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A soli 14 anni nel cast con Sabrina Ferilli: chi è il palermitano protagonista su Canale 5

A dispetto della giovane età, Antonio ha già un bel curriculum che include la prima e la seconda serie de "Il Cacciatore". Dagli inizi, nel 2016, il suo percorso va molto veloce

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 15 marzo 2021

Il giovane attore Antonio Avella

Inizia a fine marzo su Canale 5 un nuova serie tv con un cast corale, protagonista è Sabrina Ferilli, diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi.

La serie, dal titolo “Svegliati amore mio” (la prima puntata è in programma mercoledì 24 marzo, in prima serata), vede tra gli attori coinvolti - al fianco della Ferilli anche Enzo De Caro - anche giovani promesse tra cui il palermitano Antonio Avella.

La trama della storia, c’è da scommettere, terrà incollato il pubblico toccando le corde della cronaca, più triste italiana, e dell’amore incondizionato: quello di un genitore per un figlio.

Una mamma, infatti, (Sabrina Ferilli) dopo avere scoperto la malattia di sua figlia cerca di capirne di più. E incappa, così, in una acciaieria che esala del fumo ricco di diossina.

«Nella serie - ci ha detto Antonio Avella - interpreto il ruolo di un ragazzino ammalato di leucemia, ruolo che interagisce con gli altri personaggi per quanto non sia un ruolo primario.



Non è la prima volta che lavoro con questa produzione e, di certo, non dimenticherò questa esperienza molto forte».

A dispetto dei suoi 14 anni Antonio ha già un discreto curriculum da giovane attore, considerando pure che studia recitazione solamente dal 2016.

«Ho già fatto altre esperienze, da "La vita promessa" a "Il Cacciatore", sia nella prima che nella seconda serie, e al momento sono in attesa di altre risposte di provini che ho già fatto».

La curiosità - il motore che muove ogni cosa e in fondo ci porta, quasi sempre, a qualcosa che dentro ci corrisponde pienamente - verso il mondo della recitazione è venuta spontanea per Antonio.

«Ho iniziato per caso. Volevo fare qualcosa di diverso delle solite attività di svago; ho parlato di questo mio desiderio con i miei genitori e mi sono iscritto, sul finire del 2016, alla scuola del Teatro Ditirammu.

Lì ho trovato l’ambiente ideale per sentirmi subito a mio agio perché Elisa Parrinello, e con lei il suo staff, ci hanno accolti come fossimo dei figli, con calore e attenzione, insegnandoci anche come recitare.

Quel clima così affettuoso e familiare mi ha tolto dall’imbarazzo e mi ha permesso di imparare presto. Mi sono sempre ritenuto molto timido ma quel modo di essere accolto mi ha, invece, dato molta sicurezza.

Ho continuato a frequentare i laboratori del Ditirammu fino allo scorso anno, quando le lezioni sono state interrotte per la pandemia, ma spero di riprendere presto con le attività in presenza».

I 14 anni di Antonio svelano una maturità per questa passione rara che, comunque, lo fa rimanere con i piedi per terra.

«Recitare ti da l’opportunità di guardare con occhi diversi, interpretando ruoli diversi, le stesse realtà, facendoti un’idea tua e quindi crescendo nel frattempo.

Inoltre è una grande opportunità per relazionarsi con persone diverse e magari, per certi aspetti, lontane dalla vita quotidiana».

Alle lezioni del Ditirammu Lab Antonio Avella ha conosciuto tra gli altri compagni anche Elvira Camarrone, protagonista di un film per Netflix Italia che uscirà fra qualche giorno, con la quale ha già lavorato ad un altro progetto cinematografico.

«Con Elvira abbiamo recitato al cortometraggio (adesso alla fase di montaggio) Dream, diretto da Davide Vigore, che racconta un storia molto legata alla Sicilia, fatta di gare di cavalli e di “buona competizione”. Potremmo definirlo un cortometraggio di formazione».

Rimanendo con i piedi per terra, come dicevamo, Antonio continua a frequentare la sua classe liceale e sul suo futuro è molto chiaro.

«Il mio futuro è tutto da scoprire, non so se farò l’attore da grande, credo che ci siano tante cose che oggi non posso sapere come saranno e come andranno; di sicuro mi sento di consigliare la recitazione come percorso, prima di tutto personale, perché ti permette di conoscere lati del proprio carattere che non sappiamo di avere».
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