulia Argiroffi.
Ma vediamo una alla volta, le 4 alternative proposte nel documento di fattibilità. La prima viene descritta come “soluzione zero” e prevede di mantenere la configurazione attuale dello stadio, limitando gli interventi alla manutenzione, rinforzo, consolidamento e agli adempimenti necessari per il regolare svolgimento di competizioni a livello azionale e internazionale, senza interventi strutturali o urbanistici.
La seconda alternativa proposta, invece, prevede ulteriori azioni di recupero e riqualificazione limitate all’area annessa allo stadio con funzione di area di massima sicurezza. Non sono previsti interventi significativi sullo stadio, ad eccezione di quelli funzionali e strutturali strettamente necessari per il corretto svolgimento delle competizioni.
C’è, poi, un terzo progetto, che punta a un intervento complessivo sull’area vasta che include l’area dello Stadio e dell’Ippodromo adiacente con una riqualificazione sostanziale di tutti gli elementi e gli spazi.
Infine, l’ultima alternativa fa riferimento alla riqualificazione integrale dell'attuale area dello stadio secondo gli standard europei con piazze, fan zone e aree ricreative aperte tutto l'anno.
Il Palermo FC e City Football Group hanno sempre palesato la volontà di impegnarsi il più possibile per realizzare uno stadio moderno e funzionale per i tifosi e capace di generare valore per l'intera comunità cittadina.
«La questione principale è il tempo – prosegue Giulia Argiroffi -. È stata convocata una conferenza preliminare il 22 gennaio, dove sono stati invitati tutti gli enti interessati, tra i quali vigili del fuoco, Regione Siciliana, Asp, Soprintendenza, Rangers e concessori dell’Ippodromo, che hanno 60 giorni di tempo (termine non perentorio) per dare dei pareri, che sono vincolanti sulle 4 proposte. Il 22 marzo, se tutto va bene, ci saranno i pareri e da quel momento ci saranno 4 mesi per concludere l’iter: lo studio Populous dovrà elaborare il progetto definitivo, comprensivo della proposta di convenzione, che dovrà nuovamente essere sottoposto a conferenza di servizi, questa volta definitiva con la stessa tempistica per i pareri».
Una volta approvato il tutto, la palla passerà al Consiglio comunale, che dovrà pronunciarsi sulla convenzione e sulle possibili varianti urbanistiche.
«Facciamo due valutazioni – conclude la consigliera comunale -. La prima è che se il Comune o lo Stato o Ministero (e il decreto Salva Stadi lo permette) partecipano alla realizzazione dell’infrastruttura con una cifra superiore al 50%, l’appalto andrà gestito come pubblico. Ma ciò non rientra nella tempistica del progetto, il cui cantiere deve iniziare entro il 5 gennaio 2027. La seconda, invece, fa riferimento al fatto che se il 51%, stavolta, è finanziato da privati, si può gestire come appalto privato.
Così, facendo si accorcerebbero i tempi. Ciò comporta che, pur volendo e potendo partecipare con denaro pubblico saremo costretti a concedere la regia ai privati. Sarebbe stato bello potere scegliere, anche valutando i privati come migliore condizione per il nostro stadio, ma visti i tempi ridotti all’osso, Palermo non avrà la possibilità di valutare un passaggio delicato che avrà ovvie ricadute sul futuro della nostra città».
Insomma, il futuro del nuovo stadio di Palermo è ad oggi tutt'altro che chiaro. Quello che oggi appare chiaro invece è che se entro il prossimo 31 luglio il Consiglio comunale non approverà il progetto definitivo ed esecutivo, con eventuali varianti urbanistiche e l'aggiornamento della convezione con il Palermo Fc, la città potrebbe perdere un'importante occasione: restare fuori dai campionati Uefa 2032. Saremo all'altezza della sfida europea? Lo vedremo.
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