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A Palermo ora c'è via Biagio Conte: "La sua Missione resta un faro di speranza"

Un tratto di via Tiro a Segno intitolato al missionario laico. L'inaugurazione nel giorno del terzo anniversario della morte. La città rende così omaggio al suo "San Francesco"

Anna Follari
Giornalista
  • 12 gennaio 2026

L'inaugurazione di via Biagio Conte a Palermo

Un tratto di strada che racconta una storia di speranza. È quella che Fratel Biagio Conte ha donato per tutta la vita a Palermo e che oggi vive anche nella nuova intitolazione del tratto di via Tiro a Segno, tra Corso dei Mille e via Archirafi, che porta il nome del missionario laico fondatore della Missione Speranza e Carità.

Un gesto che va oltre la semplice toponomastica e diventa una vera dichiarazione d’identità per una città che continua a riconoscersi nei valori della solidarietà, dell’accoglienza e della dignità umana.

Biagio Conte ha dedicato la sua esistenza agli ultimi, ai senzatetto, agli emarginati, diventando nel tempo un riferimento morale e spirituale per Palermo e per tutta la Sicilia. Alla cerimonia di oggi, lunedì 12 gennaio, giorno che segna il terzo anniversario della sua scomparsa, erano presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni: il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo e il vicesindaco e assessore alla Toponomastica Giampiero Cannella, insieme ai membri della Missione Speranza e Carità che proseguono quotidianamente l’opera avviata da Fratel Biagio.

«Nel ricordare Fratel Biagio Conte a tre anni dalla sua scomparsa – ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – la Sicilia rende omaggio a un uomo che ha fatto della solidarietà e della carità una scelta di vita. La Regione ne onora la memoria riconoscendo il valore di un impegno che continua a parlare alle coscienze e a indicare una strada di umanità e speranza».

Nato a Palermo nel 1963, dopo una giovinezza segnata da una profonda inquietudine interiore Biagio Conte lasciò tutto per intraprendere un cammino di ricerca spirituale che lo portò anche a vivere da eremita. Da questa scelta radicale nacque la sua vocazione: stare con gli ultimi. Negli anni Novanta fondò la Missione Speranza e Carità, che sarebbe diventata una delle più grandi reti di accoglienza del sud Italia.

La sua opera non si è mai limitata all’assistenza: ha costruito comunità, restituendo dignità a migliaia di persone. Nel corso della sua vita Fratel Biagio ha denunciato con forza le ingiustizie sociali, la mafia, l’indifferenza verso i poveri, conquistando l’attenzione e l’affetto di istituzioni e cittadini. Dopo una lunga malattia, si è spento nel gennaio 2023, lasciando un’eredità che continua a vivere nella Missione e nelle persone che ne portano avanti il cammino.

«Intitolare questo tratto di strada, che conduce a uno dei luoghi simbolo della sua opera – ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla – significa rendere omaggio a una figura che ha incarnato i valori più autentici della solidarietà e dell’altruismo. Fratel Biagio ha lasciato un segno indelebile nella coscienza della nostra comunità. Oggi la sua missione continua grazie all’impegno della Missione Speranza e Carità e di don Pino Vitrano, in una testimonianza che la città intende custodire e sostenere».

Per il vicesindaco e assessore alla Toponomastica Giampiero Cannella: «La toponomastica non è soltanto un atto formale, ma uno strumento di memoria e di identità collettiva. Dedicare una strada a Fratel Biagio Conte significa consegnare alle generazioni presenti e future il ricordo di un uomo che ha saputo trasformare la carità in azione quotidiana e concreta. È un riconoscimento doveroso a una figura che ha reso Palermo una città più umana e solidale, e che continuerà a ispirare il nostro impegno civico e istituzionale».

Tra i ricordi più intensi, c’è quello raccontato da Riccardo Rossi, ex portavoce del missionario e oggi membro dei Piccoli Figli della Divina Volontà: «Durante il periodo più duro della pandemia, con Palermo in zona rossa, il Vangelo di quel giorno diceva: ‘Chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua’. A un certo punto Fratel Biagio scese dall’altare, uscì dalla sacrestia con una croce sulle spalle e si incamminò per le strade vuote della città. Camminò per tutta la giornata, fino a Monte Pellegrino. Fu un pellegrinaggio improvvisato ma potentissimo: dalle finestre e dai balconi la gente lo guardava passare, e per molti diventò un faro di speranza nel buio del Covid».

L’intitolazione della strada rappresenta anche l’avvio di un più ampio progetto di rigenerazione urbana, come sottolinea Giuseppe Federico, presidente della Seconda Circoscrizione: «La nuova via Fratel Biagio Conte si colloca tra due poli strategici: via Archirafi, interessata dal progetto della cittadella universitaria, e l’area di piazza Sant’Erasmo, sempre più centrale per lo sviluppo turistico.

In questo contesto rientra anche il recupero dell’edificio al civico 60, il cosiddetto “eco-mostro”, abbandonato da oltre quarant’anni. L’amministrazione ha manifestato la volontà di riqualificarlo per destinarlo a spazi pubblici della Circoscrizione: un segnale concreto di rigenerazione urbana e di legalità».
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