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A Palermo con 110 e lode a 97 anni: nonno Peppe è il neolaureato più anziano al mondo

La sua tesi sui luoghi storici di Palermo ha conquistato la commissione, la sua storia ha conquistato tutti. Curiosità e determinazione. E ora ha nuovi progetti per il futuro

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 30 luglio 2020

Giuseppe Paternò con il rettore Fabrizio Micari

Gli ultimi esami sostenuti online a causa della pandemia ma l'emozione della proclamazione dal vivo, nell'aula magna dell'Università di Palermo, alla presenza del rettore. 110 e lode per Giuseppe Paternò, dottore in Studi storici e filosofici. Ha quasi 97 anni e ha battuto un record: è il neolaureato più anziano del mondo.

La sua tesi sui luoghi storici della città di Palermo ha conquistato la commissione, la sua storia ha conquistato tutti. Nato a Palermo il 14 settembre 1923 in una famiglia molto povera, primo di sette figli, nonostante un amore smodato per lo studio e un’intelligenza al di fuori della normalità, come si leggeva nelle sue pagelle, ha dovuto abbandonare la scuola e iniziare a lavorare da giovanissimo, prima come fattorino alla Utet e poi in una birreria, senza avere la possibilità di prendere il diploma.

Solo a 31 anni riesce a iscriversi all’avviamento professionale e con la scuola serale, e due figli sulle spalle, consegue il diploma di geometra, grazie al quale viene assunto dalle Ferrovie dello Stato dove rimane fino al pensionamento nel 1984.



Nel frattempo si ritrova in guerra da sommergibilista nel 1943, vive lo sbarco degli Alleati, la liberazione, il dopoguerra, si entusiasma per la democrazia. Una volta in pensione, dopo aver vissuto i più rilevanti eventi del secolo, riprende in mano la passione della sua vita: lo studio, i libri e la sua vecchia Olivetti Lettera 22.

Legge moltissimo, viaggia e scrive, poesie, racconti della sua Palermo, del Capo dov’è cresciuto, dei suoi luoghi dell’anima, protagonisti ora della tesi di laurea con cui dà compimento al suo riscatto. «Un percorso emozionale - così ce lo racconta il signor Giuseppe - attraverso luoghi di Palermo significativi: piazza Bologna (e non Bologni che è un errore segnalato anche dal Basile), piazza degli Aragonesi che per me rappresenta la fine della guerra perché lì, dopo il viaggio a piedi da Trapani a Palermo, ho riabbracciato mia madre e mia sorella, Mondello, Viale delle Scienze».

Una vecchia aspirazione che si fa insistente a 91 anni, quando si chiede «E ora che faccio? Passare il tempo a passeggiare, non mi interessava - racconta Giuseppe. - E quindi ho ripreso gli studi, ho iniziato con due corsi di teologia, ho pubblicato un libro».

A 94 anni si iscrive all’università. 28 esami in tre anni con una media del 29,8. Gli ultimi mesi, un’ulteriore sfida, vinta mentre rimaneva lontano dai suoi nipoti, con l’adozione delle nuove tecnologie imposta dal Covid e gli esami a distanza, a conferma della grande forza di volontà e della determinazione.

E ora pensa al futuro, Giuseppe. Forse con la prosecuzione degli studi verso la laurea magistrale o con la scrittura di un nuovo libro.

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